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Animali in vacanza: si possono portare i cani in spiaggia?


Animali in vacanza: si possono portare i cani in spiaggia?

> Business Pubblicato il 25 aprile 2018



Animali e spiagge: tutto quello che c’è da sapere sulla presenza dei cani in spiaggia. Regole, divieti e sanzioni

Portare i cani in spiaggia è possibile a meno che non venga espressamente vietato da un’ordinanza comunale. Portare il cane in spiaggia, in sostanza e salvo che non sia espressamente vietato, è sempre consentito.  Tuttavia a molti sarà capitato di portare i propri cani in spiaggia e suscitare numerose proteste da parte di quei bagnanti non molto favorevoli all’idea di dividere gli spazi con i cari 4 zampe. Ecco perché è bene conoscere come stanno le cose in proposito e cosa dice la legge sul punto.

Con riferimento ai numerosi divieti che esistono sulle spiagge, distinguiamo tra quelli inerenti proprio lo stare sulla spiaggia e quelli riguardanti il bagno a mare. Vediamo i dettagli.

Cani in spiaggia: cosa dice la legge?

Ancora oggi non esiste una legge nazionale che regoli  l’accesso degli animali sul demanio marittimo. In mancanza di espresso divieto comunale e/o della locale capitaneria vale la regola generale dei luoghi pubblici: guinzaglio e o museruola ove prescritto. Dunque bisogna fare riferimento alle leggi o alle ordinanze regionali perché esse danno facoltà alle Amministrazioni comunali o alla Capitaneria di Porto di regolare in autonomia quali siano le zone, e le modalità, con cui gli animali posso accedere alle spiagge. All’interno di ciascuna Regione, dunque, ogni singolo Comune può emanare un’ordinanza che vieti l’ingresso dei cani sulle spiagge o il bagno in mare.

Tuttavia affinché questa ordinanza sia valida, sono necessari una serie di elementi formali, in assenza dei quali il segnale di divieto è nullo e la multa invalida. Questi elementi essenziali sono i seguenti :

  • il cartello di divieto deve contenere gli estremi dell’ordinanza emessa e la scadenza della stessa;
  • l’ordinanza deve essere firmata dal sindaco, da un assessore delegato o da altra figura competente;
  • essa deve contenere le motivazioni che hanno indotto il comune a vietare la spiaggia ai cani e deve prevedere una scadenza;
  • inoltre deve essere stata pubblicata all’albo pretorio del comune e se ne deve poter trovare nell’albo on line, sul sito di ciascun comune.

Con riguardo ai requisiti di merito, poi, l’ordinanza per poter vietare l’ingresso ai bagnanti che hanno con sé il proprio cane deve essere congruamente motivata. Sul punto anche  il Tar Lazio con una sentenza [1] ha stabilito che il Comune non può emettere un’ordinanza in cui vieta l’accesso alle spiagge libere ai cittadini accompagnati dai loro inseparabili cani in assenza di una motivazione. Solo una congrua motivazione che giustifichi tale scelta da parte della pubblica amministrazione, potrebbe legittimare un’ordinanza restrittiva e dovrebbe anche specificare quali cautele di comportamento siano necessarie per la tutela dell’igiene delle spiagge o l’incolumità dei bagnanti. La scelta di vietare l’ingresso agli animali sulle spiagge destinate alla libera balneazione, non deve risultare irragionevole e illogica, né irrazionale e sproporzionata.

In Toscana la legge che regola la presenza dei cani nelle spiagge è in realtà quella che regola più in generale l’accesso ai giardini, ai parchi e alle aree pubbliche [2]: l’accesso ai cani è consentito a patto che non ci sia un cartello che lo vieta e comunque con guinzaglio e museruola.

Spiagge private e lidi

Discorso diverso deve farsi per le spiagge private dove vale l’obbligo e il divieto di permanenza di animali. Le spiagge private e gli stabilimenti balneari possono decidere di accogliere gli animali ma devono seguire una serie di prescrizioni:

  • la zona dedicata agli animali deve essere recintata e attrezzata dove l’animale possa bere, essere lavato e deve avere un apposito percorso per essere raggiunta;
  • i proprietari di animali devono rilasciare una dichiarazione in cui affermano che l’animale è vaccinato e devono munirsi di libretto sanitario.

Comunque, anche tali aree hanno deroghe, almeno nella zona di battigia, sulla quale – indipendentemente dai concessionari – operano le ordinanze comunali e della Capitaneria. Infatti, ai bagnanti è sempre concesso transitare e sostare sulla battigia delle aree in concessione, pur senza pagare e senza subire pregiudizi di sorta. Il mare resta, comunque, zona off limits per gli animali: in nessun caso, infatti, è loro permesso entrare in mare. Si rischiano multe di 200 euro, per i proprietari,  e per i bagnini la multa va da mille a 3mila euro.

Divieto di accesso agli animali: perchè scatta e come comportarsi?

Il divieto – ove presente – nasce per una questione igienica:  gli animali espletano i loro bisogni in spiaggia, luogo in cui i bambini giocano, scavano buche e girano scalzi. Per questo motivo tante volte si incontra l’ostilità degli altri bagnanti quando si  porta il proprio cane a prendere la tintarella sulla spiaggia.

Come devono comportarsi i proprietari degli animali in spiaggia? In primo luogo e prima di ogni altro divieto è certamente il buonsenso a dover guidare i comportamenti dei proprietari dei cani. Poi, per evitare multe, è sempre bene che controllino che la spiaggia consenta l’accesso agli animali, senza fidarsi di consuetudini e passaparola.

note

[1] Tar Lazio sent. n. 9302 del 10.07.2015.

[2] L.R. n. 59/2009.

Autore immagine: Pixabay.com

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2 Commenti

  1. Un uff. Del corpo forestale mi ah appena detto che un ordinanza della capitaneria di porto, vieta l’accesso a tutti gli animali cani compresi. Chi ah ragione?

  2. Sul litorale molisano è vietato portare i cani sulle spiagge per un ordinanza regionale… Come può essere possibile una cosa del genere…. Ovviamente termoli e tutte le spiagge molisane non sono a misura di cane!!!!!!

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