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Invalidità osteoporosi: come ottenerla

1 Agosto 2018 | Autore:


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Chi soffre di osteoporosi ha diritto all’invalidità civile? Come essere dichiarati invalidi per osteoporosi? Si può impugnare il verbale negativo?

Sicuramente avrai sentito parlare dell’osteoporosi: si tratta di una malattia dell’apparato scheletrico caratterizzata da una bassa densità minerale ossea e da un deterioramento del suo tessuto. In pratica, le ossa diventano fragili e sono esposte ad un maggior rischio di frattura. L’osteoporosi è tipica della terza età e colpisce soprattutto le donne. Le zone più soggette alla patologia sono l’anca, la colonna vertebrale (toracica e lombare), il polso e la spalla. Di solito l’osteoporosi viene diagnosticata solamente al verificarsi delle prime fratture; sarebbe invece opportuno sottoporsi periodicamente a test specifici per controllare lo stato delle nostre ossa. Quando l’osteoporosi si aggrava e diviene invalidante, entra in gioco la legge italiana, tenuta a prestare aiuto a quanti, a causa della loro patologia, trovano difficoltà a svolgere gli atti della vita quotidiana oppure ad inserirsi nel mondo del lavoro. Tra gli strumenti principali di protezione dei soggetti svantaggiati v’è l’invalidità civile: si tratta di un istituto giuridico previsto dalla legge al fine di accordare a individui in possesso di determinati requisiti alcuni speciali benefici, non solo di tipo economico. Per godere di tali agevolazioni è necessario che il richiedente sia inabile a causa di una patologia. Ottenere l’invalidità, però, non è sempre facile: la commissione medica chiamata a valutare la malattia dovrà determinare la concreta incidenza di quest’ultima sulla capacità lavorativa del richiedente oppure sulla sua possibilità di vivere dignitosamente. Se anche tu soffri di osteoporosi o semplicemente sei interessato a conoscere qualcosa in più su questo argomento, continua a leggere questo articolo: scopriremo insieme come ottenere l’invalidità per osteoporosi.

Invalidità civile: cos’è?

Prima di vedere come ottenere l’invalidità per osteoporosi, spieghiamo brevemente cos’è l’invalidità. L’invalidità civile (così denominata per distinguerla da quella derivante da cause di servizio, di guerra o di lavoro) è la difficoltà a svolgere alcune funzioni tipiche della vita quotidiana o di relazione a causa di una menomazione o di un deficit fisico, psichico o intellettivo, della vista o dell’udito [1].

Perché l’invalidità civile sia riconosciuta è necessario che ricorrano i presupposti previsti dalla legge, e cioè: che la malattia venga accertata da un’apposita commissione; che la patologia risulti essere davvero invalidante.  Secondo la legge italiana, è invalido civile chiunque sia affetto da patologie tali da:

  • compromettergli la normale capacità lavorativa, se la persona sia in età da lavoro, cioè tra i diciotto e i sessantacinque anni e sette mesi;
  • renderlo incapace di svolgere le attività tipiche della sua età, qualora non rientrasse nella fascia di cui sopra (quindi se minore di diciotto o maggiore di sessantacinque anni e sette mesi).

I cittadini con età superiore ai sessantacinque anni e sette mesi, quindi, possono chiedere il riconoscimento dello stato invalidante quando abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età. Allo stesso modo, il minore di diciotto anni dovrà dimostrare di versare  in condizioni di difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età, allo scopo di avere diritto all’indennità di frequenza.

Invalidità civile: quali sono le agevolazioni?

Perché è importante ottenere l’invalidità per osteoporosi? Perché al riconoscimento dello status di invalido segue l’attribuzione di diversi benefici, i quali variano a seconda del grado di invalidità riconosciuto: ad esempio, un’invalidità del 100% dà diritto a ricevere una pensione di inabilità. I vantaggi diversi da quelli economici non sono meno importanti: anche senza aver ottenuto un’invalidità totale, il malato ha diritto alla fornitura gratuita di protesi, presidi ed ausili; all’esenzione (parziale o totale, a seconda del grado di invalidità) dal pagamento del ticket sanitario per tutte le prestazioni mediche riguardanti la patologia invalidante (nel caso di invalidità pari o superiore al 67%); ad agevolazioni per le graduatorie delle case popolari e per il canone telefonico (in base ai redditi dichiarati).

L’assegno di invalidità spetta solo a chi sia dichiarato invalido con una percentuale compresa tra il 74 e il 99%; inoltre, a differenza dell’indennità di accompagnamento, è necessario anche che il soggetto versi in uno stato di bisogno economico. La pensione di inabilità, invece, spetta solamente a chi viene riconosciuta un’invalidità pari al 100%.

Va aggiunto, inoltre, che la persona invalida al 100% che sia anche incapace di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o con necessità di assistenza continua o che non sia in grado di compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita, ha diritto anche all’indennità di accompagnamento [2] a prescindere dal reddito.

Osteoporosi: spetta l’invalidità?

L’osteoporosi, di per sé, non rientra tra le patologie previste dalla legge nelle apposite tabelle ministeriali [3] al fine del riconoscimento dell’invalidità civile. Questo perché l’osteoporosi, in quanto malattia che riduce la densità delle ossa, non è riconosciuta come patologia cronica, anche se degenerativa, ma come un processo naturale di invecchiamento delle ossa. Tant’è vero che esami e farmaci si pagano quasi sempre. Eppure, l’osteoporosi si cura, ma dell’osteoporosi non si guarisce. Come fare allora per ottenere l’invalidità per osteoporosi?

