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Fibromialgia: spetta l’invalidità?

1 Agosto 2018 | Autore:


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Il lavoratore a cui viene diagnosticata la sindrome fibromialgica ha diritto al riconoscimento dell’invalidità e può assentarsi per malattia?

Un italiano su 5 soffre di dolore cronico, una patologia che condiziona profondamente la vita quotidiana, familiare e lavorativa: quando il dolore cronico è associato all’aumento della tensione muscolare ed a ulteriori sintomi, come stanchezza, stress, colon irritabile, spesso è ricondotto alla fibromialgia, una malattia autoimmune reumatica che colpisce l’apparato muscolo-scheletrico. La fibromialgia ha sicuramente delle conseguenze invalidanti, che non solo provocano dolore nell’interessato, ma ne condizionano anche la vita sociale e lavorativa, poiché il dolore prende spesso il sopravvento sulle abitudini e le attività quotidiane. Quindi per la fibromialgia spetta l’invalidità?

Che cos’è la fibromialgia?

Cerchiamo, innanzitutto, di capire che cos’è la fibromialgia. Il termine “fibromialgia” significa dolore proveniente dai muscoli e dai tessuti fibrosi, ad esempio tendini e legamenti. La fibromialgia è quindi una malattia reumatica che colpisce l’apparato muscolo-scheletrico, i cui sintomi principali sono:

  • dolore cronico e diffuso;
  • aumento della tensione muscolare;
  • rigidità in numerose sedi dell’apparato locomotore.

A questi sintomi si accompagnano spesso ulteriori condizioni, tra le quali le più diffuse sono:

  • stanchezza e affaticamento cronici (astenia);
  • disturbi dell’umore e del sonno;
  • colon irritabile;
  • alterazione della sensibilità;
  • ansia, depressione e disturbi collegati allo stress.

Considerando che i sintomi elencati, assieme ad ulteriori sintomi, si presentano, di solito, contemporaneamente, la fibromialgia viene definita sindrome fibromialgica (Fm).

La causa della fibromialgia non è chiara: recenti studi hanno dimostrato l’esistenza di un fattore (Ddnf) capace di far crescere le connessioni tra i neuroni ed i sensori, in parole semplici che stimola la crescita dei nervi, determinando così l’ipersensibilità o le alterazioni della sensibilità.

Secondo alcuni esperti, la malattia potrebbe essere riconducibile all’attività lavorativa svolta, oppure ad una familiarità genetica, a reazioni allergiche o ad un coinvolgimento del sistema immunitario, che abbiano causato problemi ai principali recettori neurologici.

Non è semplice diagnosticare la fibromialgia, in quanto non tutti i pazienti avvertono l’intero insieme di sintomi associati alla patologia.

Come sapere se si ha la fibromialgia?

Come appena detto, diagnosticare la fibromialgia non è facile, perché i sintomi variano notevolmente. Ecco un elenco dei vari sintomi che si possono riscontrare nelle persone con fibromialgia:

  • insonnia o sonno non riposante
  • diminuzione della forza muscolare (ipostenia) nelle mani e nelle braccia;
  • stanchezza cronica, specie sotto sforzo (particolare fatica nel salire le scale, alzare gambe e braccia…);
  • fenomeno di Raynaud (formicolio, pallore e cianosi, perdita di sensibilità e dolore come effetti momentanei della vasocostrizione, specie nelle estremità, in seguito al freddo o a particolari emozioni), lividi che si formano più facilmente;
  • rigidità e impaccio nel movimento al risveglio;
  • disturbi urinari, come cistite interstiziale;
  • crampi (soprattutto notturni);
  • spasmi e tremore;
  • problemi alla mandibola;
  • sensazioni cutanee simili a formicolii, stilettate, caldo improvviso, intorpidimento;
  • cefalea, cioè mal di testa;
  • ansia, depressione, attacchi di panico;
  • alterazioni dell’equilibrio;
  • disfunzioni gastrointestinali;
  • digestione difficile e fatica nel deglutire;
  • alterazione delle unghie;
  • senso di confusione o di stordimento;
  • difficoltà di concentrazione;
  • secchezza degli occhi, della bocca, della pelle;
  • visione sfocata, specie con poca luce;
  • temperatura alterata oppure alterata percezione di caldo e freddo;
  • intolleranza al freddo oppure al caldo-umido, o a tutti e due;
  • ipersensibilità della pelle, della vista, dell’olfatto, dell’udito;
  • acufeni;
  • vestibolite;
  • fotofobia e intolleranza ai segnali luminosi quali: lampadine, monitor del pc, televisione, etc.;
  • persistenza del dolore anche dopo il trattamento con antidolorifici ed antinfiammatori tradizionali;
  • percezione di un dolore differente rispetto alla sensazione a cui si era abituati prima di ammalarsi;
  • meteoropatia;
  • intolleranza, anche senza allergia, verso numerose sostanze.

