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Bollette: legittimi i conguagli pluriennali?

31 maggio 2018


Bollette: legittimi i conguagli pluriennali?

> Business Pubblicato il 31 maggio 2018



Il termine di prescrizione delle bollette di luce, acqua e gas è stato abbassato a due anni, ma gli operatori continuano a chiedere conguagli oltre il biennio. Come difendersi?

Negli ultimi mesi abbiamo parlato spesso di bollette, soprattutto di quelle elettriche per via dei rincari “occulti” e delle bollette dei morosi a carico di tutti ( leggi Bollette dei furbetti a carico di tutti: ecco le risposte). Accanto alle cattive notizie, però, agli utenti ne è arrivata una positiva che riguarda i tempi di prescrizione delle bollette di luce acqua e gas, il cui pagamento non sarà dovuto trascorsi due anni. Lo avevamo già preannunciato in  Maxi bollette: pagamenti non più dovuti dopo soli 2 anni. La legge di bilancio 2018 ha infatti abbassato da 5 anni a 2 anni il termine entro il quale il gestore può esigere il pagamento da parte dell’utente e l’Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) ha dato seguito a quanto stabilito dall’ultima Legge di Bilancio con una propria delibera [1].

Tuttavia, non è raro che  consumatori e professionisti  si vedono ancora recapitare bollette di luceacqua gas di importi esorbitanti per conguagli risalenti a molti anni addietro. Ebbene, il pagamento di questi maxi-conguagli, a partire dal 1° ,marzo scorso, non è più dovuto una volta che sia trascorso il periodo di due anni. 

Le novità previste dalla citata delibera dell’Arera, avrebbero dovuto comportare che gli operatori di energia elettrica non possono più mandare fatture con conguagli relativi a periodi superiori ai due anni. E invece? Cosa accade nella realtà?

Bollette: i conguagli pluriennali

Nella realtà, purtroppo, accade che gli utenti non sanno di questa novità e i gestori ci provano, inviando bollette contenenti conguagli pluriennali, che vanno dunque ben oltre il biennio. In realtà la norma contenuta in legge di bilancio nasce dall’esigenza di porre un freno al fenomeno delle cosiddette maxi-bollette. Infatti, ogni anno in Italia vengono emesse 500 milioni di fatture in ordine ai consumi di luce, acqua e gas. Tra queste, ci sono anche i cosiddetti maxi-conguagli, vale a dire bollette che vengono recapitate ai cittadini con riferimento a consumi che, però, si riferiscono a molti anni prima. Grazie alle nuove norme questa prassi non è più legittima e, dunque, trascorsi due anni, i salatissimi conguagli sulle bollette non saranno più dovuti. Per questa ragione è bene che gli utenti siano attenti nel verificare le voci in bolletta.

L’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (Arera), preso atto della condotta dei gestori, gli ha inviato una nota in cui gli impone di informare il consumatore, insieme all’emissione della bolletta, del fatto che non si possono richiedere conguagli per consumi stimati che risalgono a più di due anni indietro. La comunicazione da parte dell’operatore deve avvenire almeno 10 giorni prima della scadenza dei termini di pagamento. Ciò vuol dire che a partire dalla prossima bolletta, gli utenti troveranno questo messaggio stampato in grassetto: A partire dal 1 marzo 2018, qualora Ella riceva una fattura contenente importi per consumi riferiti a periodi trascorsi da almeno due anni, può contestarli e non pagarli, in applicazione della Legge di Bilancio 2018 (Legge n. 205/17).  Il Suo venditore ha l’obbligo, contestualmente a tale fattura e comunque almeno 10 giorni prima della scadenza del pagamento, di informarLa per agevolarLa nell’esercizio di questa facoltà. Per ulteriori informazioni chiami il numero verde dello Sportello dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) 800 166 654.

