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Attestato di rischio dinamico: le novità

21 Feb 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 21 Feb 2018



Cosa cambia con l’attestato di rischio dinamico? Ecco tutte le novità e le modifiche al regolamento Ivass 

L’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) ha messo a punto delle regole per il nuovo attestato di rischio dinamico al fine di porre un freno al fenomeno delle frodi assicurative. In particolare al trucchetto messo in atto da quegli assicurati che denunciano in ritardo il sinistro con l’obiettivo di cambiare compagnia assicurativa prima che il sinistro appaia sull’attestato di rischio: in questo modo l’attestato di rischio risulterà immacolato e la classe di bonus-malus sarà più favorevole. Ma per comprendere cos’è e come funziona il nuovo attestato di rischio dinamico è opportuno fare qualche passo indietro.

Attestato di rischio: cos’è e come funziona?

Quando si parla di attestato di rischio si intende quel documento che narra le vicende assicurative di un determinato soggetto. A seguito di recente intervento [1] ne è stato previsto il rilascio – in formato elettronico – da parte della compagnia con cui l’automobilista ha in corso il rapporto assicurativo. Alcune compagnie, poi, consentono al cliente di scaricare il documento in formato elettronico direttamente dal sito internet della stessa agenzia.

È importante ottenere l’attestato di rischio quando, in procinto di cambiare assicurazione, l’utente, intende rivolgersi ad altre compagnie per dei preventivi. L’attestato di rischio, infatti, insieme al libretto di circolazione, è il primo documento che viene richiesto per poter preparare un preventivo. Questo documento è molto importante perché in esso sono contenuti una serie di dati, indicazioni e circostanze, utili a ricostruire la storia assicurativa dell’utente.

Attestato di rischio: quali informazioni contiene?

Innanzitutto, è da dire che con l’attestato di rischio elettronico, si è voluto ridurre il numero di truffe perpetrate ai danni delle assicurazioni al momento della conclusione del contratto. Una pratica purtroppo assai diffusa, era quella di presentarsi alla nuova assicurazione con un attestato di rischio falso o contraffatto. Le alterazioni, riguardanti soprattutto la “classe di merito”, consentivano di ottenere forti sconti o riduzioni di prezzo, ma ciò in evidente danno della compagnia assicurativa.

Ora, come detto, l’attestato di rischio è stato dematerializzato ed esiste solo in formato elettronico. Ciò vuole dire che non viene più spedito un originale cartaceo dalle compagnie di assicurazione ai propri clienti, ma generalmente viene messo a disposizione, almeno 30 giorni prima della scadenza sul sito della compagnia stessa. Questo ha una validità quinquennale e contiene informazioni relative alla classe di merito, alla presenza/assenza di incidenti, alla denominazione dell’assicuratore, al nome del contraente etc.

Inoltre, per il fatto che non è più cartaceo, l’attestato è ora a disposizione di tutti gli “aventi diritto” a richiederlo e quindi non più solo a disposizione del contraente della polizza. Ad esempio, se il proprietario del veicolo è una persona diversa rispetto al contraente della polizza, entrambi avranno diritto a richiedere l’attestato di rischio.

Da segnalare, inoltre, che è stato rimosso anche l’obbligo di inviare l’attestato di rischio in originale alla nuova compagnia. Invero, tramite un sistema informatizzato e una banca dati generale (gestita dall’Ania sotto il controllo dell’Ivass – autorità di vigilanza sulle assicurazioni) le compagnie di assicurazioni hanno l’obbligo di pubblicare sui propri siti web l’attestato di rischio in modo da consentire a tutte le compagnie l’acquisizione diretta. Quindi nel caso in cui si decida di cambiare assicurazione, non si dovrà più inviare l’attestato di rischio in originale alla nuova compagnia. E, comunque, rimane pur sempre possibile richiederne una copia cartacea.

Attestato di rischio dinamico: quali novità?

Come anticipato, uno dei fenomeni più diffusi e anche più odiosi di molti automobilisti è quello di denunciare in ritardo un sinistro. Con questo escamotage del cosiddetto sinistro tardivo, l’assicurato cambia compagnia assicurativa prima che il sinistro appaia sull’attestato di rischio, quindi l’attestato di rischio sarà immacolato e la classe di bonus-malus sarà più favorevole. E, quando l’anomalia emergerà, il cliente potrà aver cambiato ancora una volta assicurazione. A questo deprecabile trucchetto l’Ivass intende porre rimedio proprio con il cosiddetto attestato di rischio dinamico [2].

L’attestato di rischio dinamico, infatti,  è un processo informatico che attribuisce a ciascun assicurato un codice (detto Iur, Identificativo univoco di rischio) che lo abbina a ciascun veicolo di cui disponga (a titolo di proprietà, usufrutto, locazione finanziaria o patto di riservato dominio). Questo codice è visibile da tutte le compagnie, di modo che anche quelle che hanno preso in carico il rischio senza sapere dell’ultimo incidente possono adeguare la tariffa.

note

[1] Reg. Ivass N. 9 del 19.05.2015.

[2] Introdotto da un provvedimento recante modifiche al Regolamento Ivass n. 9 del 19 maggio 2015 e al Provvedimento Ivass n. 35 del 19 giugno 2015.

Autore immagine: Pixabay.com


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