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Dove non si paga l’autostrada in Italia

3 agosto 2018


Dove non si paga l’autostrada in Italia

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 agosto 2018



In Italia le autostrade, ma anche alcuni tratti non autostradali, sono a pagamento. Ci sono però alcune eccezioni, cioè autostrade gratuite, dove non è dovuto il pedaggio. Ecco utto ciò che c’è da sapere, a partire da quali sono le trate senza pedaggio, come funziona l’utilizzo di queste arterie stradali nella nostra penisola e cos’è e come si paga il pedaggio.

In Italia le autostrade non sono gratuite perché per utilizzarle si deve pagare un corrispettivo, forfettario o in base alla distanza percorsa,  il famoso pedaggio. Oltre alle autostrade, anche diversi altri tratti non autostradali, percorribili con auto, moto e mezzi pesanti, sono a pagamento e quindi soggetti al pedaggio. Il sistema però offre alcune eccezioni, cioè alcune autostrade dove nulla è dovuto e dove si può circolare in maniera gratuita, senza pagare il pedaggio. La gestione della rete autostradale italiana è diversa a seconda delle tratte e non sempre è statale. Vediamo il perché è dovuto, come si paga e dove non si paga l’autostrada in Italia.

Cos’è il pedaggio

Nella maggior parte dei paesi europei l’utilizzo delle autostrade non prevede alcun pagamento.  In molti stati dunque, non esistono pedaggi, non c’è alcun obbligo di pagare per utilizzare le autostrade. Per esempio,  in Belgio, Danimarca, Finlandia, Germania, Gran Bretagna, Lettonia, Norvegia, Olanda e Svezia, le autostrade sono gratis. Anche in Lituania sono gratuite per tutti tranne che per i bus o i mezzi commerciali che sono soggetti al pedaggio.  Ma cos’è questo pedaggio autostradale? In parole povere, il pedaggio è una tassa da pagare al gestore, sia pubblico che privato,  per l’uso di una autostrada o di un tratto di strada soggetto alla tassa stessa. Oltre alla stragrande maggioranza delle autostrade, il pedaggio va pagato anche da chi percorre il Traforo dello Zovo, alcuni ponti in provincia di Venezia ed il Passo per Fossalta a Noventa di Piave. Le superstrade, anche se in alcuni casi simili alle autostrade per servizi offerti e struttura geometrica,  sono esenti da pedaggio e quindi gratuite. Le autostrade nel nostro paese si estendono per ben 5.800 km e per la metà di questa estensione, sono gestite da Autostrade per l’Italia S.P.A. La seconda metà invece è gestita da altre società, in tutto 23, che gestiscono tratte lunghe anche fino a 300 km.

Sistema autostradale chiuso

Vediamo adesso la differenza tra autostrada a sistema chiuso o a sistema aperto. Il sistema autostradale chiuso è quello più diffuso, quello che prevede dei punti di ingresso e di uscita chiamati caselli. Il conducente all’ingresso in autostrada, al casello autostradale, si munisce di un ticket da mostrare al casello di uscita. La distanza tra i due caselli, cioè tra l’ingresso in autostrada e l’uscita, stabilisce il prezzo da pagare. Il ticket preso al casello di ingresso va mostrato all’addetto del casello di uscita o inserito nelle macchinette auotmatiche. Sarà al casello di uscia che bisogna pagare il corrispettivo dovuto, in contanti o tramite carte di credito o debito.  In pratica, il pedaggio dovuto è  in base ai chilometri effettivamente percorsi . Per i possessori di Telepass, lo strumento di passaggio e pagamento telematico, la procedura avviene telematicamente al passaggio dei caselli  e senza doversi fermare. L’importo è calcolato in base quindi,  sulla base della distanza percorsa, oltre che dal coefficiente del veicolo che si guida, cioè autoveicoli, motociclette, camper, autobus, piccoli autocarri, autotreni, autoarticolati, autovetture che trainano roulotte o rimorchi, veicoli a 4 o 5 assi. Inoltre, le tariffe variano da autostrada ad autostrada.

Sistema autostradale aperto

Nel sistema autostradale aperto l’utente paga una tariffa fissa, scollegata dalla distanza percorsa. Lungo il percorso sono disposte delle barriere o dei caselli,  ma non in tutti gli svincoli. In questo modo è possibile percorrere tratti di autostrada senza pagare pedaggio proprio perché  i varchi autostradali e i caselli non sono posti ad ogni svincolo. Questo meccanismo lo si trova  per esempio, sull’autostrada dei Laghi, e  sulle A50, A51 ed A52, cioè sulla tangenziale di Milano. Stesso meccanismo sulla tangenziale di Torino, sulla tangenziale di Napoli nel tratto Napoli-Pompei-Salerno (la A3), sulla A12 nel tratto Roma-Civitavecchia, sulla A32 nel tratto Asti-Alba e sulla A33 nel tratto Cherasco-Bra.

