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Bonus Tv in arrivo: cos’è e come funziona

12 febbraio 2018


Bonus Tv in arrivo: cos’è e come funziona

> Business Pubblicato il 12 febbraio 2018



È in arrivo il bonus Tv al fine di  agevolare il cambiamento dei televisori in vista del nuovo switch off del digitale terrestre. Vediamo cos’è il bonus Tv e quando sarà possibile chiederlo

Forse non tutti sanno che la tecnologia del digitale terrestre sta per subire un profondo cambiamento: una nuova rivoluzione presto colpirà i televisori italiani. Rivoluzione che, purtroppo, andrà ad incidere negativamente anche sulle tasche di molti contribuenti. È in arrivo, infatti, il nuovo digitale terrestre, con la conseguenza che moltissime delle Tv in nostro possesso non saranno più in grado di ricevere le nuove trasmissioni e sarà, quindi, necessario un decoder aggiuntivo o, addirittura, cambiare l’intero apparecchio. Per tali motivi, il Governo ha previsto lo stanziamento di 25 milioni di euro l’anno come contributo al fine di  agevolare l’adeguamento dei televisori in vista del nuovo switch off del digitale terrestre previsto nel 2022. Vediamo, dunque, in cosa consiste il bonus Tv 2018, quando sarà possibile chiederlo e a chi sarà destinato questo contributo previsto dal Governo al fine di agevolare le famiglie italiane in vista dell’adeguamento degli apparecchi televisivi.

In arrivo il nuovo digitale terrestre

La tecnologia del digitale terrestre subirà un profondo cambiamento. La Legge di Bilancio 2018 ha previsto il passaggio, entro il 2022, al nuovo standard digitale terrestre di seconda generazione, o Dvb-T2. Ciò per favorire lo sviluppo del 5G, banda larga per la telefonia mobile: a tal fine l’Europa esorta gli Stati membri a lasciare libera la banda 700 Mhz, dove attualmente viaggiano i canali televisivi, per destinarla al 5G [1].

In sostanza, quindi, i nuovi apparecchi televisori dovranno avere in dotazione:

  • Il nuovo standard Dvb-T2;
  • il codec Hevc (High efficiency video coding) al posto degli attuali Mpeg2/Mpeg4 per la compressione dei dati senza alterare la qualità dell’immagine.

Nuovo digitale terrestre: chi dovrà cambiare tv?

Ci si chiede, dunque, cosa si debba fare per adeguarsi a questa innovazione ed evitare di rimanere isolati dal resto del mondo. Per prima cosa, niente allarmismi: non è vero che i televisori non funzioneranno più e si rimarrà, pertanto, isolati dal resto del mondo. In sostanza, coloro che hanno comprato un televisione prima del 2017 (data in cui è scattato per i rivenditori l’obbligo di mettere in commercio esclusivamente dispositivi capaci di supportare il digitale terrestre) devono effettuare un controllo sugli standard trasmissivi supportati. Qualora il Dvb-T2 non sia compreso tra questi, per evitare che il televisore diventi inutilizzabile, il cittadino potrà scegliere di rottamarlo oppure di affiancargli un decoder. Attenzione: tale decoder deve essere compatibile con lo standard Hevc a 10 bit e il suo costo medio è di 25 euro. Non è vero, dunque, che sarà necessario per forza cambiare Tv ed inoltre, non è esatto pensare che le tv non funzioneranno più. In caso di mancata compatibilità con lo switch digitale, infatti, basterà acquistare un decoder aggiuntivo come avvenne nel caso del passaggio dall’analogico al digitale. Inoltre dal primo gennaio 2017 i negozianti hanno l’obbligo di vendere ai consumatori televisori già Dvb-T2 o con un decoder compatibile. Quindi, per chi ha acquistato un televisore da poco è probabile che la tecnologia presente sia già quella valida per il nuovo sistema.

Nuovo digitale terrestre: rischio truffe

A ben vedere, quindi, l’allarmismo ingeneratosi non è poi così giustificato. L’unico reale problema, in questo periodo, è il rischio truffe. È molto importante, dunque, non lasciarsi trasportare da offerte e prezzi troppo vantaggiosi, soprattutto on line (leggi sul punto: Truffe online: come tutelarsi?). Sulla scia del caos ingeneratosi, infatti, può capitare che vengano venduti a prezzi stracciati televisori che, sebbene sembrino tecnologicamente all’ultimo grido, non siano comunque compatibili con i nuovi standard.

Nuovo digitale terrestre: ecco il Bonus Tv

Per chi dovrà comunque acquistare un nuovo televisore o un decoder per adeguarsi alle nuove tecnologie, la Legge di Bilancio 2018 ha previsto lo stanziamento di un contributo, meglio conosciuto come bonus Tv. Le notizie relative al Bonus Tv, tuttavia, sono ancora frammentarie. Secondo quanto è dato al momento sapere, il contributo elargito sarà pari a 100 milioni di euro che saranno inseriti negli esercizi finanziari 2019-2022. L’agevolazione, dunque, sarà disponibile a partire dal 2019 sotto forma di bonus switch-off e varrà per un solo televisore. Le famiglie che intendono acquistare più di una Tv, quindi, potranno usufruire del bonus solo per un apparecchio.

L’agevolazione sarà destinata in primo luogo a chi è esonerato dal pagamento del canone Rai, ovvero a chi ha più di 75 anni ed è in condizioni economiche disagiate. In caso di insufficienza dei fondi stanziati, il Governo potrà decidere di effettuare un nuovo stanziamento. Il Ministero dello Sviluppo Economico è intervenuto in merito, chiarendo che la fase di transizione per il passaggio al nuovo digitale terrestre avverrà in due anni, dal 2020 al 2022. Il Governo, dunque, ha avviato con largo anticipo il naturale ricambio degli apparecchi: dal primo gennaio 2017, infatti, è obbligatoria l’esclusiva commercializzazione di televisori con tecnologia T2-Hevc. Soltanto dal 2020 è previsto lo spegnimento delle frequenze in uso alle emittenti locali e la costruzione del Mux1 della Rai per aree geografiche. Questa fase di transizione durerà fino al 2022 e non prevede l’introduzione di tecnologia T2-Hevc. Tale ultima tecnologia sarà introdotta solo nel 2022, momento in cui il ricambio dei televisori con le nuove tecnologie avviato con 5 anni e mezzo di anticipo sarà sufficiente a garantire la transizione senza particolari problemi per le famiglie.

note

[1] Cfr. Decisione 2017/899 del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa all’uso della banda di frequenza 470-790 MHz nell’Unione del 17.05.2017.

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