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Go-Kart: chi risponde dell’infortunio per lo scontro?

31 Luglio 2018
Go-Kart: chi risponde dell’infortunio per lo scontro?

Risarcimento danni: responsabilità per l’incidente tra le auto scontro in una pista di go-kard. È responsabile il titolare della società che gestisce il parco giochi?

Sfiorata la tragedia in un incidente stradale. La beffa è che non si è trattato di un normale scontro tra auto in corsa su una comune strada, ma di una pista di go-kart dove tuo figlio si era recato per divertimento. Un altro ragazzo, più inesperto di lui, dopo aver perso il controllo del mezzo, si è trovato a circolare dal senso opposto di marcia. I due si sono scontrati e hanno riportato diverse ferite. Al pronto soccorso gli sono state diagnostiche lesioni giudicate guaribili nel giro di 40 giorni. Pretendi che qualcuno ti paghi i danni per le cure che il giovane dovrà sostenere (tra cui un periodo di fisioterapia). Chi diffidare? La società titolare della pista da corsa o l’altro “conducente” che, comunque, ha più di 18 anni e pertanto è pienamente responsabile delle proprie azioni? Insomma, per l’incidente al go-kart, chi risponde dell’infortunio per lo scontro? La questione è stata decisa da una sentenza della Cassazione di qualche giorno fa [1]. La Suprema Corte ha analizzato un caso identico al tuo. È necessario quindi leggere il principio affermato dai giudici supremi per sapere a chi indirizzare la diffida con la richiesta di risarcimento ed, eventualmente, chi citare in una successiva causa in tribunale.

Secondo la Corte, per le lesioni riportate in uno scontro su una pista di go-kart è sicuramente responsabile il conducente del veicolo. Certo, non si terrà conto delle norme del codice della strada, che non valgono in tali situazioni, ma delle regole di comune prudenza. Il che significa che sarà più difficile intravedere una responsabilità netta se non in presenza di comportamenti palesemente imprudenti. L’esempio di chi circola contromano è parardigmatico. Ma potrebbe essere anche il caso di chi non guarda dove va e tampona un rivale nella corsa. Si tenga peraltro conto che, oltre alla normale responsabilità civile per il risarcimento del danno, c’è anche la responsabilità penale per le lesioni personali colpose. Può sembrare eccessivo ma è proprio così: per un semplice divertimento si richiesta di perdere il proprio stato di “incensurato”.

Quello che aggiunge la Corte è però un necessario e importantissimo tassello. Si può aggiungere, alla responsabilità del conducente, anche quella della società che gestisce la pista di go-kart se non ha adottato le misure di sicurezza necessarie a impedire scontri, vista la natura pericolosa dell’attività esercitata. Si tratta di una responsabilità civile, rivolta quindi a garantire il risarcimento in via solidale al colpevole effettivo. Ma quali sono tali misure di sicurezza e quando è possibile citare in giudizio il titolare dell’autodromo giocattolo? Anche su questi punti è la Cassazione a dare maggiori delucidazioni. Ricordano i Giudici di legittimità che «il responsabile di attrezzature sportive o ricreative è titolare di una posizione di garanzia a tutela dell’incolumità di coloro che le utilizzano, anche a titolo gratuito» in qualità di custode delle stesse attrezzature. Il codice civile [2] stabilisce la responsabilità del proprietario o del custode di qualsiasi oggetto per i danni da quest’ultimo provocati. La norma si può quindi applicare al gestore della pista di go-kart che sarà responsabile a meno che non dimostri che l’incidente è avvenuto per “caso fortuito”, un fatto cioè da lui imprevedibile e inevitabile usando l’ordinaria diligenza.

Per escludere la propria responsabilità pertanto il titolare dell’attrezzatura ludica deve dimostrate di aver adempiuto alla misure di sicurezza idonee ad evitare l’evento dannoso attraverso le prescrizioni di garanzia e protezione nel caso concreto.

Nella specie, secondo la Cassazione, la società di go-kart può essere ritenuta responsabile se non appone, attorno alla pista, alcun cartello in merito al regolamento delle gare, né alcuna segnalazione del senso di marcia e se neppure predispone un sistema di protezione. Tali precauzioni sono strettamente necessarie in ragione della natura pericolosa dell’attività esercitata.

La condotta imprudente del conducente non è un fatto imprevedibile per il gestore dell’autodromo che deve prefigurarsi anche la possibilità che i clienti possano tenere comportamenti imprudenti o siano vittime della propria stessa distrazione.


note

[1] Cass. sent. n. 36010/18 del 27.07.2018.

[2] Art. 2051 cod. civ.

Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 19 aprile – 27 luglio 2018, n. 36010

Presidente Fumu – Relatore Tornesi

Ritenuto in fatto

1. Con sentenza del 09 giugno 2017 il Tribunale di Lecce confermava la pronuncia con la quale il giudice di pace di Ugento dichiarava Sc.Ma. responsabile del reato di cui all’art. 590, comma secondo, in danno di M.R. , e, concesse le attenuanti generiche ritenute prevalenti rispetto all’aggravante contestata, la condannava alla pena di Euro 1.000,00 di multa, oltre al pagamento delle spese processuali, nonché al risarcimento del danno in favore della parte civile costituita, in solido con il responsabile civile Sporting Club Ugento s.r.l. in persona del legale rappresentante.

1.1. Secondo la ricostruzione dei fatti operata dai giudici di merito, nel pomeriggio del giorno 06 agosto 2010, mentre Sc.Ma. era alla guida di un go – kart concessole in noleggio dallo Sporting Club Ugento s.r.l. avente ad oggetto l’attività ludico-sportiva di automobilismo, perdeva il controllo del veicolo sul tracciato di una pista privata a causa della velocità eccessiva tanto da effettuare una roto – traslazione e, poi, proseguiva la corsa ponendosi in direzione opposta al senso di marcia previsto; da ciò derivava la collisione frontale con il go – kart utilizzato dal minore M.R. , a seguito della quale quest’ultimo rimaneva ferito gravemente.

La Corte distrettuale riteneva addebitabile l’evento, oltre che al comportamento imprudente dell’imputata, anche al predetto responsabile civile a causa dell’omessa predisposizione delle cautele e delle misure di sicurezza idonee ad evitare proprio il verificarsi di incidenti come quello occorso in concreto.

2. Il legale rappresentante dello Sporting Club Ugento s.r.l., S.A. , nella qualità di responsabile civile, propone ricorso per cassazione avverso la predetta sentenza, a mezzo del difensore di fiducia, deducendo il vizio di violazione di legge e il vizio motivazionale.

Deduce che l’evento lesivo è ascrivibile in via esclusiva al comportamento illecito dell’imputata che è idoneo ad interrompere il nesso causale tra la cosa e il danno.

2.1. Conclude chiedendo l’annullamento con rinvio del provvedimento impugnato.

Considerato in diritto

1. Il ricorso è inammissibile perché generico, in quanto non si confronta adeguatamente con la motivazione della sentenza impugnata in risposta alle censure formulate nei motivi di appello, ed è manifestamente infondato.

2. Si premette che, secondo la giurisprudenza di legittimità, il responsabile di attrezzature sportive o ricreative è titolare di una posizione di garanzia a tutela dell’incolumità di coloro che le utilizzano, anche a titolo gratuito, sia in forza del principio del “neminem laedere”, che nella qualità di custode delle stesse attrezzature e, come tale, civilmente responsabile dei danni provocati dalla cosa ai sensi dell’art. 2051 cod. civ. rispetto alle quali egli è obbligato ad adottare tutte le misure idonee ad evitare l’evento dannoso, ad eccezione dell’ipotesi del caso fortuito.

Ai fini dell’esonero da responsabilità, l’esercente, deve dimostrare di aver gestito la cosa nelle condizioni di massima sicurezza, adottando ogni accorgimento idoneo ad evitare l’evento e di avere mantenuto le prescrizioni di sicurezza impartite alla stregua dei criteri di garanzia e protezione che lo stesso ha l’obbligo di rispettare nel caso concreto.

3. Nel caso in esame è incontestato che l’area “(omissis) ” di go kart, ubicata in (omissis) è gestita dalla Sporting Club Ugento s.r.l. in persona del legale rappresentante che, in quanto tale, riveste la posizione di garante e di custode in quanto esercita sulla stessa un effettivo potere di vigilanza e controllo.

Orbene, i giudici di merito hanno ampiamente comprovato che sulla pista non era presente alcun cartello concernente il regolamento di gara né alcuna segnalazione del senso di marcia e non era stato predisposto alcun sistema di protezione. Ed ancora, lungo il tracciato non era previsto alcun addetto a vigilare sull’andamento dei go-kart e a segnalare eventuali imminenti situazioni di pericolo.

Tali precauzioni erano tanto più necessarie in ragione della intrinseca natura pericolosa dell’attività esercitata.

Risulta, dunque, pienamente convincente la statuizione contenuta in sentenza, inerente alla condanna del responsabile civile, in solido con Sc.Ma. , in quanto la condotta illecita di quest’ultima non può certamente essere ritenersi come fatto estraneo avente decorso causale autonomo con carattere di imprevedibilità e di assoluta eccezionalità.

4. Alla stregua di quanto sopra esposto va dichiarata l’inammissibilità del ricorso cui consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro duemila in favore della cassa delle ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro duemila in favore della cassa delle ammende.


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