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Multa e mancata contestazione immediata: quando e perché

24 Gennaio 2013
Multa e mancata contestazione immediata: quando e perché

Multe non contestate immediatamente e poi, a sorpresa, recapitate a casa: quand’è che il verbale può ritenersi davvero valido? La Cassazione sceglie una politica di rigore.

Perché sia valida, la multa stradale non contestata dagli agenti al momento dell’infrazione può limitarsi a indicare la ragione per cui non si è potuto procedere allo stop del veicolo: non è neanche necessario che contenga gli estremi del decreto prefettizio che esonera la polizia dal relativo obbligo.

Il fatto che il verbale indichi l’impossibilità oggettiva di fermare il veicolo in tempo utile e nei modi richiesti dalla legge rende legittimo il verbale. Il giudice, infatti, non può entrare nelle scelte organizzative dell’amministrazione e sindacare le astratte possibilità che aveva la pattuglia di predisporre un sistema in grado di permettere la contestazione immediata. La semplice attestazione nel verbale dell’incapacità a procedere all’immediato stop è sufficiente.

Almeno questo è il convincimento recentemente espresso dalla Cassazione [1], che ha, di fatto, riconosciuto ampi margini di potere ai verbalizzanti.

Sempre la stessa Cassazione ha anche precisato, in un’altra e più recente occasione [2], che, se anche nel verbale manca il riferimento al decreto prefettizio in base al quale il tratto di strada interessato rientra fra quelli esclusi dall’obbligo di contestazione immediata, è comunque sufficiente, per rendere valida la multa, che il luogo ove l’infrazione si è consumata, per le caratteristiche della circolazione su quel tratto stesso, rientri effettivamente nell’elenco proveniente dalla Prefettura. Tra questi, appunto, vi sono le strade extraurbane a scorrimento veloce, ove appunto fermare il veicolo può risultare pericoloso.


Il verbale, per essere valido, può limitarsi a indicare una delle cause per cui non si è proceduto alla mancata contestazione immediata dell’infrazione. Non è quindi necessario che esso contenga gli estremi del decreto prefettizio di autorizzazione o che sia astrattamente possibile, sul tratto di strada interessato, la predisposizione di un servizio che permetta lo stop del veicolo. E ciò vale, a maggior ragione, nelle strade extraurbane a scorrimento veloce, dove l’impossibilità alla contestazione immediata è maggiormente evidente.

note

[1] Cass. sent. n. 3936/12.

[2] Cass. sent. n. 1260/13 del 18.01.2013.


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