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Statali: quali somme nel cedolino di maggio?

4 maggio 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 4 maggio 2018



Molti statali sono ancora in attesa di ricevere il cedolino contenente gli arretrati per il trienno trascorso e per conoscere nel dettaglio l’importo dell’aumento in busta paga

Sarà il cedolino di maggio a contenere gli arretrati e gli aumenti per i dipendenti statali che ancora non li hanno ricevuti? L’interrogativo è legittimo atteso che il rinnovo del contratto è intervenuto ormai da mesi mentre non si vedono ancora gli effetti economici sperati.

Da quanto riferito dal portale NoiPa (che gestisce le retribuzioni nel pubblico impiego), dovrebbe essere la volta di Forze Armate e di Polizia e del personale del comparto Istruzione e Ricerca per i quali il rinnovo di contratto è arrivato nel mese di febbraio ma non ha ancora portato gli effetti preannunciati.

Ad oggi gli unici ad aver ricevuto quanto previsto dal rinnovo sono i circa 250mila dipendenti statali delle funzioni centrali. Si tratta di somme comprese tra i 370 e i 712 euro secondo quanto stabilito dall’accordo sottoscritto alla fine del 2017.

Statali: Forze armate e di Polizia

Ancora lontani sembrano gli aumenti per forze armate e di polizia atteso che i 4 Dpr firmati dal presidente della Repubblica e registrati dalla Corte dei Conti non sono stati ancora pubblicati in Gazzetta Ufficiale. Ne consegue che per il personale indicato il rinnovo del contratto non è ancora definitivo e, pertanto, per vedere i benefici in busta paga ci sarà ancora da attendere.

Come riportato dal sito NoiPa, dunque, è altamente probabile che il personale di forze armate, di polizia e vigili del fuoco non si vedrà corrispondere alcun aumento nella busta paga di maggio, né a titolo di arretrati né di aumento stipendiale in busta paga.

Statali: comparto scuola

Per quanto riguarda il personale impiegato nel comparto Scuola, il rinnovo del contratto è stato firmato ma non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Da ciò deriva che anche per il personale della scuola e dell’università, molto probabilmente non ci sarà abbastanza tempo per l’accredito degli aumenti nella busta paga di maggio 2018.

L’unica speranza, allo stato, sembra essere almeno l’emissione di un cedolino ad hoc per il pagamento degli arretrati.

Statali: rinnovo del contratto

Il rinnovo del contratto, da un punto di vista economico, si traduce in una cifra che va dai 370 ai 712 euro e che è arrivata agli statali al momento interessati con un cedolino ad hoc, in forma separata dallo stipendio. Statali interessati al momento sono i lavoratori appartenenti alla P.A. centrale e quindi dipendenti dei Ministeri, delle Agenzie fiscali, degli Enti pubblici non economici ecc. Ora, si spera che per Forze Armate e di Polizia l’attesa non sia troppo lunga.

Il rinnovo del contratto per gli statali era atteso da quasi un decennio.  I dipendenti pubblici, infatti, per 8 anni non hanno avuto nessun adeguamento stipendiale rispetto all’aumento del costo della vita. Con il rinnovo del contratto si spera che le cose cambino, anche se già è chiaro che gli aumenti in questione non sono affatto adeguati rispetto all’effettivo aumento del costo della vita.

Statali: bonus per le retribuzioni più basse

Il nuovo accordo, dunque, prevede una forbice di aumenti sullo stipendio base che va dai 63 ai 117 euro mensili lordi. A questo aumento va aggiunto l’assegno per dieci mensilità tra i 21 e i 25 euro per le retribuzioni più basse, mentre alcune amministrazioni potranno erogare un bonus supplementare.

Statali: bonus arretrati 2016-2017

Gli arretrati per il biennio 2016-2017 sono di circa 435 euro lordi a dipendente. In media, considerando la quota fiscale e previdenziale da sottrarre, l’utile netto pro capite si aggira sui 204 euro netti per redditi medi sui 30 mila euro. La stessa cifra dovrebbe riguardare anche i docenti ed il personale Ata della scuola entro il mese di aprile e poi, successivamente tutti gli altri dipendenti della pubblica amministrazione, per un totale di tre milioni di statali. Quindi, oltre all’aumento medio di 85 euro lordi, ogni dipendente avrà diritto a tutti gli arretrati, che verranno corrisposti in un’unica soluzione e, dunque, “una tantum” (per l’appunto).

In realtà le somme corrisposte o da corrispondere agli statali sono di gran lunga inferiori a quelle che in concreto gli spetterebbero e risultano lontanissime dal reale aumento del costo della vita, parametro costituzionale da rispettare per verificare l’equità e la congruità degli aumenti. L’una tantum agli statali è calcolata secondo il tasso di inflazione programmata e non sulla base di quella certificata o reale, che è certamente maggiore. Pertanto i dipendenti statali avrebbero dovuto ottenere complessivamente degli arretrati di ben altra entità, certamente comprensivi anche delle ultime mensilità del 2015 e delle prime tre del 2018. Le prime del tutto sparite dall’accordo, le ultime assolutamente dimenticate ed escluse da ogni previsione.

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