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Lavoro part time e legge 104

23 febbraio 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 23 febbraio 2018



A quanti giorni di permesso della legge 104 ha diritto il lavoratore che ha un contratto part time?

Ai sensi della legge 104, chi assiste un familiare con disabilità ha diritto di fruire di tre giorni al mese di permessi retribuiti. Questo discorso ovviamente vale per chi ha un contratto di lavoro full time, ossia lavora l’intera giornata. Ma nel caso di contratto di lavoro part time come funziona? Poniamo il caso di un lavoratore che fruisce dei permessi della legge 104 e passa da un orario full time ad uno part time:che succede in questi casi? Il lavoratore può godere dello stesso numero di giorni di permesso?

La Cassazione, con una sentenza di pochi giorni fa [1] ha fornito una risposta al quesito affrontando il problema del part time verticale, ossia quello in cui il dipendente lavora tutta la giornata ma solo per alcuni giorni a settimana. Secondo la Suprema Corte, il lavoratore con contratto di lavoro part time verticale ha diritto di fruire di tre giorni di permesso al pari del collega che lavora a tempo pieno, atteso che la prestazione ridotta del tempo parziale non può comprimere i diritti del lavoratore (salvo quelli di natura patrimoniale).

La pronuncia in commento si colloca sul solco di altra emessa sempre dalla stessa Corte di Cassazione qualche mese fa [2]. In quella pronuncia, la Corte è andata in fondo alla questione, analizzando il tipo di part time ed il numero di giorni lavorativi settimanali.  Ma vediamo nel dettaglio la questione. 

Legge 104: cos’è?

La legge 104 è quella famosa disposizione normativa che riconosce ai lavoratori con disabilità e ai genitori, coniuge, parenti o affini entro il secondo grado tre giorni di permesso dal lavoro retribuiti al mese. I permessi 104 spettano anche a chi lavora part time, ma con regole specifiche. Quando il part time è orizzontale i permessi, pari sempre a tre giorni al mese, vengono rimodulati in base al proprio orario di lavoro. Cosa succede, invece, per i permessi 104 in caso di part time verticale? Vediamolo di seguito.

Lavoro part time e 104: la questione

Il quesito che si è posto nei due giudizi giunti dinanzi la Corte di Cassazione concerneva la legittimità di una riduzione dei permessi legge 104 nel caso di lavoratore con contratto di lavoro part time verticale (4 giorni alla settimana con orario 8:30 – 14:30). 

Lavoro part time e 104: la Cassazione

La scelta del datore di lavoro di ridurre arbitrariamente i giorni di permesso 104 non poteva non essere censurata dalla Cassazione atteso che la ratio della legge 104 consiste proprio nel favorire l’assistenza alla persona affetta da handicap grave in ambito familiare.  In forza di questo principio, ii lavoratori part time non possono ricevere un trattamento deteriore rispetto a quello dei loro colleghi a tempo pieno. Risulta, pertanto, evidente che l’interesse fondamentale tutelato dalla legge in questione è quello di assicurare la continuità nelle cure. Effettuare delle differenze tra lavoratori a tempo pieno e lavoratori a tempo parziale significherebbe legittimare delle discriminazioni in realtà vietate dalla legge [3]. La disciplina in tema di contratto di lavoro part time [4], infatti, impone il rispetto del principio di non discriminazione tra i lavoratori a tempo pieno e quelli a tempo parziale.  Con le sentenze in esame, dunque, la Cassazione conferma il diritto a fruire integralmente dei permessi, previsti dalla legge 104, qualora il nuovo orario di lavoro part-time comporti lavoro per un numero di giornate superiori alla metà dell’ordinario.

In sostanza, la Suprema Corte effettua una fondamentale distinzione tra:

  • prestazione di lavoro part-time articolata su un orario settimanale che comporti una prestazione per un numero di giornate superiore al 50% di quello ordinario;
  • prestazione di lavoro part-time articolata sulla base di un orario settimanale che comporti una prestazione per un numero di giornate inferiore al 50% di quello ordinario.

Sulla scorta di tale distinzione, ritengono i giudici, è legittimo e ragionevole riconoscere al lavoratore con orario di lavoro part-time superiore alla metà dell’ordinario il diritto alla integrale fruizione dei permessi previsti dalla legge 104. Al contrario, i tre giorni di permesso retribuiti al mese non sono dovuti (e sono quindi riproporzionabili) nel caso in cui il dipendente osservi un orario di lavoro settimanale con numero di giornate di lavoro inferiore al 50% di quello ordinario. La riduzione dell’orario di lavoro, in ogni caso, può produrre una riduzione dei diritti che hanno un contenuto patrimoniale (come ad esempio lo stipendio), ma non di certo la riduzione di diritti non patrimoniali, tra cui certamente il diritto ai permessi retribuiti per l’assistenza ai familiari disabili.  

note

[1] Cass. sent. n. 4096 del 20.02.2018.

[2] Cassazione, sent. n. 22925/2017.

[3] Direttiva n. 97/87/Ce.

[4] D. Lgs. 61/2000.

Autore immagine: Pixabay.com

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