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Chi ha il potere in Italia?

31 luglio 2018


Chi ha il potere in Italia?

> Cultura e società Pubblicato il 31 luglio 2018



Chi controlla i centri di potere: partiti, lobby, industrie, mass media e banche. Ecco chi sono i soggetti che dirigono la stanza dei bottoni nel nostro Paese.

Se, in una tavolata, si dovesse parlare di chi controlla il potere in Italia, con buona probabilità verrebbero citate per prime le banche. Subito dopo salteranno fuori i politici, i sindacati e qualche grossa industria (la Fiat, le aziende farmaceutiche, ecc.). Gli antieuropeisti attribuiranno le responsabilità delle scelte politiche più dolorose all’UE mentre ci sarà sempre chi se la prenderà con l’euro. Chi ha visto la pellicola “Quinto Potere” dirà che il cuore nevralgico delle scelte della vita nazionale è la televisione. Si tratta di risposte in parte vere e in parte frutto di opinioni comuni,  ma nessuno di questi va davvero al “cuore” – o meglio al vertice – della questione di chi abbia il vero potere. Sì, è vero che i Cda delle banche hanno una forte influenza sul legislatore. Ed è anche vero che le industrie controllano una grande fetta dell’economia, potendo dettare le sorti di un governo. Ma non c’è che dire: il vero potere in Italia è fuori dall’Italia. Oppure nascosto nel suo tessuto. Anche ai tempi dei sovrani, il controllo della nazione non era mai gestito da una sola persona ma trovava ramificazioni in vari centri di interessi che, ora da una parte ora dall’altra, spostavano il loro peso (basti pensare all’influenza che hanno avuto gli Agnelli). Nelle “democrazie plutocratiche” moderne le cose sono cambiate di poco; forse c’è maggiore equilibrio e la direzione viene dettata dal concorso di più correnti. Il che già di per sé è una garanzia. Volendo individuare chi ha il potere in Italia non possiamo certo fare il nome di una o più persone, ma degli organismi che questi rappresentano. Ecco allora chi sono questi soggetti.

La banca centrale europea

Il vero potere in Italia lo ha Mario Draghi, dice qualcuno. Un’affermazione condivisibile. Anche se, in realtà, non è tanto Draghi quanto l’organo che rappresenta e che gli attribuisce i poteri: la Banca Centrale Europea di cui egli ha oggi la direzione. Perché la BCE influenza l’Italia? La risposta è molto semplice. Da quando il nostro Paese ha aderito alla Comunità Europea si è spogliato di un grosso potere per conferirlo alle istituzioni comunitarie: quello di stampare moneta. Un potere che, in passato, i regnanti hanno usato per dirigere le proprie economie, finanziare le guerre, spendere e spandere. Per evitare che ciò potesse comportare una gestione dell’inflazione a proprio piacimento, a discapito dei partner europei, gli Stati fondatori dell’UE hanno deciso di attribuire tale compito all’Europa. All’Italia residua solo la politica fiscale, quella cioè di gestire le tasse.

Decidendo la politica monetaria, e quindi i tassi di interesse del denaro, la BCE può anche controllare indirettamente la politica degli Stati, in particolare di quelli indebitati come l’Italia. Aumentando infatti gli interessi aumenta il debito pubblico e, se aumenta il debito pubblico, lo Stato deve recuperare più entrate. Il che lo può fare solo ricorrendo alla politica fiscale ossia a nuove tasse (nessun Governo è stato in grado di garantire una reale ed effettiva diminuzione della spesa pubblica). Non c’è bisogno di spiegare come una politica fiscale repressiva – dettata per necessità – possa portare all’impopolarità di un Governo e alla perdita del consenso da parte dei suoi elettori (come è successo con Monti). Ecco che quindi la decisione di Draghi o dei suoi colleghi può influenzare la politica di uno Stato.

La magistratura

La stanza dei bottoni è governata da due organi: la Corte Costituzione e la Cassazione. Non mi dirai che credi ancora alla favola che la magistratura presiede la giustizia? Macché: la Corte Costituzionale fa politica e la Cassazione ha rimpiazzato il legislatore. Vuoi sapere perché? Il governo può fare qualsiasi programma che vuole, ma basta una sentenza della Consulta per far saltare tutti i bilanci. Pensa alla norma che ha dichiarato illegittima il blocco della rivalutazione delle pensioni. Qualsiasi norma scomoda alla Corte Costituzionale può essere dichiarata illegittima con effetti retroattivi. Se questo non è potere?

Il Parlamento fa, la Cassazione dispone. La legge può dire quello che vuole ma conta come viene interpretata. E se anche una norma dice bianco, se arriva la Cassazione a dire che in realtà il vero significato è nero, non ci sono vie di scampo. Ti faccio un esempio. La legge sui licenziamenti lascia libero il datore di lavoro di scegliere chi mandare a casa quando deve procedere a meno di 5 licenziamenti per volta. L’altro giorno la Suprema Corte ha detto che in verità bisogna applicare in via analogica la norma sui licenziamenti collettivi e quindi preferire chi ha meno anzianità di servizio e un carico di famiglia più leggero.

