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Visita fiscale e certificati medici: da aprile cambia tutto

22 Marzo 2018
Visita fiscale e certificati medici: da aprile cambia tutto

Visita fiscale 2018: i certificati medici diventano digitali per tutelare la privacy dei dipendenti in malattia. Ecco cosa cambia

In materia di visite fiscali sono state molte le novità introdotte nel 2018 (per tutti gli approfondimenti, leggi: Visite fiscali: cosa cambia nel 2018?). Ma non è finita qui. Si prevedono, con molta probabilità già a partire da aprile, ulteriori novità e cambiamenti. In particolare, molto presto i certificati medici diventeranno completamente digitali. Per intenderci: il verbale della visita non sarà più cartaceo, ma esclusivamente digitale e potrà essere visionato dal dipendente sul sito dell’Inps. A breve, dunque, le visite fiscali saranno completamente digitalizzate. Per quale motivo? Al fine di tutelare maggiormente la privacy del dipendente in malattia, il quale ha tutto il diritto di veder tutelato e non divulgato il proprio stato di salute. Ma procediamo con ordine. Vediamo allora quali sono le novità in tema di visita fiscale, in cosa consisterà l’ulteriore processo di digitalizzazione dei certificati medici e quali saranno le nuove modalità per la visita fiscale.

Visite fiscali e certificati digitali: una questione di privacy

Come anticipato, i cambiamenti in materia di visita fiscale e certificati medici saranno presto operativi al fine di tutelare maggiormente la privacy dei dipendenti. A sottolineare tale esigenza è stata proprio la Corte di Cassazione con una recentissima sentenza [1]. Nel caso all’esame della Suprema Corte veniva in rilievo la vicenda di un dipendente che aveva presentato ricorso contro un medico dell’Inps per il risarcimento del danno morale patito. In particolare, il medico lo aveva visitato e, secondo quanto riferito dal ricorrente, avrebbe annotato nel verbale di visita, poi consegnato al datore di lavoro, la prenotazione per un accertamento clinico dallo psichiatra. Il certificato del medico Inps, dunque, riportava l’indicazione delle visite psichiatriche alle quali il dipendente in malattia doveva sottoporsi. Annotazione, poi, passata al datore di lavoro e da quest’ultimo divulgata determinando scherno e pregiudizi da parte di colleghi. Evidente, dunque, la lesione della privacy del dipendente in malattia.

Orbene, nel caso di specie la Suprema Corte non ha accolto il ricorso del dipendente, atteso che il comportamento deplorevole era stato posto in essere dal datore di lavoro e non dal medico dell’Asl. Tuttavia, l’occasione è servita  per ribadire l’esigenza di tutelare la privacy dei lavoratori in malattia anche mediante una modifica della procedura in modo da evitare situazioni spiacevoli e delicate come quella appena descritta. Vediamo allora come cambieranno le cose in materia di certificati medici e visite fiscali.

Visite fiscali e certificati digitali: cosa cambierà

In caso di assenza dal lavoro per malattia il dipendente ha l’obbligo di comunicarlo tempestivamente al datore di lavoro. Entro due giorni dal verificarsi della malattia, poi, il lavoratore deve recarsi dal proprio medico curante che, verificata la sussistenza della malattia, deve inviare telematicamente il certificato all’Inps contenente l’attestazione medica (in sostanza il documento deve indicare di quale patologia si tratta e per quanti giorni il lavoratore dovrà assentarsi) e l’indirizzo al quale il lavoratore si rende disponibile per la visita fiscale.

Secondo le norme vigenti per potersi legittimamente assentare il dipendente deve prima di tutto dare comunicazione al datore di lavoro del proprio stato di malattia. Il lavoratore dovrà, poi,  recarsi dal proprio medico curante che dovrà verificare e certificare clinicamente la sussistenza della malattia.

Detta certificazione deve attestare lo stato di salute del dipendente sulla base di sintomi clinicamente non obiettivabili: il documento, in sostanza, deve indicare con precisione di quale patologia si tratta e per quanti giorni il lavoratore dovrà assentarsi.

Già dal 2012, dunque, la procedura cartacea è stata sostituita dal verbale telematico. Oggi, in pratica, il medico fiscale riceve le visite fiscali da fare a domicilio sul netbook fornito dall’Inps e, dopo l’esame, stampa una copia completa del verbale sottoscritto da lui e dal lavoratore. Un’altra copia viene consegnata al lavoratore. Ora questa procedura cambierà ancora: il netbook, infatti,  sarà sostituito da un tablet con firma digitale. Di conseguenza, il verbale non sarà più stampato, ma il lavoratore in malattia potrà visualizzarlo online sul sito dell’Inps.

Visite fiscali: diventa tutto digitale

Proprio in questi giorni, l’Inps ha deciso di dotare i propri medici legali, che si occupano delle visite fiscali, di un tablet con firma digitale che andrà a sostituire il vecchio netbook o la cartellina medica. Già dai prossimi mesi, quindi, il verbale della visita non sarà più cartaceo, ma esclusivamente digitale e potrà essere visionato dal dipendente sul sito dell’Inps. Al paziente sarà comunque data una ricevuta per la visita effettuata, nella quale si potranno leggere solo i dati anagrafici, la prognosi e l’indicazione dell’esito, positivo o negativo e i giorni effettivi di malattia che il dottore ha concesso. Stessa ricevuta verrà data al datore di lavoro, ma  non ci sarà scritta né la diagnosi, né che tipo di terapia è stata consigliata, né se ci sono o meno ulteriori accertamenti clinici da fare.


note

[1] Cass. sent. n. 12367 del 31.01.2018.


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