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Trasparenza bancaria: norme a tutela dei consumatori

27 Agosto 2018 | Autore:
Trasparenza bancaria: norme a tutela dei consumatori

Le regole dettate dalla Banca d’Italia per avviare e gestire in modo semplice e chiaro il rapporto tra operatori finanziari e clienti.

Patti chiari amicizia lunga, giusto per cominciare con una frase fatta. Se tu mi proponi un servizio, devi spiegarmi sin dall’inizio di che si tratta, a quali condizioni lo farai, quanto mi costa, gli eventuali rischi che corro se accetto o se non accetto, ecc. Dovrai, cioè, dirmi in modo chiaro e completo tutto quello che mi serve sapere prima di accettare. Così succede con le banche. C’è un provvedimento che riguarda la trasparenza bancaria con una serie di norme a tutela dei consumatori. Un regolamento che impone agli istituti di credito di fornire ai clienti un’informazione corretta, comprensibile ed esauriente sui servizi bancari e finanziari proposti in modo da consentire una valutazione esatta e la possibilità di confrontare l’offerta ricevuta con altre presenti sul mercato.

Non si tratta di aggiungere più informazioni a quelle che oggi si danno ai clienti di una banca ma di renderle comprensibili a tutti, anche (soprattutto, verrebbe da dire) a chi è meno navigato nelle questioni della finanza e del risparmio. Meno tecnicismi, insomma, meno «paroloni», meno concetti astratti e più «pane al pane e vino al vino». A questo scopo, la Banca d’Italia ha dettato delle disposizioni sulla trasparenza bancaria delle operazioni e dei servizi a tutela dei consumatori [1]. Disposizioni che devono essere applicate quando vengono acquistati dei prodotti tradizionali come un conto corrente, un mutuo, un prestito, ecc. ed in ogni momento del rapporto tra cliente ed istituto di credito, sia in quello precontrattuale sia al momento della firma del contratto, sia durante la gestione del rapporto. La normativa si aggiunge al Testo unico della finanza e al Codice del consumo come regolamenti a tutela dei clienti.

Ecco, allora, quali sono le norme a tutela dei consumatori per quanto riguarda la trasparenza bancaria, quando devono essere applicate e cosa fare in caso di problemi.

Trasparenza bancaria: lo scopo delle norme

Le norme sulla trasparenza bancaria hanno come scopo la tutela del consumatore e la creazione di un rapporto tra istituto e cliente più corretto attraverso questi princìpi:

  • la semplificazione della documentazione: meno parole, contenuti ridotti e linguaggio chiaro e semplice consono al livello culturale del cliente in relazione al prodotto che viene proposto;
  • la correttezza, la completezza e la comprensibilità delle informazioni che vengono rese al consumatore;
  • possibilità di confronto dell’offerta proposta con altri prodotti analoghi.

Trasparenza bancaria: quando si applicano le norme

Le norme a tutela del consumatore sulla trasparenza bancaria devono essere applicate ad ogni operazione e ad ogni servizio che viene offerto dall’istituto (italiano o comunitario) al cliente, compresi il credito ed i servizi Bancoposta dentro o fuori sede oppure online o con un altro tipo di comunicazione a distanza.

Nello specifico, il consumatore deve essere tutelato quando gli viene offerto un prodotto come:

  • depositi;
  • mutui o prestiti personali;
  • anticipazioni bancarie;
  • aperture di conti correnti;
  • leasing finanziario;
  • carta di credito o Bancomat;
  • acquisto o vendita di valuta estera;
  • custodia e amministrazione di prodotti finanziari;
  • buoni fruttiferi;
  • certificati di deposito;
  • incassi e pagamenti.

Le norme non vengono applicate, invece, alle attività di investimento in prodotti finanziari come:

  • obbligazioni o altri titoli di debito;
  • derivati;
  • pronti contro termine.

Trasparenza bancaria: chi deve applicare le norme?

Il rispetto delle norme a tutela dei consumatori sulla trasparenza bancaria deve essere garantito da tutti i soggetti che hanno a che fare con il credito, i prodotti finanziari ed il risparmio ed in particolare:

  • le banche autorizzate ad operare in Italia e quelle che hanno sede in un Paese dell’Unione europea;
  • gli intermediari finanziari che sono iscritti negli elenchi previsti dal Testo unico bancario;
  • i confidi iscritti nell’elenco previsto dal TUB;
  • gli istituti che emettono moneta elettronica (carta di credito o di debito oppure carte prepagate) autorizzati ad operare in Italia o con sede in un Paese dell’Ue;
  • Poste Italiane per il Bancoposta;
  • i mediatori del credito ed i cambiavalute.

