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Testamento olografo: cos’è e come si scrive

2 Maggio 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 2 Maggio 2018



Testamento senza notaio: cos’è il testamento olografo, come si scrive e quali sono i requisiti di forma onde evitare che possa essere impugnato o considerato inefficace, nullo o annullabile

La presenza di un notaio non è indispensabile per fare testamento. Il testamento, infatti, oltre che redatto da un notaio (il cosiddetto testamento pubblico), può anche essere scritto dal testatore ed in questo caso prende il nome di testamento olografo. Il termine “olografo” deriva dal greco: “olos” = tutto e “grafo” = scritto. Come suggerisce il termine stesso, dunque, il testamento olografo è il testamento interamente scritto di pugno dal testatore [1]. Il testamento olografo è, quindi, la forma più semplice, pratica ed economica per esprimere le proprie volontà, poiché non richiede né la presenza del notaio, né quella dei testimoni. Non a caso, si tratta della forma di testamento più diffusa. La legge, tuttavia, impone che ogni testamento debba rispettare un certo rigore formale. Il formalismo è previsto a tutela del testatore: il testamento, infatti, produrrà i suoi effetti dopo la morte del de cuius, ed è quindi importante che dal documento si possano desumere le reali volontà del testatore. Il rispetto di determinati requisiti di forma, inoltre, serve ad assicurare una certa serietà e ponderatezza per chi lo redige, e insieme offre maggiore precisione e sicurezza a chi lo deve applicare, evitando alcune delle possibili controversie in materia di prova. Ciò posto, vediamo come si scrive il testamento olografo e quali sono i requisiti di forma onde evitare che lo stesso possa essere impugnato o considerato inefficace, nullo o annullabile.

Testamento olografo: pro e contro

Prima di vedere come si scrive un testamento olografo, cerchiamo di comprendere quali sono i pro e i contro di questa forma testamentaria. Ebbene, i vantaggi del testamento olografo sono: comodità, gratuità e segretezza. In particolare, rimane segreto sia il contenuto, sia il fatto stesso del compimento dell’atto, il che costituisce una garanzia contro gli “influssi” esterni.  Gli svantaggi, invece, sono dati dal pericolo di soppressioni, alterazioni o smarrimento. È, inoltre, meno sicura l’autenticità stessa del testamento olografo e spesso si possono avere difficoltà interpretative maggiori rispetto a quando il testamento viene redatto da un tecnico del diritto (notaio).  Nulla vieta, tuttavia, che il testatore ne faccia deposito presso un notaio, se vuole sottrarre il testamento olografo al pericolo di distruzioni o alterazioni. Il testamento olografo non perde, per ciò solo, il suo carattere di atto privato e può in ogni momento essere ritirato dalle mani del notaio presso il quale si trova [2]. Ciò posto, anche chi decide di scrivere un testamento di proprio pugno può poi consegnarlo ad un notaio ai fini di custodia, per poi ritirarlo in qualsiasi momento.

Testamento olografo: come funziona?

Come anticipato, per scrivere il testamento olografo non serve il notaio. Questa tipologia di testamento, infatti, è scritta interamente dal testatore. Attenzione, però, perché sono richiesti specifici requisiti; in particolare, il testamento olografo:

  • deve essere scritto integralmente a mano del testatore. Ne consegue che non è valido il testamento scritto a macchina o al computer o tramite stampa o scritto da un altro soggetto e poi firmato dal testatore;
  • deve riportare l’indicazione del giornomese anno della sottoscrizione;
  • deve essere firmato dal testatore;
  • deve indicare gli eredi senza margini di incertezza.

In estrema sintesi, dunque, per la redazione di un testamento olografo è sufficiente che il testatore abbia carta e penna, apponga la data e ricordi di firmare il documento.

In ordine al contenuto del testamento olografo, bisogna rammentare che la legge consente al testatore di disporre solo di una parte dei propri beni, mentre una quota deve essere sempre riservata ai parenti legittimari. Il testamento olografo può essere in ogni momento revocato strappandolo e sostituendolo con un altro, oppure scrivendone un altro di data successiva che, automaticamente, va a sostituire il precedente, anche se non se ne fa espressa menzione.

