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Pensione con opzione contributiva

31 Luglio 2018 | Autore:
Pensione con opzione contributiva

Opzione per il ricalcolo contributivo del trattamento di quiescenza: conviene, chi può richiederla, quali pensioni si possono ottenere.

Vuoi ottenere la pensione a 63 anni di età con 20 anni di versamenti, ma sai che non puoi perché il tuo trattamento non sarà calcolato col sistema integralmente contributivo, in quanto possiedi dei contributi collocati prima del 1996? Forse potresti ottenere comunque il diritto al calcolo contributivo della pensione, quindi al pensionamento a 63 anni di età e ad altre forme agevolate di trattamento (come la pensione di vecchiaia con 5 anni di contribuzione), grazie all’opzione contributiva. In passato, in pochi si sono avvalsi di questa possibilità, in quanto il calcolo contributivo risulta, di solito, penalizzante: negli ultimi tempi, però, sempre più lavoratori richiedono quest’opzione, perché consente in molti casi di arrivare prima alla pensione, o con requisiti più leggeri. Peraltro, in alcune ipotesi il calcolo contributivo si rivela più conveniente del calcolo retributivo, ad esempio per chi, a fine carriera, si ritrova con retribuzioni più basse. Tuttavia, occorre prestare molta attenzione: non tutti hanno diritto all’opzione contributiva, e non tutti coloro che ottengono il ricalcolo contributivo hanno diritto alle pensioni agevolate. Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sulla pensione con opzione contributiva: chi può richiederla, a chi conviene, quando consente di ottenere requisiti agevolati per l’uscita dal lavoro, come funziona il calcolo contributivo.

Come funziona il calcolo contributivo della pensione?

Come mai si dice che il calcolo contributivo della pensione è penalizzante rispetto al calcolo retributivo? Per comprenderlo, bisogna prima capire come funziona il calcolo della pensione.

In termini generali, il calcolo retributivo si basa sulla retribuzione pensionabile media, cioè su una media degli ultimi redditi, o dei redditi più elevati, a seconda della gestione di appartenenza (ogni gestione previdenziale ha un sistema di calcolo differente), rivalutati, e sul numero di settimane di contributi accreditate (o sui mesi, sugli anni, o sulle giornate, sempre a seconda della gestione) in determinati periodi.

Il calcolo contributivo si basa invece sul solo ammontare dei contributi accreditati, rivalutati, e sull’età pensionabile.

Il calcolo contributivo, in ogni caso, non risulta sempre penalizzante: ci sono, ad esempio, delle situazioni in cui la retribuzione pensionabile negli ultimi anni crolla, e fa risultare più conveniente il sistema contributivo rispetto a quello retributivo.

Per gli appartenenti alla generalità delle gestioni Inps, il sistema di calcolo della pensione è:

  • retributivo sino al 31 dicembre 2011, poi contributivo, per chi possiede almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • retributivo sino al 31 dicembre 1995, poi contributivo (si tratta del cosiddetto calcolo msito), per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • solo contributivo, per chi non possiede contributi al 31 dicembre 1995.

Per approfondire: Guida al calcolo della pensione

Quali sono le pensioni contributive?

Le pensioni che possono essere ottenute dai lavoratori aventi diritto al calcolo esclusivamente contributivo, oltre alla pensione di vecchiaia (per la quale, oltre ai requisiti ordinari, si deve possedere un assegno non inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale) e anticipata ordinaria, sono:

  • la pensione anticipata contributiva, che si può ottenere con 63 anni e 7 mesi di età (64 dal 2019), 20 anni di contributi e un trattamento non inferiore a 2,8 volte l’assegno sociale;
  • la pensione di vecchiaia contributiva, per la quale sono sufficienti 5 anni di contributi; si ha diritto al trattamento a 70 anni e 7 mesi di età (71 anni dal 2019).

Chi può chiedere l’opzione contributiva?

Per quanto riguarda la possibilità di beneficiare dell’opzione contributiva Dini [1], bisogna innanzitutto ricordare che questa consente ai lavoratori iscritti presso l’assicurazione generale obbligatoria e ai fondi ad essa sostitutivi ed esclusivi, in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, di optare per la trasformazione e la liquidazione della pensione secondo le regole contributive.

Apriamo una piccola parentesi, e ricordiamo che:

  • i fondi esclsusivi dell’assicurazione generale obbligatoria sono ex Inpdap, ex Ipost e Ferrovie;
  • i fondi sostitutivi dell’assicurazione generale obbligatoria sono invece il fondo trasporti, il fondo dazieri, il fondo elettrici, il fondo telefonici, il fondo volo, il fondo per i dirigenti di aziende industriali (Inpdai), il fondo di previdenza dello spettacolo (Fpls), il fondo di previdenza degli sportivi professionisti (Fplsp) ed il fondo pensione dei giornalisti.

