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Affitto breve: è di tendenza e conviene

21 febbraio 2018


Affitto breve: è di tendenza e conviene

> Business Pubblicato il 21 febbraio 2018



Affittare un alloggio per brevi periodi di tempo attraverso la formula dell’affitto breve è più conveniente di quella dell’affitto tradizionale

Affittare la casa per periodi brevi di tempo per molti è diventata un’attività quasi professionale. Talvolta è un modo per alleggerire il carico di costi (anche fiscali) legati alla proprietà di un bene immobile, ma certamente l’affitto breve è una delle tendenze più diffuse del momento.

Infatti, sono proprio gli affitti brevi ad aver fatto da traino al mercato immobiliare nell’anno appena trascorso e si stima che la stessa tendenza sarà confermata anche nel 2018. Dietro il boom ci sono sicuramente internet ed il web che agevolano l’incontro tra domanda e offerta in una maniera del tutto impensabile fino a qualche anno fa. Gli esperti del settore sostengono si tratti di un trend destinato a crescere non solo perché promosso sempre più spesso dagli agenti immobiliari ma anche perché i proprietari trovano sempre più conveniente la via dell’affitto breve piuttosto che quella dell’affitto tradizionale.

Affitto breve: conviene?

Per capire se l’affitto breve convenga rispetto al tradizionale, è sufficiente fare un confronto con quest’ultimo. Secondo alcune stime, infatti, la messa a reddito di un appartamento in un grande centro abitato con il sistema della locazione tradizionale può rendere in media il 4,6% lordoQuesto vuol dire che su un valore dell’immobile di 150mila euro l’affitto può portare a guadagni pari a circa 6.900 euro annui.

Invece, le potenzialità dell’affitto breve sono molto più alte. Ad esempio per una casa in centro a Roma o a Milano i prezzi di permanenza giornalieri possono oscillare dagli 80 ai 200 euro a giornata, a Firenze il costo medio è attorno a 110 euro, 100 euro a Napoli, 85 euro circa a Torino ecc.

Dall’affitto breve, mediamente, si può ottenere una rendita media annua di 13 mila euro. Ad esempio un alloggio di medie dimensioni in zona semicentrale di Milano può rendere – al netto di imposte e spese – dai 6.400 ai 10mila euro all’anno a fronte di circa 8500 euro derivanti da un affitto lungo.

Naturalmente le condizioni di affitto sono particolarmente dipendenti in questi casi dalla stagionalità, dallo stato dell’appartamento, dal livello di servizi nel territorio e naturalmente dalla capacità dei proprietari di promuovere l’immobile.

Affitto breve: le città turistiche

Come anticipato, in alcune città importanti e turistiche come Roma, Milano, Torino, Firenze o Napoli il fenomeno dell’affitto breve sta diventando sempre più diffuso e popolare. Stesso fenomeno accade nelle piccole città affacciate sul mare o in montagna. Sono, infatti, molti i proprietari che nel periodo estivo o invernale, o durante le feste, decidono di affittare una o più stanze del proprio appartamento o una seconda casa. Ciò accade perché dal lato della domanda (ossia da parte dei turisti) vi è un’alta richiesta di alloggi alternativi ad hotel, alberghi e pensioni, dal lato dell’offerta, invece, perché può essere un modo per arrotondare lo stipendio o la pensione, o comunque un modo per sostenere spese che gravano sull’immobile come l’Imu, la Tasi, la Tari.

Affitto breve: le regole  

Qualunque forma di affitto, anche se breve, deve essere regolata per legge con almeno la registrazione dell’ospite pagante. Il contratto non deve invece essere registrato se non si superano i 30 giorni di permanenza. Ecco dunque che per visite di pochi giorni si risparmia l’imposta di bollo. Se tra le stesse parti sono stati stipulati più contratti di locazione turistica per diversi periodi, ciascuno dei quali anche inferiore ai trenta giorni, la cui durata complessiva sia però superiore ai trenta giorni nell’arco dell’anno solare, sussiste obbligo di registrazione.

Se il soggiorno supera i 30 giorni, si rientra nella formula dell’affitto breve non turistico ed il locatore,  entro quarantotto ore dalla consegna dell’immobile, deve provvedere ad effettuare la relativa denuncia presso l’autorità locale di pubblica sicurezza o presso il sindaco. Tale denuncia deve essere sempre effettuata, indipendentemente dalla durata della locazione, quando l’affitto è predisposto in favore di cittadini extra UE o apolidi.

Per gli affitti brevi, come per gli affitti tradizionali, è permessa la richiesta di opzione per la cedolare secca, in questi casi tuttavia l’aliquota applicabile è del 21% sull’intero importo del canone, restando l’aliquota agevolata del 10% riservata agli affitti a canone concordato.

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Autore immagine: Pixabay.com

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