Gli investitori

Lo spread. Ecco che siamo arrivati alla parola di questi tempi tanto demonizzata. Lo spread è come la forza di gravità: nessuno lo vede, i teorici si sforzano di dire che non esiste, ma di fatto c’è. E finisce per influenzare la politica del nostro Stato. Abbiamo già spiegato cos’è lo spread: lo spread, ossia “divario”, è la differenza tra il rendimento dei titoli di Stato italiani e quelli tedeschi (presi a riferimento perché i più stabili). Tanto più rendono quelli italiani, tanto più sale lo spread. Sembrerebbe un fatto positivo e invece è il contrario. Lo Stato infatti aumenta gli interessi sui propri titoli quando vi è incertezza politica ed economica; lo fa infatti per incentivare gli investitori ad acquistare BOT e CCT alle aste. Ma pagando più interessi, si indebita. Dall’altro lato ci sono gli investitori che, avendo speso il proprio denaro, vogliono garanzie sulla restituzione del capitale. Non parliamo di qualche migliaio di euro della nonna che ha messo da parte la liquidazione. Si tratta di cifre così alte da poter generare il default di una nazione. Ecco perché i Paesi che hanno comprato il debito pubblico italiano, ossia hanno acquistato i nostri titoli di Stato, faranno di tutto affinché la nostra politica non pregiudichi i loro investimenti. Ed ecco perché Stati come la Russia, gli Usa, la Cina, ma anche la Germania e le stesse banche – che hanno acquistato i titoli di Stato – dirigono il potere in Italia. Basti pensare che il 32% del debito pubblico italiano è in mano a istituzioni finanziarie straniere. Ecco dove sta il potere delle banche in Italia: sono i classici creditori che hanno prestato soldi allo Stato.

La Santa Sede

Anche se non è scritto come nella Costituzione degli Stati Uniti d’America, l’Italia è un paese cristiano cattolico. Il 75% della popolazione aderisce a questa fede. Ora, se pensi all’influenza che un datore di lavoro può avere sui propri dipendenti nel momento in cui dice “Votate Tizio che farà il bene della fabbrica”, immagina quale potere possa avere il Papa nel dire che un certo politico fa scelte contrarie al credo apostolico. Anche sotto un profilo economico la Santa Sede dirige il potere in Italia. E lo scandalo di una famosa banche gestita dallo Stato Pontificio ce lo ricorda.

Insomma, i patti lateranensi che volevano una “Libera Chiesa in libero Stato” non sono riusciti a rompere il cordone ombelicale che lega le due istituzioni.

I mass media

Si pensa spesso che giornali e televisioni hanno il potere in Italia. In realtà hanno solo il potere di persuasione. Essi non sono altro che lo strumento in mano ad altri soggetti che li controllano e li finanziano: sono questi ultimi, in definitiva, che hanno il vero potere: sindacati, rappresentanze di categorie (ad es. Confindustria), partiti politici, industriali, ecc.

La massoneria

La massoneria dice di non essere più segreta. Ma hai mai visto una persona che, in una cena tra amici, ha detto “Sapete che io sono massone?”. Tutto ciò che è segreto spaventa. Leopardi diceva che la distanza tra la terra e la luna è diventata più breve non appena la si è quantificata. La massoneria, nel permanere ancora sottopelle, fa parlare sempre di sé. Nel bene e nel male. Ma cos’è la massoneria? È un po’ come l’ordine dei templari: un’associazione di mutuo soccorso che una volta diventata associazione della classe dirigente è diventata molto più potente. Di per se stessa è segreta: ci si entra con una serie di atti liturgici. Con la rivoluzione francese si è avvicinata alla politica e da allora non ne è più uscita. Perché la massoneria ha potere? Non sono domande che si fanno… Negheresti mai un piacere a tuo fratello?

La criminalità organizzata

Lo Stato e la mafia. Con o senza accento, quella “e” ha generato più matrimoni e divorzi di quanti se ne contino oggi in tutti gli Stati moderni. Di fatto, quasi il 10% del Pil nazionale è assorbito dalla criminalità organizzata. Alla faccia delle banche che guardano con invidia. Appalti, voti, creazione e smantellamento di porti e aeroporti, infrastrutture e collegamenti: gran parte della vita nazionale è gestita indirettamente dalle quattro organizzazioni mafiose più forti del mondo. Una strana coincidenza che si trovino tutte nel sud Italia? Cetto Laqualunque – al secolo Antonio Albanese – ha capito molto di questo Stato, più di quanto non lo abbiano compreso i suoi elettori che continuano a votare sempre secondo le stesse logiche.

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2 Commenti

  1. L’articolo parte benissimo, sulla parte tecnica del debito pubblico; poi si perde in semplificazioni quasi banali (mass media, massoneria) e lascia l’impressione di una risposta monca.

  2. È un mio parere, forse un po’ caotico per ragioni di caldo, spazio, e perché no: inutilità dello scrivere!
    Il vero potere, a mio giudizio, è il plagio che la gente subisce attraverso tutto ciò che avverte come potente! La pubblicità, l’economia/finanza, la fede negli dei…
    Ma il problema è:Cos’è che fa credere la gente anche alle fole, o, se volete, la fa inginocchiare davanti al presunto potente?
    Tutto risiede nelle strutture cerebrali, nei meccanismi neurormonali, nell’azione dei mediatori chimici- nel riconoscimento e tutela dell’himself preservandolo dall’outself! Ma è chiaro che qui, anche semplicemente narrare i meccanismi neuropsicologici sottesi alla vita sociale è impossibile! Termino dunque con: Nello sviluppo della filogenesi della specie umana che ha come unico reale filtro alla sua arroganza: la guerra, la gente sta imparando che quando si erge in piedi anche i giganti sono abbattibili- Questa è l’evoluzione della specie che avviene attraverso il perfezionamento delle strutture cerebrali anatomiche, il miglioramento delle funzioni noetiche e l’esperienza societaria-Per ciò il potere sarà sempre più frammentato sino a dissolversi in una “CITTÀ DEL SOLE” IN CUI IL DOVERE, COME ANCHE ASSERÌ KANT CON NELLA SUA RAGION LOGICA, DIVERRÀ LA RICERCA DEL DOVERE PER IL DOVERE-
    Ovvio: solo se la specie non scompaia prima!

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