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Malattie croniche: quali sono

3 agosto 2018


Malattie croniche: quali sono

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 agosto 2018



In questo articolo vedremo quali sono le malattie croniche, che per legge danno diritto all’esenzione dalla partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie. Vedremo inoltre cosa si intende per malattia cronica, e la differenza con le malattie acute.

Da un po’ di tempo hai problemi di salute.  Uno specialista ha diagnosticato una patologia, e ti ha detto che non c’è la possibilità di guarire. Però ti ha rassicurato sul fatto che, con le cure adeguate, si potranno tenere i sintomi sotto controllo. Ti ha prospettato però la necessità di assumere sempre dei farmaci. Inoltre, con il tempo, potrebbero sopraggiungere dei problemi nella gestione di alcune attività quotidiane. Il medico di famiglia, che hai consultato successivamente alla diagnosi dello specialista, ti ha detto che si tratta di una malattia cronica, che dà diritto ad alcune agevolazioni per quanto riguarda la prescrizione dei farmaci necessari, e di alcune prestazioni sanitarie. Vorresti a questo punto capirne di più, anche in considerazione del fatto che, ai tuoi problemi, si sono aggiunti quelli di un tuo familiare, e quindi ti serve capire se anche la tua situazione è classificabile come malattia cronica e dà diritto alle stesse agevolazioni. Ti chiedi quindi “Malattie croniche: quali sono?”. In questo articolo troverai un’esauriente risposta.

Cosa sono le malattie croniche

Prima di dirti quali sono le malattie croniche, ti spiegherò brevemente  cosa si intende con questa espressione.

Una malattia cronica è una  patologia i cui sintomi, con il passare del tempo e le cure, non si risolvono. I disturbi, a volte, grazie a terapie appropriate, si attenuano notevolmente; in altri casi, essi si mostrano altalenanti, essendo più presenti in certi periodi rispetto ad altri.

La differenza tra malattia cronica e acuta è proprio questa: la prima non guarisce, anche se, in molti casi, è possibile intervenire sui sintomi; la seconda si presenta improvvisamente, ha un suo decorso, e, nei casi in cui può essere curata, il paziente giunge alla guarigione.

La lotta alle malattie croniche è considerata di primaria importanza in tutti i Paesi del mondo, basti pensare che in Europa – come conferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità – esse sono responsabili dell’86% dei decessi e del 77% del carico di malattia. Peraltro, il sistema sanitario deve affrontare i problemi derivanti da queste patologie in modo diverso rispetto a quelle acute, dovendosi far carico dei pazienti praticamente per tutto il corso della loro vita.

In Italia queste malattie danno diritto alla esenzione dalla partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie che ne derivano [1].

Quali sono le malattie croniche

Ecco quali sono le malattie croniche più diffuse:

  • la condizione dei neonati prematuri o immaturi;
  • il nanismo ipofisario, forma di nanismo derivante da un deficit dell’ormone della crescita, che viene prodotto da una ghiandola chiamata ipofisi;
  • la sclerosi multipla, malattia degenerativa che provoca danni a carico del sistema nervoso centrale;;
  • la sclerosi sistemica, malattia del tessuto connettivo;
  • le malattie extrapiramidali. Sono patologie che danneggiano il cosiddetto sistema extrapiramidale, un insieme di vie e centri nervosi che influiscono sui corretti movimenti. La più conosciuta è il morbo di Parkinson;
  • il morbo di Paget, che provoca alterazioni e deformazioni dello scheletro;
  • la pancreatite cronica, patologia infiammatoria cronica a carico del pancreas;
  • la malattia di Buerger, che interessa piccole e medie arterie, vene e nervi;
  • il diabete mellito. questa patologia oggi interessa ben 422 milioni di persone. Essa, complici lo stress, uno stile di vita poco sano e vari fattori ambientali, è purtroppo in aumento. Il diabete si manifesta quando il pancreas non riesce a produrre sufficiente insulina, l’ormone che regola la quantità di zuccheri nel sangue (diabete di tipo 1 o giovanile); oppure quando l’iinsulina, presente in quantità potenzialmente sufficiente, non viene utilizzata dall’organismo in modo efficace (diabete di tipo 2 o senile). Attualmente 3,5 milioni di persone, in Italia, soffrono di questa patologia; ma, in aggiunta,  si stima che un milione di individui non sappia di averla;
  • il diabete insipido, dovuto, a differenza del precedente, da un’insufficiente produzione di un ormone che regola la funzione urinaria (ADH o vasopressina), o dal suo cattivo utilizzo a livello renale; il risultato è che il paziente ha necessità continua di urinare, e una sete insaziabile. Si tratta di una malattia molto rara, le cui cause non sono del tutto chiare: a volte può essere dovuto a un trauma cranico, a un intervento chirurgico, a infezioni come l’encefalite o la meningite, a tumori; in una buona percentuale di casi, però, non è possibile risalire alla sua origine;
  • il morbo di Addison, consistente in un’alterazione irreversibile del funzionamento delle ghiandole surrenali, per effetto del quale non vengono secreti in quantità sufficiente alcuni ormoni. E’ quindi necessario, per tutta la vita, praticare una terapia sostitutiva, consistente nell’assunzione di queste sostanze;
  • l’insufficienza  renale cronica. E’ un malfunzionamento dei reni, derivante spesso da altre patologie, che costringe spesso i pazienti che ne sono affetti alla dialisi, ovvero all’utilizzo di macchinari che assolvono alla stessa funzione dei reni;
  • il gigantismo e l’acromegalia. Si tratta di sindromi da eccessiva produzione dell’ormone della crescita, con conseguente sviluppo esagerato del soggetto interessato;
  • l’anemia emolitica. Con questa espressione si intende un insieme di patologie del sangue, caratterizzate tutte da una breve vita dei globuli rossi, o da una distruzione di quelli in circolo;
  • l’artrite reumatoide. Si tratta di una malattia invalidante, quasi certamente di origine autoimmune; causata, cioè, da un eccesso di risposta del sistema immunitario, che anziché colpire agenti responsabili delle malattie, come virus e batteri, danneggia parti dell’organismo umano.Colpisce principalmente le articolazioni delle mani, delle braccia, delle gambe e provoca dolore, gonfiore, sensazione di calore, difficoltà di movimento;
  • la spondilite anchilosante, una forma di artrite di origine autoimmune;
  • il lupus eritematoso sistemico (LES). E’ una malattia autoimmune, nella quale il sistema immunitario, per varie cause, attacca il DNA delle cellule, provocando problemi in varie parti del corpo. In particolare, possono presentarsi lesioni a livello cutaneo, ma i danni possono interessare i polmoni, il cuore, i reni, le mucose della bocca e del naso;
  • la sindrome di Sjogren, malattia del sistema immunitario che colpisce le ghiandole esocrine, in particolare quelle dell’occhio e del sistema immunitario, per poi estendersi ad altre parti del corpo;
  • le patologia a carico della tiroide, quando questa funziona in modo eccessivo (ipertiroidismo) o troppo poco (ipotiroidismo);
  • iperparatiroidismo e ipoparatiroidismo. Le paratiroidi sono ghiandole che producono il paratormone, un ormone che ha il compito di mantenere un ottimale livello di calcio nel sangue. Questa patologia si ha quindi nel caso in cui il paratormone venga prodotto in quantità eccessiva (iperparatiroidismo) o insufficiente (ipoparatiroidismo);
  • la malattia di Crohn. Essa colpisce tratti dell’apparato digerente, indifferentemente dalla bocca all’ano; èiù spesso, comunque, riguarda l’ileo, cioé la parte terminale dell’intestino tenue, o l’intestino crasso. Provoca perdita di peso, vomito e diarrea;
  • la colite ulcerosa. E’ una patologia infiammatoria che colpisce l’intestino crasso, i cui sintomi sono dolore addominale, diarrea e perdite di sangue e di muco;
  • la fibrosi cistica. Si tratta di una grave malattia genetica che è presente fin dalla nascita, e che altera le secrezioni degli organi (pancreas, bronchi, polmoni, intestino, fegato, cavità nasali e dotti deferenti), che finiscono per esserne danneggiati;