Testamento olografo: come si scrive

Come detto, chiunque può scrivere il proprio testamento. Tuttavia, per esprimere e scrivere validamente le proprie ultime volontà è necessario rispettare alcune regole, altrimenti l’atto è invalido. I requisiti del testamento olografo sono la scrittura, la data e la sottoscrizione, tutte “di mano del testatore”. Il testatore, in altre parole, deve scrivere di proprio pugno. Ciò posto, il testamento non vale se scritto a macchina, al computer o con carattere stampatello. Ciò in quanto l’autografia è richiesta anche per stabilire l’autenticità del documento. L’intervento, sia pure parziale, della scrittura di un terzo è causa di invalidità dell’intero atto.

Si può guidare la mano di chi scrive il testamento?

Alla luce di quanto sopra, ci si domanda: si può guidare la mano di chi scrive il testamento? Immaginiamo il caso di una persona molto anziana, che decida di mettere per iscritto le sue ultima volontà quando è ormai troppo avanti negli anni, tanto che non riesce a scrivere di proprio pugno necessitando del supporto di una terza persona. In questi casi si può sostenere o in qualche modo guidare la mano del testatore?

La risposta è no, e sul punto la giurisprudenza è piuttosto unanime [3]. Il testamento è nullo se il soggetto che lo ha scritto non era in grado di sostenere la penna e, per redigere le sue ultime volontà, si è fatto guidare da un parente che gli ha sostenuto e guidato la mano.

Testamento olografo: scrittura, data e firma

Il testamento olografo può essere scritto in qualsiasi lingua, con qualunque mezzo (inchiostro, carbone, gesso) e su qualunque supporto che si presti a ricevere una scrittura. Se, come nella stragrande maggioranza dei casi, si scrive su carta, non è necessario che sia bollata.

La data è sempre necessaria; non è indispensabile, invece, l’indicazione del luogo. La data deve contenere l’indicazione di giorno, mese e anno. Questi dati possono risultare anche da indicazioni equipollenti (ad esempio: Natale 2017, in luogo di 25.12.2017). Attenzione: la data deve sempre essere autografa. Ed infatti, è annullabile il testamento con la data scritta a macchina o con datario.

Come per tutte le scritture private, anche per il testamento olografo è sempre necessaria la firma. La sottoscrizione, infatti, suggella una dichiarazione seria e definitiva e facilita, inoltre, la prova della paternità dell’atto. Nel testamento olografo la firma va apposta a seguito delle dichiarazioni; nel caso in cui si vi siano delle aggiunte è necessario apporre la firma anche in calce alle stesse. Se infatti, le dichiarazioni aggiuntive non risultano sottoscritte, le stesse non valgono come disposizioni testamentarie.

Ciò detto, è importante sottolineare che se manca l’autografia (cioè la scrittura di proprio pugno) o la sottoscrizione il testamento è nullo; se, invece, manca la data, il testamento è annullabile.

Quanto alla firma, invece, è da dire che uno dei maggiori problemi del testamento olografo è che non garantisce l’autenticità della firma del testatore. Essa, infatti, potrebbe anche essere stata falsificata da un altro soggetto (in tal caso l’atto sarebbe nullo). Spesso, infatti, gli eredi che vogliono contestare il contenuto del testamento sono soliti contestarne la firma. Questo problema ovviamente non si pone col testamento redatto dal notaio: il notaio, infatti, ha proprio la funzione di certificare l’identità personale di chi gli si presenta per redigere il testamento. Le eventuali contestazioni in ordine all’autenticità della firma possono essere lamentate dinanzi al giudice attraverso l’instaurazione di un giudizio nel corso del quale una perizia calligrafica (attraverso il raffronto con gli altri atti sottoscritti dal defunto nel corso della sua vita), determinerà l’autenticità o la falsità della firma del defunto apposta sul testamento. Ovviamente il testamento olografo deve essere custodito dal testatore o da persona di sua fiducia in un luogo sicuro.

note

[1] Art 602 e ss. Cod. Civ.

[2] Art 608 Cod. Civ

[3] Cfr. ex multibus, Cass. ord. n. 5505 del 6.03.2017.

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