Diritto e Fisco | Editoriale

Il consorzio stradale obbligatorio

1 settembre 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 settembre 2018



Il consorzio stradale obbligatorio. Presupposti del medesimo e le ragioni per le quali sei chiamato a pagare periodicamente l’onere consortile.

Se vivi in una grande città, in un bell’appartamento al centro della stessa, per entrare nel tuo condominio devi passare per una delle tante strade che la attraversano. Si tratta di una strada pubblica, la cui gestione, manutenzione e vigilanza è inevitabilmente affidata al Comune. Per questi motivi, al di là delle tasse comunali che già paghi (tari, tasi, imu, ecc), non dovrai versare altro balzello al predetto ente pubblico. Se invece vivi in una zona limitrofa, magari ai margini di un piccolo centro abitato facente parte di un piccolo Comune, e la tua abitazione è stata costruita a seguito della trasformazione di terreni esclusivamente agricoli, non è improbabile che la strada che devi utilizzare per accedere alla tua residenza/proprietà sia di natura vicinale. Per questa ragione, poiché sei uno dei proprietari della detta via (unitamente agli altri residenti della zona), sei chiamato periodicamente a contribuire alla gestione della stessa. Ti è stato spiegato che questa circostanza dipende dal fatto che fai parte di un cosiddetto consorzio stradale obbligatorio, ma non ne conosci le caratteristiche e non sai spiegarti il perché di questo obbligo a cui sei tenuto. Ed allora: che cos’è un consorzio stradale obbligatorio? Come è perché si costituisce un consorzio stradale obbligatorio, come funziona e quali sono le prerogative del medesimo? In questa pubblicazione troverai una risposta a queste domande.

Strade vicinali: cosa sono?

Le strade vicinali, a differenza di quelle che solitamente attraversano le nostre città, sono di proprietà privata. Esse sono, infatti, costituite da porzioni di terreno facenti parte dei cosiddetti fondi frontisti. In altri termini, la strada vicinale attraversa ed è costituita da varie proprietà private, assolvendo ad un uso solitamente ed esclusivamente privato. Se queste sono le caratteristiche della strada vicinale di cui sei parzialmente proprietario, la manutenzione ed in genere la gestione della stessa sarà esclusivamente a carico dei suddetti proprietari e il Comune, salvo eccezioni, non fornirà alcun contributo in tal senso. Se invece, la strada vicinale di cui sei comproprietario assolve ad un uso anche pubblico, la situazione potrebbe presentarsi parzialmente diversa.

Consorzio stradale obbligatorio: quando si forma?

Se, normalmente, la strada vicinale passa ed è parte di varie proprietà private, svolgendo un’utilità esclusivamente per i privati coinvolti, può accadere, invece, che la medesima strada sia soggetta al pubblico transito e che, quindi sia utilizzata od utilizzabile da tutti i cittadini. In questo caso, l’ente territoriale locale, cioè il Comune, è tenuto a compartecipare alle spese di manutenzione e di riparazione della detta strada. Si tratta, infatti, di un obbligo sancito per legge [1], alla luce della quale esso è obbligato a compartecipare alle spese di manutenzione e gestione delle strade vicinali, se sono soggette al pubblico transito. Questo contributo comunale può variare da un minimo di un quinto ad un massimo della metà della spesa necessaria, a seconda della diversa importanza della strada. Alla luce, quindi, di una situazione di fatto e giuridica come quella appena descritta, i proprietari della strada vicinale e il Comune tenuto a garantire e soddisfare l’interesse pubblico sotteso all’uso collettivo della strada in questione, si costituiscono in un consorzio stradale obbligatorio (vero e proprio ente pubblico locale), anch’esso regolato dalla legge citata che, per l’appunto, prevede la compartecipazione dei privati e del Comune alle spese di manutenzione e di gestione della via. Il descritto contributo, evidentemente, sarà dovuto in proporzione alla quota di riferimento delle proprietà private e sarà riscosso mediante ruoli esattoriali, al pari di qualsivoglia tributo locale e/o imposta.

Consorzio stradale obbligatorio: quando si scioglie?

Il consorzio in esame, non ha una durata temporale, essendo infatti legato all’interesse pubblico che è chiamato a soddisfare. Tuttavia il consorzio stradale obbligatorio si scioglie se:

  • la strada e le porzioni di terreno che la costituiscono diventato di esclusiva proprietà comunale (ad esempio, a seguito di una cessione concordata con l’ente comunale);
  • la strada diventa di uso esclusivamente privato (infatti, non essendoci alcun interesse pubblico all’uso della strada, sarebbe giustificabile la mancata compartecipazione del Comune, essendo in quest’ultimo caso soltanto facoltativa per legge).

In caso contrario, permane l’obbligo di pagare l’onere consortile che, peraltro, si trasmette da proprietario a proprietario. Ricordati, infatti, che se, ad esempio, acquisti una villetta con annessa porzione di una strada vicinale facente parte di un consorzio stradale obbligatorio, sarai tenuto a pagare l’onere, mentre il venditore ne sarà liberato.

note

[1] Art. 3 Dll 1446/1918


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