Sistema free flow

Su alcune tratte autostradali italiane è in funzione il pedaggio free flow, cioè senza inglesismi, un sitema privo di caselli, barriere e punti di pagamento o ritiro ticket.
Fermo restando che anche con questo sitema si può utilizzare il telepass, il pedaggio è da pagare telematicamente. Ci si deve collegare al sito della società che gestisce il tratto autostradale free flow e pagare con carta di credito. Un sistema che in Italia è arrivato nel novembre 2015 ma che in Australia, Asia o America è da tempo in voga con il nome di ORT (Open Road Tolling). Anche la Germania o altri paesi dell’Unione Euoropea lo hanno adottato, ma solo per gli autocarri, senza estenderlo a tutti i veicoli in transito. Il principio su cui si basa questo sistema è molto semplice.  Delle telecamere vengono poste sulle rampe di accesso dell’autostrada e riescono a leggere il numero di targa dell’auto in transito. In questo modo scatta l’addebito isantaneo del corrispettivo del pedaggio dal Conto Corrente del proprietario del veicolo. dopodiché se il cliente è un utente abituale ha un proprio conto cui addebitare automaticamente il pedaggio. Questo se trattasi di soggetto che utilizza l’autostrada spesso. In caso di utente occasionale, bisogna andare ad uno dei tanti punti di informazione siti lungo il percorso autostradale per il pagamento o collegarsi al sito della compagnia autostradale e pagare con carta di credito. Il sistema per esempio funziona nell’Area C di Milano o sulla Pedemontana. Il termine per pagare è fissato in maniera diversa a seconda della tratta che si percorre. Per esempio, nell’Area C di Milano si deve pagare entro le 24 del giorno successivo a quello di transito. Il mancato pagamento di un pedaggio autostradale è sempre una violazione del Codice della Strada e quindi anche nelle tratte free flow. La sanzione prevista è compresa nella forbice che va da 85 a 338 euro. Il sitema free flow è attivo come dicevamo, sull’autostrada Pedemontana, sulla A36 Cassano Magnago-Lomazzo, sulla tangenziale di Varese (A60), sulla tangenziale di Como (A59), sulla tratta Lomazzo-Lentate sul Seveso.

Perché si chiamano autostrade?

Affinché una strada sia chiamata, o meglio, sia classificata come autostrada, il tratto deve soddisfare una serie di condizioni. La larghezza delle corsie di marcia per esempio, non deve essere inferiore a 3,75 metro. Il nostro Codice della Strada definisce nello specifico autostrada come la strada urbana o extra-urbana con carreggiate indipendenti, separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia ed una di emergenza, senza incroci a raso o accessi laterali privati. Inoltre , lungo il percorso la strada deve avere la recinzione, sistemi di assistenza per i suoi fruitori e aree di servizio, rifornimento e parcheggi ai quali si accede con apposite corsie di decelerazione.

Divieto di utilizzo delle autostrade

L’accesso alla rete autostradale è consentito solo a determinati tipi di veicoli. Infatti non si può circolare con velocipedi, ciclomotori, motocicli di cilindrata inferiore a 150 cc (centimetri cubici), altri motoveicoli di massa fino a 400 kg (se a vuoto) o fino a 1300 kg (come massa complessiva), veicoli con ruote senza pneumatico, macchine agricole, macchine operatrici, veicoli con carico sporgente oltre i limiti consentiti o non fissato bene alla scocca del veicolo stesso, veicoli il cui carico o le cui dimensioni superino i limiti previsti  dal Codice della Strada. Anche ai pedoni è fatto divieto di entrare a piedi in autostrada, a meno che non lo si faccia nella corsia di emergenza e solo per raggiungere il punto di SOS più vicino. Nelle autostrade è vietato anche trainare altri veicoli a meno che non si tratti di rimorchi. I pedoni possono circolare a piedi nelle aree di servizio o di parcheggio, dove però sono previsti, allo stesso tempo alcuni divieti. Per esempio,  i veicoli non possono rimanere in sosta per più di un giorno, tranne se non ci si trovi nelle aree di parcheggio di hotel o motel.

I prezzi del pedaggio autostradale

I prezzi dei pedaggi sono molto differenziati a seconda del tratto autostradale che si percorre. Il costo medio al chilometro quindi varia a seconda dell’autostrada che si percorre. Il prezzo più alto secondo le statistiche è quello che pagano i fruitori delle autostrade del Nord-Ovest d’Italia, cioè quelli che le usano per andare sulle Alpi, nelle Riviere Liguri, o nell’hinterland milanese. Ci sono tratti dove il costo di 50 km di autostrada supera i 5 euro. Sulla A5 che da Torino consente di superare le Alpi in direzione Francia attraversando la Valle d’Aosta ed il traforo del Monte Bianco, servono 29,40 euro per percorrerla tutta (la sua lunghezza totale è di 163 km).

In Sicilia per esempio, sulla A20 Messina-Palermo o sulla A18 Messina-Rosolini, si percorrono anche 21 km con un euro, ma tutta la rete è incompleta e con molti disservizi. L’autostrada più economica comunque risulta essere la Salerno-Reggio Calabria. Infatti l’Autostrada che si estende per ben 440 km è senza pedaggio, cioè assolutamente gratuita in tutta la sua lunghezza. Sembra strano ma è proprio così anche se la A3, la Salerno-Reggio Calabria, nonostante sia una delel più vecchie (lavori iniziati nel 1964), risulta essere ancora incompleta e quoindi, non rispondendo in pieno a quanto chiede il Codice della Strada, ad una arteria autostradale, non prevede alcun pedaggio. In pratica per tutti i 440 km deella sua lunghezza totale, percorrere la A3 è assolutamente gratuito.

Di Giacomo Mazzarella

note

Autore immagine: pixabay.com

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