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Concorsi pubblici: obbligatorie pec e firma digitale?

5 febbraio 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 5 febbraio 2018



Chi vuole partecipare ad un concorso pubblico deve necessariamente avere pec e firma digitale? Scopiamolo insieme

In un mondo sempre più digitalizzato, anche la Pubblica Amministrazione si sta evolvendo, cercando di velocizzare e facilitare la burocrazia attraverso strumenti online che pian piano prenderanno il posto di quelli cartacei. Le raccomandate nella cassetta della posta, gli avvisi di giacenza, i misteri su chi sia il mittente, le file in Posta per ritirare una multa o un atto giudiziario e le richieste di certificati allo sportello ben presto potrebbero rappresentare solo un ricordo del passato. D’ora in poi, infatti, ogni cittadino potrà dotarsi di un domicilio digitale, vale a dire di una casella di posta elettronica certificata (Pec) o un altro servizio elettronico di recapito certificato. Al fine di facilitare la comunicazione tra pubbliche amministrazioni e cittadini, infatti, è facoltà di ogni cittadino indicare alla pubblica amministrazione un proprio indirizzo di posta elettronica certificata quale suo domicilio digitale.  Ne avevamo già parlato in: Domicilio digitale: cos’è e come ottenerlo e le novità sul punto sono molteplici (si legga al riguardo: Multa: che fare se arriva sull’email della posta certificata). Una volta preso atto delle novità, sorgono spontanei ulteriori interrogativi: per partecipare ad un concorso pubblico è obbligatorio avere la Pec? O ancora: chi vuole partecipare ad un concorso deve necessariamente avere pec e firma digitale? A tanto risponderemo nel presente articolo.  

La Pec nei concorsi pubblici

La posta elettronica certificata (Pec) risulta uno strumento di estrema utilità per tutto ciò che necessita di avere valore ufficiale e legale. Questo significa che la Pec può essere utilizzata anche nei concorsi pubblici, contribuendo ad un notevole risparmio di materiale cartaceo e semplificando, velocizzando e snellendo sempre di più tutti i meccanismi burocratici. In realtà, già da tempo è stata introdotta la possibilità di iscriversi ad un concorso pubblico a mezzo Pec [1]. Spesso questa possibilità è esplicitata direttamente nei bandi di concorso e, in particolare, per candidarsi è consigliabile inviare la propria domanda direttamente dalla propria Pec personale in modo che non vi siano fraintendimenti sull’effettivo mittente. Per candidarsi ad un concorso occorre quindi:

  • compilare la domanda di partecipazione, scansionarla tramite uno scanner, e salvarla solitamente in formato .pdf (spesso l’utilizzo di questo formato viene esplicitamente richiesto nel bando);
  • scansionare i documenti richiesti (dipende da concorso a concorso, solitamente la carta di identità è uno dei documenti richiesti in sede di domanda di concorso);
  • caricare tutto il materiale sulla propria casella di posta certificata e scrivere la mail (attenzione perché spesso viene richiesto di esplicitare un oggetto in particolare nella mail, soprattutto nelle selezioni con più posizioni richieste);
  • inviare la mail all’indirizzo di posta certificata indicato nel bando di concorso (poiché solo così la comunicazione avrà valore legale a tutti gli effetti).

I vantaggi della Pec

Oltre al beneficio ambientale, dovuto alla riduzione dell’utilizzo della carta, la Pec si configura come un’ottima soluzione per chi scopre l’esistenza di un bando di concorso a ridosso della scadenza. Spesso, infatti, nei bandi di concorso viene esplicitato che, in caso di invio tramite posta raccomandata della domanda di concorso, il termine per la ricezione coincide con la data di scadenza del concorso stesso. Questo significa che occorre inviare la domanda cartacea con largo anticipo. Con la Posta Certificata questo problema non si pone perché sarà possibile inviare la domanda di partecipazione fino al giorno stesso o come esplicitato nel bando, consentendo anche a chi ha scoperto in ritardo dell’esistenza di un concorso di candidarsi. Oltre a risparmiare carta, i candidati potranno risparmiare non poco denaro. Con circa 5 euro all’anno (tanto costa avere una Pec) si avrà la possibilità di candidarsi a tutti i concorsi, senza dover spendere 5 euro per ogni singola raccomandata inviata.