Trasparenza bancaria: chi viene tutelato?

La normativa sulla trasparenza bancaria è nata per tutelare qualsiasi tipo di cliente che abbia a che fare con una banca, con la Posta o con un intermediario finanziario. Alcune regole, però, interessano più da vicino il consumatore, altre i clienti al dettaglio. Qual è la differenza tra questi due soggetti?

Per consumatore si intende la persona fisica che agisce senza scopo imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale. Insomma, il normale cittadino privato, magari lavoratore dipendente o pensionato. Il cliente al dettaglio, invece, viene considerato:

  • il consumatore;
  • la persona fisica che svolge attività professionale;
  • l’artigiano;
  • l’ente senza scopo di lucro;
  • le imprese con meno di 10 addetti ed un fatturato annuo inferiore ai 2 milioni di euro.

Trasparenza bancaria: le norme precontrattuali

Entriamo nel merito di ciò che prevedono le norme a tutela del consumatore sulla trasparenza bancaria. E partiamo, proprio, dall’inizio, cioè da quella fase di informazione che precede la forma del contratto di un bene o di un servizio bancario o finanziario. È il momento in cui il cliente dà un’occhiata al sito della banca o si reca allo sportello per parlare con un impiegato dell’istituto e farsi proporre un prodotto consono alle sue esigenze. Come deve essere tutelato il consumatore?

L’osservanza delle norme di trasparenza inizia dagli annunci pubblicitari, che devono essere riconoscibili in quanto tali e fare riferimento ai fogli informativi per quanto riguarda le condizioni contrattuali. Gli annunci devono anche dire al consumatore dove può trovare i fogli informativi. Se il prodotto che si intende proporre è un finanziamento di qualsiasi tipo, gli annunci devono indicare il Taeg, cioè il Tasso annuale effettivo globale.

Fatto questo, l’operatore deve mettere obbligatoriamente a disposizione del cliente i documenti necessari a capire le caratteristiche del prodotto, quindi dare la possibilità al cliente non solo di visionali in banca ma anche di portarne una copia con sé a casa per valutare il tutto con calma. Tali documenti sono:

  • i diritti del cliente;
  • il foglio informativo con le informazioni su intermediario, condizioni (tassi, penali, costi accessori, ecc.), caratteristiche e rischi del servizio o dell’operazione in questione;
  • copia completa e gratuita del contratto e, dove previsto, del documento di sintesi che raccoglie le principali caratteristiche del prodotto o del servizio proposto;
  • una guida pratica che mostra in modo chiaro e semplice tutte le caratteristiche del prodotto.

La tutela sui mutui

La Banca d’Italia ha previsto delle norme più severe su alcuni prodotti particolarmente diffusi tra i consumatori, come, ad esempio, i mutui. Per quelli ipotecari destinati all’acquisto dell’abitazione principale, il cliente ha diritto non solo ai fogli informativi ma anche ad un figlio comparativo con le principali informazioni sui diversi tipi di mutui proposti. Questo foglio:

  • contiene i prodotti analoghi offerti al cliente;
  • riporta in maniera chiara caratteristiche e rischi dei mutui.

Il foglio comparativo deve anche indicare per ogni tipo di mutuo:

  • il tasso di interesse;
  • la durata minima e massima del mutuo;
  • il modo di ammortamento;
  • la cadenza delle rate;
  • il Taeg;
  • un esempio di importo della rata.

La tutela sui conti correnti

Da non sottovalutare nemmeno la scelta del conto corrente. Molti clienti possono pensare che i conti sono tutti uguali, mentre invece è possibile scegliere quello che corrisponde maggiormente alle proprie esigenze. Ecco perché sono importanti le norme a tutela del consumatore sulla trasparenza bancaria anche sotto questo aspetto. Il cliente, infatti, ha il diritto di ricevere il foglio informativo con tutte le caratteristiche del conto e dei prodotti ad esso collegato (ad esempio le carte di credito), i costi, il confronto con altre proposte basato sull’indicatore sintetico di costo secondo i calcoli standard di Bankitalia.

Sempre allo scopo di garantire maggiore trasparenza, una volta messa la firma sul contratto la banca deve inviare al cliente un riepilogo annuale delle spese sostenute nell’anno solare per la gestione del conto corrente e della liquidità di pagamento.

Fa parte della normativa sulla trasparenza anche la creazione del conto corrente semplice, uguali per tutti perché definito dalla Banca d’Italia ed in grado di garantire un certo numero di operazioni ad un determinato costo. C’è da ricordare che i conti correnti semplici che non rispettano l’indirizzo della Banca d’Italia sono nulli.

