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CNPR: quando inoltrare la domanda di cumulo gratuito?

25 Agosto 2018
CNPR: quando inoltrare la domanda di cumulo gratuito?

Sono nato a giugno il 1961 ed ho versato contributi all’INPS come da estratto conto allegato. Da febbraio 1992 sono iscritto e verso i contributi alla CNPR (Cassa Nazionale Previdenza Ragionieri) come da estratto conto allegato. La domanda di cumulo alla CNPR è meglio inoltrarla adesso oppure a quale età?

Il sistema previdenziale italiano prevede in favore dei lavoratori che hanno avuto una carriera lavorativa discontinua, degli strumenti in grado di ricongiungere i contributi versati in diverse gestioni previdenziali. Stiamo parlando, in particolare, della ricongiunzione, della totalizzazione e del recentissimo cumulo gratuito.

Tali strumenti, che hanno caratteristiche differenti, consentono in pratica a chi ha posizioni assicurative in gestioni previdenziali diverse, di riunire, mediante trasferimento, tutti i periodi contributivi presso un’unica gestione, allo scopo di ottenere una sola pensione.

Analizzando nello specifico l’istituto del cumulo gratuito, disciplinato dall’articolo, 1, comma 239 della legge 228/2012, e successivamente rivisitato dall’articolo 1, co. 195 della legge 232/2016, consente al lavoratore la possibilità di cumulare i periodi assicurativi accreditati presso differenti gestioni, senza oneri a suo carico, per il riconoscimento di un’unica pensione da liquidarsi secondo le regole di calcolo previste da ciascun fondo e sulla base delle rispettive retribuzioni di riferimento.

Per quanto concerne i requisiti e condizioni di cui si accennava sopra, è necessario che:

  • il cumulo deve interessare tutti e per intero i periodi contributivi non coincidenti accreditati presso le diverse gestioni assicurative menzionate (non è possibile, in altri termini, un cumulo parziale cioè diretto a valorizzare solo la contribuzione in alcune gestioni);
  • gli assicurati non risultino già titolari di un trattamento pensionistico diretto in una delle gestioni interessate dal cumulo stesso;
  • l’assicurato non abbia accettato la ricongiunzione (richiesta ai sensi della legge 45/1990);
  • abbia cessato l’attività professionale. Dunque, è molto importante che la domanda si presenta dopo aver cessato l’attività professionale, se si è in possesso di tutti i requisiti previsti.

La domanda deve essere presentata all’ultimo ente pensionistico presso il quale si è iscritti o si è stati iscritti (nel caso specifico la Cassa nazionale previdenza ragionieri). Quest’ultimo attiverà il procedimento nei confronti degli altri enti (nel caso  di specie Inps) in cui ha dichiarato di possedere ulteriore contribuzione. Il pagamento della pensione sarà a carico dell’Inps, che richiederà i pro-quota alle gestioni interessate.

A seguito delle modifiche apportate dalla legge 232/2016 attraverso il cumulo dei periodi assicurativi è possibile conseguire sia la pensione di vecchiaia che la pensione anticipata al perfezionamento dei requisiti previsti dalla Legge Fornero per i lavoratori nel sistema misto (come nel caso specifico). Quindi, è possibile conseguire la pensione anticipata a:

  • 42 anni e 10 mesi per il 2018;

mentre la pensione di vecchiaia è possibile conseguirla a:

  • 66 anni e 7 mesi per il 2018, con 20 anni di contributi minimi.

Tali requisiti minimi sono destinati a salire negli anni a venire a seguito dell’incremento dell’indice Istat che stima la speranza di vita, come di seguito indicato:

In definitiva, dopo aver stimato correttamente la sua data di pensionamento ipotetica, l’utilizzo dell’istituto del cumulo gratuito va esercitato al momento del pensionamento. Le pensioni di vecchiaia, anticipata e di inabilità da cumulo decorrono dal 1° giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda o dal mese successivo alla data di perfezionamento dei requisiti se successiva. La domanda deve essere inoltrata al Cnpr tramite il modulo “Domanda di pensione mediante cumulo” presente nella sezione modulistica del sito della predetta cassa.

Secondo il tenore letterale della norma (art. 1, comma 241, legge 228/2012), il trattamento pensionistico di vecchiaia si ottiene a condizione di possedere i requisiti anagrafici e contributivi previsti dalla Legge Fornero e, comunque, in presenza dei requisiti più elevati tra quelli previsti dai rispettivi ordinamenti che disciplinano le diverse gestioni presso cui sono stati versati i contributi. II parere espresso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e riportato nella Circolare INPS n. 140/2017 ha specificato che:

“La pensione di vecchiaia in cumulo, tenuto conto degli ordinamenti coinvolti e della loro autonomia regolamentare può configurarsi come una fattispecie a formazione progressiva, in forza della quale rilevano più momenti o fasi interconnesse. Di conseguenza, ai fini del diritto alla pensione di vecchiaia in cumulo, è necessario che sussistano i requisiti minimi di cui ai commi 6 e 7 dell’articolo 24 della legge n. 214 del 2011, utilizzando tutti i periodi assicurativi accreditati presso le gestioni di cui al comma 239. Ai fini della misura, la liquidazione del trattamento pro quota in rapporto ai rispettivi periodi di iscrizione maturati, secondo le regole di calcolo previste da ciascun ordinamento e sulla base delle rispettive retribuzioni di riferimento, avverrà solo al conseguimento dei rispettivi requisiti anagrafici e contributivi”.

Quanto appena esposto, per il professionista che acceda al cumulo avendo maturato periodi contributivi presso l’INPS e presso l’ENPAM, comporta che:

  • la quota di pensione a carico dell’lNPS viene immediatamente erogata al ricorrere dei requisiti di età e di contribuzione previsti dalla Legge Fornero (nel Suo caso nel 2033 quando maturerà i 69 anni), utilizzando, per l’accertamento del requisito contributivo, tutti i periodi assicurativi accreditati presso le gestioni coinvolte (compreso quindi l’ENPAM);
  • la quota di pensione di pertinenza delle gestioni ENPAM sarà, invece, liquidata successivamente al raggiungimento dell’età pro tempore richiesta dalla normativa regolamentare della Fondazione, fermo restando che, per gli iscritti al Fondo Speciale, è necessaria anche la cessazione del rapporto convenzionale. La norma, infatti, per il trattamento di pensione di vecchiaia, richiede espressamente la presenza ‘’[…] degli ulteriori requisiti, diversi da quelli di età e anzianità contributiva, previsti dalla gestione previdenziale alla quale il lavoratore o la lavoratrice risulta da ultimo iscritto” (art. 1, comma 241, legge 228/2012).

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Daniele Bonaddio


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