Ciò posto, la domanda è: tale procedura rappresenta una possibilità o un obbligo per il candidato? In altre parole: per partecipare ad un concorso pubblico è obbligatorio avere la pec? Di seguito la risposta.

Pec vietata per concorsi pubblici: ecco quando

Ci sono casi in cui l’uso della Pec è vietata nei concorsi pubblici: ecco quando ciò accade e come sapere se si ha diritto a fare ricorso. Un bando per un concorso pubblico o un appalto non può prevedere, come unica modalità di presentazione della domanda di partecipazione, la Pec (posta elettronica certificata); deve anche prevedere la consegna a mano. E’ quanto chiarisce il Tar Puglia in una recente sentenza [2].

La sola Pec è vietata per i bandi pubblici: la vicenda

Nel caso di specie, il ricorrente aveva presentato all’Asl della Provincia di Barletta-Andria-Trani, la domanda di partecipazione ad un concorso. Il bando stesso prevedeva che la consegna delle domande dovesse avvenire “a pena di esclusione, a mezzo posta raccomandata a/r, ovvero a mezzo pec“, escludendo dunque la presentazione a mano.

Il ricorrente, escluso dalla gara ha impugnato vittoriosamente il bando, perché in contrasto con la normativa vigente, per la quale è necessario che la consegna a mano sia una delle modalità di presentazione ammesse [3].

Concorsi pubblici: quando la Pec è vietata?

La previsione di invio tramite Posta Elettronica Certificata è vietata solo quando essa è l’unica modalità prevista dal bando. Può essere prevista invece come modalità di invio alternativa, in aggiunta alla presentazione in forma cartacea [4].

Concorsi: obbligatorio avere la forma digitale?

Alla luce di quanto detto sopra, la previsione di invio tramite Posta Elettronica Certificata è legittima, sempre che la stessa non rappresenti l’unica modalità prevista dal bando. Fermo quanto sopra, la domanda a questo punto è: chi, per partecipare ad un concorso, invia la domanda a mezzo Pec deve avere anche la firma digitale? (sul punto, per maggiori approfondimenti, leggi: Firma elettronica e firma digitale: facciamo chiarezza).

A rispondere è stato, di recente, il Tar Sicilia [5] che con riferimento alle modalità di presentazione dell’istanza di partecipazione ad un concorso ha precisato quanto segue.

È sufficiente presentare la domanda di partecipazione a un concorso mediante Pec e risulta, invece, illegittimo chiedere di apporre anche la firma digitale. La questione verteva proprio sulla idoneità o meno di una domanda di partecipazione ad un concorso pubblico trasmessa dall’interessato a mezzo della propria casella di Posta elettronica certificata (Pec), ma in assenza di apposizione di firma nella copia cartacea scansionata, ovvero nei relativi allegati (tra cui copia della propria carte di identità), ed anche in assenza di apposizione di firma digitale. Ebbene, secondo i giudici amministrativi è valida una domanda di partecipazione ad un concorso inviata a mezzo Pec, pur in assenza di firma digitale. Pertanto, non può che essere ritenuta illegittima la disposizione di un bando nella parte in cui prevede l’esclusione del candidato a seguito di invio della domanda di partecipazione mediante posta elettronica certificata, ma in assenza di apposizione di firma scansionata sull’istanza, dal momento che tale previsione non appare coerente con le disposizioni appena illustrate.

note

[1] Circolare n. 2/2010, Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del consiglio dei ministri.

[2] Tar Puglia, sez. III, sent. n.752 del 09.06.2016.

[3] D.p.r. n. 487/94.

[4] Art. 65 D.Lgs. n. 82/05 e art. 4 D.P.R. n. 68/08.

[5] Tar Sicilia – Palermo, Sez. I, sent. n. 167 del 18.01.2018.


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