Trasparenza bancaria: le norme sulla firma del contratto

Superata la fase dei preliminari, si arriva alla firma del contratto con la banca o con l’intermediario finanziario. Che cosa prevedono le norme sulla trasparenza bancaria a tutela dei consumatori in questo passaggio? Prevedono, innanzitutto, che i contratti siano stipulati in forma scritta pena la loro nullità. Il cliente ha diritto ad averne una copia contenente tutte le condizioni generali.

Il contratto deve riportare:

  • il tasso di interesse e qualsiasi altro prezzo o costo previsto, compresi eventuali oneri di mora;
  • tutte le spese a carico del consumatore;
  • la clausola approvata dal cliente grazie alla quale c’è la possibilità di mutare a favore del consumatore il tasso di interesse o qualsiasi altro costo o condizione;
  • la cadenza della capitalizzazione e, quindi, la possibilità che gli interessi maturino a loro volta degli interessi.

Qualsiasi tipo di clausola che preveda delle condizioni più sfavorevoli per i clienti rispetto a quelle riportate nel foglio illustrativo, negli annunci o nel documento di sintesi è da considerarsi nulla.

Trasparenza bancaria: la tutela sulla comunicazione con i clienti

Come accennato in precedenza, il cliente ha diritto ad avere almeno una volta l’anno una comunicazione con il quadro completo e chiaro del rapporto che ha con la banca e delle condizioni che gli vengono applicate. Queste condizioni si intendono approvate dopo 60 giorni dal ricevimento della comunicazione scritta se il consumatore non ha contestato tutto o parte dell’estratto conto. La comunicazione avrà un costo non superiore al prezzo del suo invio materiale.

Trasparenza bancaria: la tutela sulle offerte online o a distanza

Anche nel settore del risparmio e degli investimenti fioccano le offerte online o, comunque, fuori sede, vale a dire proposte da soggetti che lavorano dall’esterno per l’istituto di credito. Cercano di vendere beni e servizi lontano dagli uffici oppure utilizzando i canali online (Internet, posta elettronica, ecc.). Anche in questi casi, comunque, vengono applicate le norme a tutela del consumatore sulla trasparenza bancaria.

L’intermediario, dunque, dovrà comportarsi con il cliente come se entrambi stessero discutendo le condizioni di un servizio all’interno della sede della banca. Ad esempio, se la proposta consiste in un mutuo, il consumatore avrà il diritto di ricevere tutti i documenti pertinenti (foglio illustrativo, documento di sintesi, ecc.). In più, l’intermediario sarà tenuto a dire chi è, per conto di chi lavora e la sua qualifica (promotore finanziario piuttosto che agente finanziario o dipendente della banca).

Cambiano le modalità con cui il cliente deve essere informato sul prodotto che gli viene proposto a seconda del canale a distanza utilizzato dalla banca. Cioè:

  • via Internet, devono essere pubblicati sul sito dell’istituto di credito i documenti relativi ai prodotti;
  • via e-mail o posta tradizionale, i documenti devono essere recapitati con la stessa tecnica messa in atto per far avere il contratto al cliente;
  • via telefono, l’intermediario o chi per lui deve, all’inizio della conversazione, dichiarare la propria identità ed il fine commerciale della chiamata, nonché tutte le informazioni sulle caratteristiche ed i costi dell’offerta e la possibilità di recedere dal contratto entro 14 giorni.

Trasparenza bancaria: come risolvere le controversie

Nessuno mette in dubbio la buona fede di consumatore e operatore finanziario. Ma se c’è un problema, esistono delle specifiche norme a tutela dei consumatori? Che cosa bisogna fare?

Le regole sulla trasparenza bancaria dicono che è possibile rivolgersi all’autorità giudiziaria in caso di conflitto. Prima, però, e per evitare inutili lungaggini, si può bussare alla porta degli organismi conciliativi o arbitrali: cercheranno una mediazione per risolvere il problema in maniera più semplice ed economica. È la cosiddetta risoluzione stragiudiziale. Tuttavia, ed in un secondo momento, nulla vieta al cliente di recarsi in Tribunale se ritiene insufficiente il risultato della conciliazione. Si sappia, però, che non è possibile fare il contrario, cioè: se si sceglie subito il giudice non sarà possibile ricorrere alla conciliazione.


note

[1] Provv. Banca d’Italia del 09.02.2011 che integra il provv. del 20.07.2009.


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