Come si fa la diagnosi di fibromialgia?

Il medico, per verificare se il paziente ha la fibromialgia, deve innanzitutto escludere altre patologie muscolari, neurologiche o scheletriche. Deve poi:

  • verificare che il dolore è diffuso simmetricamente e che perdura da almeno 3 mesi;
  • effettuare la palpazione dei 18 punti chiave detti tender points, dei quali devono risultare dolorosi almeno 11.

Possono aiutare, nella diagnosi, anche le analisi del sangue: in molti pazienti affetti da fibromialgia è stata riscontrata un’alterazione nei globuli bianchi, una ridotta concentrazione di serotonina (come nei depressi e negli ansiosi) e di melatonina, l’ormone del sonno.

In concreto, la fibromialgia viene diagnosticata con difficoltà e spesso confusa con disturbi psichici, o con gli effetti fisici della depressione. Ma nel caso in cui venga effettuata la diagnosi di fibromialgia, spetta l’invalidità?

Può essere riconosciuta l’invalidità per fibromialgia?

Considerando che la causa della fibromialgia è sconosciuta, la patologia è considerata una sindrome reumatica non tipica, e non compare nelle linee guida dell’Inps in merito al riconoscimento dell’invalidità.

Tuttavia, l’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, ha inserito la fibromialgia tra le patologie dolorose croniche invalidanti; anche l’Europa l’ha riconosciuta come patologia invalidante.

In Italia, l’invalidità per fibromialgia è stata riconosciuta da alcune commissioni mediche Asl, come l’Asl di Varese, ma si tratta di casi abbastanza rari.

In parole semplici, il riconoscimento dell’invalidità per fibromialgia è difficile, e bisogna prepararsi a lunghe battaglie, ma non è impossibile.

Come fare per ottenere l’invalidità per fibromialgia?

Per ottenere il riconoscimento dell’invalidità per fibromialgia, il primo passo è farsi rilasciare un certificato medico che attesti la patologia e le cure sostenute, meglio se da un reumatologo o da uno specialista nella terapia del dolore.

Bisogna poi inviare la domanda per il riconoscimento dell’invalidità all’Inps (qui la Guida alla domanda d’invalidità).

Se la commissione medica rifiuta il riconoscimento dell’invalidità, si può fare ricorso, impugnando il verbale sanitario con un accertamento tecnico preventivo e chiedendo al giudice la nomina di un consulente tecnico d’ufficio, allegando la documentazione medica. A fronte del rifiuto della commissione Asl, ad esempio, il tribunale di Termini Imerese, nel 2017, ha riconosciuto l’invalidità ad un’artigiana di Castelbuono affetta da fibromialgia.

Chi ha la fibromialgia ha diritto all’esenzione dal ticket?

Il precedente governo si era impegnato ad inserire la fibromialgia tra le malattie invalidanti che danno diritto all’esenzione nella compartecipazione della spesa, ossia all’esenzione dal ticket, per le visite specialistiche. Attualmente, la fibromialgia non è stata ancora inserita nei nuovi Lea, livelli essenziali di assistenza: si spera che il nuovo governo confermi la linea d’indirizzo del governo precedente in materia e che si attivi quanto prima.


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