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Prestito: come fare per ottenerlo?

9 febbraio 2018


Prestito: come fare per ottenerlo?

> Business Pubblicato il 9 febbraio 2018



Vediamo come richiedere un prestito alla banca, come capire qual è il prestito più conveniente e quali sono i requisiti minimi per ottenere un finanziamento

Per realizzare le proprie aspirazioni non basta solo avere tenacia e determinazione. Spesso si rende necessario un aiuto economico-finanziario, che talvolta può consistere in una richiesta di prestito alla banca. Infatti sono sempre di più gli italiani che fanno ricorso alla richiesta di prestito alla banca, così da procurarsi la liquidità necessaria per le proprie necessità come ad esempio lacquisto di una casa o di un’automobile. Generalmente lo svolgimento di tale pratica non va per le lunghe, risolvendosi anzi in modo abbastanza rapido. Ma i prestiti, oltre ad essere di vari tipi, sono anche  molto richiesti tra i prodotti di credito bancario, quindi spesso e volentieri c’è il rischio di imbattersi in fregature o in finanziamenti che si rivelano meno convenienti di quanto si credeva.

Prestiti: quali tipologie

In Italia, le banche e gli intermediari finanziari (iscritti negli appositi registri) sono gli unici soggetti in grado di concedere ed erogare prestiti, anche detti crediti al consumo. Le principali tipologie comprendono:

  • la carta di credito è lo strumento di credito più comune. Essa è collegata a un conto corrente d’appoggio e permette all’utente di effettuare spese e acquisti nonché di prelevare denaro contante entro i massimali previsti dal contratto con la banca;
  • il prestito finalizzato è una forma di finanziamento concessa da un Istituto di credito o da una società di credito, che si ottiene direttamente presso i punti vendita di beni e/o servizi e risulta strettamente legata all’acquisto che si effettua;
  • il prestito personale è la forma di finanziamento più diffusa in Italia. Esso prevede il prestito di una somma prefissata, ad un tasso di interesse in genere fisso, rimborsabile mediante delle rati costanti. Il vantaggio è quello di essere un prestito non finalizzato, per cui la sua erogazione non è subordinata all’acquisto di un bene o servizio specifico (a differenza del prestito finalizzato);
  • la cessione del quinto – di cui abbiamo parlato diffusamente in  Cessione del quinto: cos’è e come funziona?– è un tipo di finanziamento che prevede il pagamento del debito attraverso delle trattenute sulla busta paga o sulla pensione, fino ad un massimo di un quinto dell’emolumento stesso al netto delle trattenute.

Prestito: che requisiti avere? 

I requisiti per ottenere un finanziamento dipendono dalla tipologia di prestito richiesto. Come descritto nel paragrafo precedente, vi sono quattro tipologie di prestito principali. In linea generale, per tutti i prestiti i requisiti minimi sono:

  • un’età compresa tra i 18 e 70 anni (alcune banche e finanziarie hanno un’offerta anche per persone di età leggermente differente);
  • un reddito dimostrabile;
  • la residenza nel territorio italiano;
  • la titolarità di un conto corrente bancario.

In secondo luogo, la banca valuterà la concessione del finanziamento sulla base delle proprie politiche di rischio e dell’affidabilità creditizia del soggetto richiedente. Nel primo caso, ogni istituto usa una propria politica di rischio basandosi su alcuni dati statistici, chiamati credit scoring, in modo da mantenere le insolvenze al di sotto di un determinato valore. Per quanto riguarda l’affidabilità creditizia di chi fa richiesta, invece, viene fatta una valutazione del rapporto tra la rata di rimborso e il reddito del richiedente che, generalmente, non deve superare il 30%. Vengono anche consultati i rapporti forniti dalla Centrale Rischi (Crif), che registra eventuali mancati pagamenti o ritardi nei rimborsi di finanziamenti precedenti.

In alternativa, nei casi in cui il richiedente risulti registrato negli elenchi Crif, egli avrà la possibilità di ricorrere alla richiesta di cessione del quinto. Tuttavia, è importante ricordare che i tassi di rimborso della cessione del quinto risultano più alti rispetto a quelli previsti da altre forme di finanziamento.

Quale prestito conviene scegliere?

Se vuoi sapere qual è il prestito più conveniente per prima cosa è necessario fare una valutazione complessiva delle condizioni economiche previste. Inoltre, prima di sottoscrivere un finanziamento è opportuno considerare i seguenti due elementi:

  • il Tasso Annuale Nominale (Tan): il tasso di interesse, espresso in percentuale e su base annua, applicato al capitale finanziato. Definisce la quota interesse che, insieme alla quota capitale mensile, andrà a determinare la rata di rimborso;
  • il Tasso Annuale Effettivo Globale (Taeg): rappresenta la misura espressa – in percentuale e su base annua – del costo complessivo del finanziamento. A differenza del Tan, il Taeg è comprensivo degli eventuali oneri accessori a carico del cliente, come ad esempio le spese di istruttoria, le spese di estinzione anticipata ecc.

Dunque, facendo un confronto tra due o più offerte, il Taeg è il criterio di confronto migliore, poiché prende in considerazione il costo complessivo di un finanziamento, includendo tutte quelle spese accessorie solitamente escluse dal calcolo del Tan. È tuttavia importante precisare che il confronto del Taeg tra due o più finanziamenti è possibile solo a parità di condizioni (importo finanziato e durata). Infatti è utilissimo essere a conoscenza che, a parità di importo finanziato, il Taeg si riduce all’aumentare della durata del prestito, mentre, a parità di durata, il Taeg si riduce all’aumentare dell’importo del prestito.

Prestito: cosa succede a chi paga in ritardo?

Una volta ottenuto un prestito è importante che il rimborso delle rate avvenga in maniera puntuale. Infatti, se ciò non avviene l’istituto di credito è autorizzato a terminare il contratto unilateralmente, mentre il cliente è tenuto al pagamento di tutte le spese bancarie, nonché altri oneri, in aggiunta ad un’eventuale penale. Inoltre, il cliente che non paga le rate rischia di essere segnalato come cattivo pagatore. Il proprio nominativo potrebbe essere inserito negli elenchi della Centrale Rischi, con il conseguente peggioramento della propria situazione creditizia ed una maggiore difficoltà nell’ottenimento di credito in futuro. Per saperne di più leggi: Segnalazione Centrale Rischi: come difendersi. 

Prestito: come recedere dal contratto?

La normativa sul credito al consumo [1] ha introdotto importanti novità in materia di trasparenza e di diritto di recesso. Il consumatore ha diritto di recesso entro 14 giorni dalla stipula del contratto, senza doverne precisare la motivazione, tramite invio di una raccomandata a/r all’istituto finanziatore. Nel caso in cui il prestito sia già stato erogato, il cliente avrà 30 giorni di tempo per poter restituire il capitale e gli interessi maturati, nonché eventuali tasse dovute. Nessuna penale può però essere applicata al consumatore.

Per ulteriori dubbi, non esitate a chiedere consulenza ai nostri esperti.

note

[1] Modificata con il d. lgs. n. 141/2010.

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