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Split payment: la lista dei soggetti obbligati

1 Luglio 2017
Split payment: la lista dei soggetti obbligati

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato gli elenchi ufficiali dei soggetti che dal 1° luglio, rientreranno nell’ambito operativo dello split payment. Ecco chi sono.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha ufficializzato gli elenchi delle pubbliche amministrazioni, degli enti e delle società, nei cui confronti sarà obbligatorio fatturare con il meccanismo della scissione dei pagamenti dell’Iva a partire dal 1° luglio. Ecco chi sono.

Cos’è lo split payment?

Lo split payment [1] o scissione dei pagamenti è una forma di liquidazione Iva che prevede che nei rapporti tra aziende o professionisti e la Pubblica Amministrazione sia quest’ultima a contribuire l’imposta relativa alla transazione. Con questa procedura si aggira la regola generale secondo cui l’Iva viene addebitata in fattura al cliente e poi versata alle casse dell’Erario dal fornitore ma impone invece che sia la Pubblica Amministrazione a farlo direttamente.

Per sapere di più sullo split payment ti consigliamo di consultare il nostro approfondimento Split payment fino al 2020 per tutti: cos’è e come funziona.

 

Elenco ufficiale

Il Dipartimento delle Finanze ha pubblicato i diversi elenchi per assicurare maggiore certezza giuridica agli operatori, consentendo loro di individuare le Pa e le società destinatarie della disciplina in esame.  Se ci saranno mancate o errate inclusioni potranno essere segnalate entro il prossimo 6 luglio del Dipartimento. Dunque lo split payment è stato esteso ai seguenti soggetti:

  • tutte le pubbliche amministrazioni inserite nel conto economico consolidato, individuate ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196;
  • le società controllate, ai sensi dell’articolo 2359, primo comma, n. 1), del codice civile (controllo di diritto), direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri;
  • le società controllate, ai sensi dell’articolo 2359, primo comma, n. 2), del codice civile (controllo di fatto), direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri;
  • le società controllate, ai sensi dell’articolo 2359, primo comma, n. 1), del codice civile (controllo di diritto), direttamente dalle regioni, province, città metropolitane, comuni, unioni di comuni;
  • le società controllate direttamente o indirettamente, ai sensi dell’articolo 2359, primo comma, n. 1), del codice civile (controllo di diritto), dalle società di cui sopra;
  • le società quotate inserite nell’indice Ftse Mib della Borsa italiana.

I soggetti interessati sono stati suddivisi in cinque elenchi dal Mef:

  • elenco delle pubbliche amministrazioni inserite nel conto consolidato;
  • elenco delle società controllate di diritto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri e delle società controllate da queste ultime;
  • elenco delle società controllate di fatto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri e delle società controllate da queste ultime;
  • elenco delle società controllate di diritto dalle regioni, province, città metropolitane, comuni, unioni di comuni e delle società controllate da queste ultime;
  • elenco delle società quotate inserite nell’indice Ftse Mib della Borsa italiana.

note

[1] Legge di Stabilità 2015 art. 1.

Autore immagine: Pixabay.com


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