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Furto: se arrivano i ladri e c’è la vigilanza chi paga?

31 Luglio 2018
Furto: se arrivano i ladri e c’è la vigilanza chi paga?

Rapinatori in casa: se c’è la guardia giurata chi deve risarcire i danni al condomino derubato dai malviventi?

Mentre eri fuori per il weekend sono arrivati i ladri nel tuo palazzo e, di notte, hanno svaligiato il tuo appartamento. Il condominio nel quale vivi ha, da alcuni mesi, firmato un contratto con una società privata di vigilanza che, evidentemente, non è stata in grado di contrastare l’arrivo dei rapinatori. Forse l’addetto era distratto, si era allontanato o si è addormentato durante il turno di lavoro. Ora intendi porre la questione all’attenzione dell’amministratore di condominio: qualcuno dovrà sicuramente risarcirti. Ma chi? Il condominio, che ha scelto un istituto di vigilanza non competente oppure quest’ultimo che non ha adempiuto ai propri obblighi contrattuali? Insomma, in caso di furto, se arrivano i ladri e c’è la vigilanza chi paga? La risposta al tuo quesito è stata data dal tribunale di Napoli con una recente sentenza [1].

La pronuncia è particolarmente interessante per due aspetti. Il primo è il rapporto contrattuale che si instaura tra il cliente e la società privata di controllo: rapporto che obbliga la seconda a risarcire tutti i danni – salvo quelli determinati da caso fortuito –  procurati per il proprio inadempimento ossia per non aver eseguito, con la diligenza del buon padre di famiglia, l’incarico affidatogli. La seconda è il rapporto tra la guardia giurata materialmente addetta alla sorveglianza del palazzo oggetto dei furti e il suo datore di lavoro (l’istituto di vigilanza); quest’ultimo, constatando una negligenza del proprio dipendente (una distrazione, l’allontanamento dalla postazione, ecc.) può procedere al licenziamento per giusta causa. E difatti, l’abbandono della “scrivania” per poco tempo non comporta, di norma, il licenziamento quando il danno per l’azienda non è grave e la mansione è facilmente sostituibile. Viceversa, quando si tratta di compiti particolarmente delicati come appunto quelli della guardia giurata, allora la soluzione può essere opposta.

Ritorniamo ora al problema di un’eventuale richiesta di risarcimento nel caso di furto nonostante il contratto con l’istituto di vigilanza. La società privata è tenuta a risarcire il danno al proprietario dell’appartamento che viene derubato dai “soliti ignoti”? Se i ladri riescono, con maestria “tecnica”, a eludere la sorveglianza e a ripulire la casa di contanti, gioielli e altri oggetti preziosi, con chi bisogna prendersela? E, in ogni caso, questo evento può essere considerato una giusta causa di risoluzione del contratto con l’istituto di vigilanza per non aver saputo adempiere ai propri impegni? Cerchiamo di rispondere alle varie domande.

Se arrivano i ladri l’istituto di vigilanza è responsabile?

Il codice civile [2] stabilisce che chi non esegue esattamente la prestazione dovuta in base a un contratto precedentemente firmato deve risarcire il danno alla controparte salvo dimostri che l’inadempimento o il ritardo nella prestazione è stato determinato da “impossibilità della prestazione” derivante da causa a lui non imputabile. Dunque, il primo problema che si pone è se l’azione dei ladri – che per natura è segreta, abile, strisciante, “trasparente” e subdola, può essere considerata un caso fortuito, non contrastabile né prevedibile. Se di norma un furto rientra nel concetto di impossibilità oggettiva (si pensi a una persona che non può più produrre in contratto per causa dei ladri che hanno svaligiato i cassetti), in questo caso però il compito della sorveglianza non può ridursi a una semplice funzione dissuasoria, ma deve essere di effettivo contrasto dei rapinatori. Dunque, secondo la sentenza in commento, la società privata deve risarcire i danni derivanti dall’arrivo dei ladri in casa.

A chi vanno risarciti i danni per i ladri in casa?

Il secondo problema che si pone è se il risarcimento debba essere versato al condominio, con cui l’istituto di vigilanza ha firmato il contratto, oppure al proprietario dell’appartamento che è il soggetto effettivamente danneggiato. Il tribunale di Napoli ha dato ragione al derubato ed ha quindi condannato la società a risarcirlo con la somma di diecimila euro, liquidata in via equitativa.

Per il Giudice partenopeo «la legittimazione processuale spetta ai singoli condomini qualora nella lite giudiziaria, vi è un loro interesse diretto e non mediato». Infatti, il condominio è un mero ente di gestione unicamente deputato a gestire le parti comuni dell’edificio e la funzionalità dei servizi di interesse comune dei singoli condomini. Di conseguenza, la domanda risarcitoria del danno da furto perpetrato all’interno della singola unità immobiliare presuppone necessariamente un interesse diretto del condomino danneggiato, il che esclude qualsiasi legittimazione del condominio.


note

[1] Trib. Napoli, sent. n. 2451/2018.

[2] Art.1218 cod. civ.


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