In effetti, l’invalidità civile per osteoporosi non viene riconosciuta per la patologia in sé, ma per le gravi conseguenze che essa può comportare per la vita sociale e lavorativa della persona che ne è affetta. In altre parole, il fatto che l’osteoporosi non sia riportate nelle tabelle ministeriali per l’invalidità civile non significa automaticamente che l’invalidità debba essere negata a chi soffra di una grave forma di osteoporosi. Chi è affetto da osteoporosi ha senz’altro diritto a godere dei benefici elencati nei paragrafi precedenti, purché la sua patologia sia riconosciuta dalla commissione medica chiamata ad accertarla.

Come ottenere l’invalidità per osteoporosi?

Da quanto abbiamo appena detto si evince che per ottenere l’invalidità per osteoporosi bisogna innanzitutto dimostrare che la patologia incida negativamente sul compimento degli atti della vita quotidiana (ad esempio, andare a fare la spesa, cucinare, vestirsi, ecc.) oppure sulla capacità lavorativa, nel caso in cui si sia in età da lavoro (cioè tra i diciotto anni e i sessantacinque e sette mesi): in quest’ultima ipotesi, occorre che vi sia stata una riduzione permanente della capacità lavorativa in misura superiore a un terzo (la soglia minima di invalidità, infatti, è del 34%).

Nello specifico, colui che intende chiedere l’invalidità civile per osteoporosi deve innanzitutto recarsi dal proprio medico di famiglia per la compilazione online del certificato medico introduttivo, perché sia attestata la patologia invalidante. Fatto ciò, occorre trasmettere telematicamente il certificato medico all’Inps, accedendo direttamente alla propria area personale mediante codice pin oppure tramite patronato o associazioni di categoria. L’inps provvederà a fissare la visita medica di accertamento presso la Commissione Asl integrata da un medico Inps.

Invalidità osteoporosi: come funziona?

Inviata la domanda, l’Inps fissa la data della visita che il richiedente dovrà sostenere presso la propria sede; i tempi di chiamata non sono brevissimi: a volte occorre attendere anche mesi. La commissione medica che esaminerà il richiedente dovrà valutare la gravità dell’osteoporosi e l’incidenza di quest’ultima sulla capacità lavorativa dell’invalido oppure sulla sua possibilità di compiere gli atti della vita quotidiana.

Colui che è affetto da osteoporosi potrà supportare la propria richiesta con la documentazione medica in suo possesso dalla quale si evince la gravità dell’osteoporosi, le cure a cui si è sottoposto, gli eventuali interventi chirurgici patiti, il decorso della malattia. Tutto ciò è molto importante affinché la commissione esaminatrice possa valutare con giusta cognizione di causa le condizioni dell’ammalato. Insomma: più la documentazione è ricca, maggiori sono le probabilità di riuscire ad ottenere l’invalidità. Fondamentale è anche che tale incartamento sia recente: sottoporre alla commissione visite mediche sostenute decenni prima non serve a nulla.

Gli accertamenti e le visite mediche sono fondamentali per dimostrare la gravità dell’osteoporosi la quale, come già ricordato, da sola non è idonea a garantire l’invalidità. Ad esempio, se a seguito di osteoporosi si è avuta la frattura del femore, allora tale conseguenza potrà senz’altro essere presa in considerazione per il riconoscimento dell’invalidità.

Invalidità osteoporosi: si può ricorrere in tribunale?

Abbiamo detto che per essere dichiarati invalidi per osteoporosi occorre inoltrare telematicamente apposita domanda all’Inps; l’ente provvederà a convocare il richiedente presso la propria sede per effettuare la visita medica. Cosa accade se, a seguito di questa, l’invalidità non viene riconosciuta, oppure viene riconosciuta in un grado minore a quello che si ritiene debba spettare?

La persona alla quale è stata negata l’invalidità per osteoporosi oppure a cui è stata concessa in misura non soddisfacente può fare ricorso in tribunale entro il termine di sei mesi dalla notifica dell’esito delle visita. Il termine è indicato nella lettera che l’Inps invia direttamente al domicilio di colui che ha richiesto l’invalidità: la comunicazione contiene il verbale della visita sostenuta con il relativo esito.

Il ricorso va presentato al tribunale territorialmente competente e consiste nella richiesta di un accertamento tecnico preventivo, cioè della nomina di un consulente tecnico d’ufficio (un medico legale) che rivaluti le condizioni di salute del ricorrente [4]. È necessaria l’assistenza di un avvocato. Nel caso di ulteriore esito negativo, è ancora possibile impugnare la perizia sfavorevole e procedere con un ricorso di merito [5]. Più nel dettaglio, entro trenta giorni dalla comunicazione della perizia negativa è possibile proporre dissenso e, nei successivi trenta giorni, fare nuovo ricorso al tribunale, sollevando tutte le proprie eccezioni ed, eventualmente, chiedendo il rinnovo delle operazioni peritali. Solo all’esito del processo il giudice stabilirà se il richiedente ha diritto o meno all’invalidità per osteoporosi.

note

[1] Legge n. 118/1971 del 30.03.1971.

[2] Legge n. 18/1980.

[3] Decreto Ministeriale del 05.02.1992.

[4] Art. 445-bis cod. proc. civ.

[5] Art. 445-bis, sesto comma, cod. proc. civ.

Autore immagine: Pixabay.com


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