Per l’esercizio della facoltà di opzione contributiva gli assicurati devono rispettare i seguenti requisiti:

  • non aver maturato 18 anni di contribuzione alla data del 31 dicembre 1995;
  • vantare almeno 15 anni di contribuzione di cui almeno 5 nel sistema contributivo (cioè successivi al 31 dicembre 1995).

Diritto all’opzione contributiva maturato entro il 2011

Per effetto dell’entrata in vigore della Legge Fornero, dal 2011 l’Inps distingue ulteriormente a seconda se i requisiti per l’esercizio della facoltà di opzione contributiva siano stati perfezionati entro il 31 dicembre 2011 o successivamente [2]:

  • nel primo caso, la facoltà di opzione è riconosciuta a condizione che al 31 dicembre 2011 l’assicurato abbia perfezionato i requisiti anagrafici e/o contributivi per il diritto alla pensione entro il 31dicembre 2011, secondo le regole vigenti al 31 dicembre 2011, cioè secondo le regole antecedenti alla legge Fornero;
  • nel secondo caso si applicano, invece, i requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia e alla pensione anticipata previsti per i lavoratori in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.

In parole semplici, chi possiede i requisiti per l’opzione contributiva al 31 dicembre 2011 può avvalersi dell’opzione solo se ha maturato, entro la stessa data, anche il diritto alla pensione, maturato secondo le regole della legge Fornero (per come l’Inps ha interpretato la normativa).

In caso di diritto all’opzione e alla pensione entro il 31 dicembre 2011, ci si può avvalere, oltreché dell’opzione contributiva, anche delle pensioni agevolate previste per gli aventi diritto al calcolo interamente contributivo, con i requisiti precedenti alla legge Fornero.

Diritto all’opzione contributiva maturato dopo il 2011

Se il diritto all’opzione contributiva non è maturato entro il 31 dicembre 2011, bisogna sapere che, dal 2012, l’opzione contributiva Dini comporta l’applicazione esclusivamente del metodo di calcolo contributivo al trattamento, e non più, anche, quella dei requisiti per il diritto alla pensione previsti nel regime contributivo. Pertanto, ad esempio, non è possibile tramite l’opzione guadagnare l’uscita a 70 anni e 7 mesi con 5 anni di versamenti, né la pensione a 63 anni e 7 mesi di età con 20 anni di versamenti, come previsto per i lavoratori iscritti a forme di previdenza obbligatoria dopo il 1995.

Computo nella gestione Separata

Per ottenere una delle pensioni contributive agevolate, è possibile però optare per il computo nella gestione Separata, che prevede gli stessi requisiti dell’opzione contributiva ma che, a differenza di questa, consente di accedere, per coloro che maturano i requisiti per l’esercizio del computo dopo il 31 dicembre 2011, alle tipologie di pensione anticipata e pensione di vecchiaia alle quali possono accedere i lavoratori iscritti dal 1° gennaio 1996 alla previdenza obbligatoria. In pratica, con il computo si può accedere, presso la gestione Separata:

  • alla pensione di vecchiaia con:
    • 66 anni e 7 mesi di età e 20 anni di contributi, a condizione che l’assegno risulti non inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale;
    • oppure a 70 anni e 7 mesi unitamente ad almeno 5 anni di contribuzione effettiva;
  • alla pensione anticipata con:
    • 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi le donne) indipendentemente dall’età anagrafica;
    • 63 anni e 7 mesi di età unitamente a 20 anni di contributi effettivi a condizione che l’importo pensionistico sia superiore a 2,8 volte l’importo dell’assegno sociale.

Per avvalersi della facoltà di computo, che prevede il versamento di tutti i contributi posseduti (esclusi quelli accreditati presso le casse professionali) nella gestione Separata Inps, bisogna:

  • iscriversi alla gestione Separata dell’Inps: ricordiamo che si possono iscrivere alla gestione i collaboratori ed i lavoratori parasubordinati in genere, i lavoratori autonomi occasionali (se il reddito supera i 5mila euro annui), i professionisti senza cassa e i lavoratori occasionali (chi presta servizio con i nuovi voucher, contratto di prestazione occasionale o libretto famiglia);
  • versare un mese di contribuzione, da calcolare in base all’aliquota vigente per la categoria di iscritti alla gestione Separata cui si appartiene, sulla base del minimale di reddito annuo (che, nel 2018, è pari a 15.710 euro).

note

[1] Art.1 Co.23 L.335/1995.

[2] Inps Mess. n. 219/2013.


1 Commento

  1. Bisogna inoltre considerare che il montante contributivo accantonato ante 18 anni di età, viene rivalutato mediante un coefficiente di 1,5. Risultando vantaggioso per il lavoratore precoce.
    Forti dubbi sulla efficacia di detta rivalutazione sui contributi figurativi (es. Artigiani e simili).

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