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Bollette a 30 giorni: la replica dei gestori

19 Feb 2018


Bollette a 30 giorni: la replica dei gestori

> Business Pubblicato il 19 Feb 2018



I gestori telefonici replicano al procedimento istruttorio aperto dall’Agcom per pratiche commerciali anticoncorrenziali. Capiamone di più

Uno dei temi più dibattuti di quest’ultimo periodo è stato sicuramente quello concernente la fatturazione a 28 giorni. Stiamo parlando del famosissimo “trucchetto” ideato da molte compagnie telefoniche (tra cui Tim, Wind, TreVodafone e Fastweb e anche dalla pay tv Sky) per lucrare ai danni degli utenti, che – del tutto ignari – hanno contribuito a gonfiare le tasche delle aziende telefoniche svuotando le proprie. Questa pratica è stata finalmente dichiarata illegittima, anche se non è stato facile metterla al bando. Sul punto, infatti, è dovuta intervenire dapprima l’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) [1] ed in seguito anche il Governo [2]. Solo così si è potuta porre la parola «fine» a quello che, per lungo tempo, ha rappresentato un vero e proprio inganno.

Le Compagnie telefoniche, così, si son adeguate ma con l’inganno. Infatti dal trucchetto della fatturazione a 28 giorni siamo passati alla beffa delle bollette a 30 giorni. Ne abbiamo parlato nel dettaglio in Bollette a 30 giorni, ma più care: ecco l’inganno . Ecco in pratica cosa è successo: la legge ha detto no alle bollette a 28 giorni, imponendo il ritorno alla fatturazione a 30 giorni. Ma … fatta la legge trovato l’inganno: d’ora in poi le bollette saranno 12 all’anno, ma più care per coprire i costi della 13esima che è stata eliminata per legge. Tutto ciò si traduce in una vera e propria beffa per gli utenti, che continueranno a vedere svuotate le proprie tasche per arricchire quelle delle compagnie telefoniche. In sintesi: vero è che le bollette saranno a 30 giorni, anziché 28. Il tutto però si traduce in una vittoria di Pirro, in una sorta di presa in giro, ciò in quanto le bollette a 30 giorni saranno comunque più care.

Contro questa pratica scorretta l’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato il 15 febbraio 2018 ha avviato un procedimento istruttorio nei confronti dei principali operatori di telefonia fissa e mobile a seguito dell’adeguamento delle offerte dopo il passaggio alla fatturazione mensile. Vediamo nel dettaglio cosa era accaduto.

Bollette a 30 giorni: la beffa

Come anticipato, la nuova legge sulla fatturazione mensile non ha fatto nemmeno in tempo a nascere che già è stata aggirata. Vediamo perché.

La Tim, ad esempio, all’indomani dell’entrata in vigore della legge che ha imposto la fatturazione mensile [3] ha anticipato il termine di 120 giorni fissato dalla stessa per adeguarsi alla fatturazione mensili premurandosi anche di inviare un lettera ai propri utenti. La lettera, giunta in un primo momento solo ai clienti business e poi a tutti gli utenti, contiene un vero e proprio “inganno”. Anticipando lo stop previsto per legge, infatti, Tim ha annunciato che – a partire dal 1° aprile 2018 – si tornerà a pagare su base mensile (bimestralmente, nel caso di specie) e «tale modifica non comporterà alcuna modifica della sua spesa annuale, ma si sostanzierà nella riduzione del numero di Canoni e Contributi addebitati in un anno (da 13 a 12)». Detta in soldoni: vero è che le fatture saranno 12 e non più 13, ma la spesa dell’utente non cambierà, il che – tradotto – significa che le 12 bollette saranno più care per coprire i costi della tredicesima. Il seguito della lettera, infatti, rivela la beffa in danno dei consumatori: «Per effetto della divisione della spesa annuale per 12 anziché per 13 l’importo di ciascun canone risulterà maggiorato dell’8,6%». Un aumento che, guarda caso, coincide con quello incamerato con l’introduzione delle odiate bollette a 28 giorni.

La Tim, dunque, formalmente rispetterà la legge, ma sostanzialmente continuerà a lucrare sulle tasche dei propri utenti, per i quali nulla cambia a livello di spesa. Aggirando la norma, infatti, viene reso stabile l’aumento ottenuto con l’introduzione delle bollette a 28 giorni. Con un peggioramento: la stessa cifra che prima l’utente pagava in 13 «rate», ora la pagherà in 12. Identico discorso vale per la Vodafone.

Bollette a 30 giorni: la replica dei gestori

Come anticipato in premessa, l’Autorità per la concorrenza ha aperto un procedimento istruttorio verso i principali operatori di telefonia sia mobile che fissa per escludere che vi sia stato tra loro un accordo finalizzato all’adeguamento delle offerte a fatturazione mensile. La Tim ha subito dichiarato di aver sempre operato nel rispetto della normativa vigente, garantendo la piena collaborazione a tutte le Autorità di settore e la massima trasparenza ai propri clienti. Ha altresì escluso l’esistenza di un  qualsiasi coordinamento della propria strategia commerciale con altri operatori anche in merito alle modalità e alle tempistiche di ottemperanza alla legge che impone a tutto il mercato di adottare, entro il 5 aprile 2018, la cadenza di fatturazione mensile per i servizi di rete fissa e mobile.

Anche Wind Tre Italia ha replicato sottolineando di aver fornito all’Autorità la massima collaborazione durante la fase ispettiva e di aver fornito tutte le informazioni richieste nel pieno rispetto delle disposizioni di legge e di essere estranea a qualunque pratica anticoncorrenziale.

note

[1] Delibera n. 121/17/Cons del 15.03.2017.

[2] Cfr. D.l. n. 148/2017. La conversione in legge del decreto fiscale, infatti, ha definitivamente bloccato la fatturazione a 28 giorni per le compagnie telefoniche, ristabilendo le scadenze mensili o per multipli di mese.

[3] L. n. 172/2017.

Autore immagine: Pixabay.com


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1 Commento

  1. Avrebbero un lumicino di ragione e di coerenza se, oltre a lasciare intatta la spesa annuale, avessero lasciato intatto anche il quantitativo dei servizi disponibili. Con i 28 giorni i pacchetti [Giga-minuti-SMS] – se in quantitativo definito – li avevamo per 13 volte. Ora invece torniamo a 12 pacchetti. Le soluzioni illimitate, chiaramente, non ne risentono. Non pare giusto.

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