  • il glaucoma. E’ una malattia che provoca pressione eccessiva all’interno dell’occhio;
  • infezione da hiv, nota anche come AIDS o sindrome da immunodeficienza acquisita. Questo virus provoca una grave carenza del sistema immunitario, e allo stato attuale non è curabile. Rispetto al passato, è però possibile prolungare la vita dei pazienti;
  • la miastenia grave, una forma di affaticamento muscolare;;
  • i tumori maligni, e quelli dal comportamento incerto. I primi sono quelli potenzialmente capaci di portare alla morte; in alcuni casi non è possibile curarli, ma solo rallentarne il decorso, e per questo vengono ricompresi tra le malattie croniche. I secondi sono quelli dei quali non si può prevedere l’evoluzione;
  • l’ipercolesterolemia in varie forme. Il colesterolo è un grasso normalmente presente nel sangue. Se supera determinati limiti (ipercolesterolemia)  esso diventa dannoso, provocando l’occlusione delle arterie e problemi cardiovascolari. Si tratta in genere di una condizione reversibile, grazie a una dieta appropriata e, se necessario, al ricorso ad alcuni farmaci. Alcune forme di ipercolesterolemia, tuttavia, permangono nel tempo e sono vere e proprie malattie croniche: l’ipercolesterolemia familiare omozigote e l’ipercolesterolemia familiare combinata (di origine genetica), l’ipercolesterolemia primitiva poligenica (causata da interazione tra i geni e l’ambiente);
  • l’iperlipoproteinemia, alterazione del metabolismo dei lipidi (grassi) presenti nel sangue;
  • la sindrome di Cushing, che comporta l’eccessiva produzione di un ormone detto cortisolo;
  • le malattie cardiovascolari. Si tratta di patologie cardiache, consistenti in un malfunzionamento del cuore o nei postumi di un infarto, che continuano a dare problemi anche dopo la cessazione della fase acuta; oppure dei postumi di un ictus o di un’ischemia, ai quali il paziente è riuscito a sopravvivere, che tuttavia lo accompagneranno per il resto della sua esistenza. Ricordiamo anche l’insufficienza cardiaca, e l’ipertensione arteriosa con o senza danno agli organi. Queste malattie dipendono da svariati fattori: alcuni non sono controllabili, come la predisposizione familiare o l’età; altri invece lo sono, come l’alimentazione e lo stile di vita;
  • le malattie mentali. Si tratta di disturbi di vario tipo, intensità e gravità, che possono essere mentali, comportamentali o neurologici. Si stima che nel mondo ne soffrano circa 450 milioni di persone. Si tratta di malattie piuttosto comuni nel mondo occidentale, in cui è spesso presente una bassa qualità di vita insieme a situazioni di isolamento sociale. In particolare, sono molto diffuse l’ansia e la depressione, che colpiscono in particolar modo gli anziani; ma anche la schizofrenia, l’anoressia e la bulimia (patologie mentali, queste, legate a un rapporto non sano col cibo);
  • le demenze. Con questo termine si intende parlare di molte malattie di tipo degenerativo, che, in modo progressivo, rendono il paziente sempre meno autonomo e con una condizione di disabilità che può essere anche molto grave. Nel mondo ne soffrono 47 milioni di persone, ma gli esperti stimano che, entro il 2050, si possa arrivare a 131 milioni di pazienti affetti da questi problemi. Le demenze possono essere di diverso tipo: alcune sono legate a situazioni di sofferenza di organi diversi dal cervello, e a volte sono reversibili; altre invece sono irreversibili, come, ad esempio, il tanto temuto Morbo di Alzheimer. la demenza dei Corpi di Lewy e quella fronto-temporale. In Italia sono molte le famiglie colpite da questo problema: basti pensare che il numero totale dei pazienti supera il milione, e che le persone coinvolte dalle necessità di assistenza di questi ammalati superano i 3 milioni;
  • le malattie respiratorie croniche. Vi rientrano la bronchite cronica,l’insufficienza respiratoria cronica,  l’asma bronchiale, le malattie respiratorie professionali (contratte a seguito dell’esposizione ad ambienti di lavoro insalubri, come ad esempio certe miniere), la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), la sindrome delle apnee notturne, l’ipertensione polmonare, le riniti, le rinosinusiti. Esse derivano, principalmente, da fattori di rischio individuali come la familiarità, ma anche da una vita troppo sedentaria, da una cattiva alimentazione, dal fumo, dall’inquinamento atmosferico, dall’esposizione a sostanze nocive; e, come è facile intuire, hanno una ricaduta negativa sulla qualità della vita dei pazienti, provocando spesso condizioni di vera e propria disabilità;
  • la tubercolosi;
  • l’essere nati in condizioni di gravi deficit fisici, sensoriali o neuropsichici;
  • la condizione di chi è in attesa di trapianto, oppure è già stato sottoposto a trapianto di reni, cuore, polmone, fegato, pancreas, midollo, cornea.

Ora sai, grazie a questo elenco, quali sono le malattie croniche, e se il caso che ti interessa vi rientra, comportando le agevolazioni previste dalla legge.

note

[1] D.M. n.329/1999

Autore immagine: pixabay.com

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