Bollette: non dovuti i conguagli oltre il biennio 

La prescrizione dei maxi-conguagli, che prima era di 5 anni, ad oggi è stata ridotta a 2 anni, con il risultato che gli operatori di energia elettrica non possono più mandarci fatture con conguagli relativi a periodi superiori ai due anni. Questa previsione è finalizzata alla realizzazione di un meccanismo di emissione delle bollette (quasi) in tempo reale e comunque più rispettoso dei diritti degli utenti. Il più delle volte, infatti, il salatissimo conguaglio è dovuto all’inadempimento del fornitore o del distributore, che ha omesso di effettuare le letture periodiche del contatore oppure non ha emesso bollette periodiche. Un disservizio che persiste anche per anni e che comporta pesanti conseguenze per gli utenti, che si ritrovano a dover pagare, in un colpo solo, bollette così elevate da non potervi far fronte. Eppure la legge è chiara: la società che emette le bollette mensili sulla base dei consumi stimati deve provvedere almeno una volta all’anno a fare la lettura del contatore. Ciò spesso non avviene ed i risultati sono quelli sopra descritti.

Prescrizione bollette e conguagli 

Sulla scorta delle nuove disposizioni, la prescrizione delle bollette seguirà due diversi canali:

  • le bollette mensili, bimestrali o trimestrali cadranno in prescrizione dopo 5 anni come è sempre stato;
  • le bollette emesse, invece, per effettuare i conguagli cadranno in prescrizione dopo soli 2 anni. Un termine ridotto a meno della metà. Questo significa che se la società della luce, dell’acqua e del gas emetterà il conguaglio dopo 24 mesi dall’anno cui esso si riferisce, il pagamento non sarà più dovuto.

Prescrizione maxi bollette: cosa cambia

Il pagamento delle bollette non richiesto dalla società per almeno 5 anni va in prescrizione e, quindi, non è più dovuto. Se viene emessa la bolletta e l’utente non riceve solleciti per almeno 5 anni, il debito cade ugualmente in prescrizione. Come detto, ciò valeva anche per i conguagli. Con la riforma, invece, i conguagli cadono in prescrizione dopo soli 2 anni. In quest’ultimo caso, inoltre, il termine di prescrizione di 2 anni non inizia a decorrere dall’invio della fattura del conguaglio (diversamente, la società erogatrice potrebbe spostare la prescrizione a proprio piacimento) ma da quando tale fattura doveva essere emessa.

La nuova legge, infatti, chiarisce che l’emissione di conguagli riferiti a periodi maggiori di due anni costituisce pratica commerciale contraria ai principio di buona fede, correttezza e lealtà. La conseguenza, dunque, è che in questi casi la bolletta non va pagata. Ciò in quanto, molto spesso, i conguagli ricevuti dagli utenti non sono altro che il frutto di anni di addebiti dovuti a conteggi di consumi meramente stimati, ma non effettivi. Ciò accade con particolare frequenza perché le aziende erogatrici di tali servizi non tengono conto delle periodiche letture dei contatori, oppure in seguito a errori di valutazione o, comunque, a causa di fatturazioni incongrue, certamente non imputabili agli utenti. Molti consumatori, non avendo gli strumenti idonei per difendersi e far valere i propri diritti o, più semplicemente, per non dover entrare nel complesso e oneroso meccanismo per l’accertamento della verità per via amministrativa o giudiziaria, rischiano di trovarsi di fatto costretti a pagare somme ingenti, anche di alcune migliaia di euro, per evitare il distacco dell’utenza domestica.

A beneficiare di queste nuove disposizioni non saranno solo le famiglie ed i “comuni” consumatori, ma anche i professionisti e le microimprese, che rappresentano – nel nostro Paese  – il 97% delle imprese. 

Maxi conguagli: rimborso entro tre mesi

Le novità non sono finite: la legge di bilancio, infatti, garantisce all’utente il diritto di ottenere, entro tre mesi, il rimborso dei pagamenti effettuati a titolo di indebito conguaglio. Si tratta di una notizia sicuramente positiva per oltre 10 milioni di italiani che negli ultimi anni sono stati destinatari di maxi conguagli salatissimi. Tali disposizioni però non si applicheranno qualora la mancata o erronea rilevazione dei dati al consumo non sia ascrivibile all’operatore, ma alla responsabilità dell’utente che, ad esempio, non abbia  consentito di effettuare le letture o non le abbia effettuate egli stesso.

Entro il 2019 sarà incentivata l’autolettura

Proprio per questi motivi, l’Autorità del gas e dell’energia elettrica dovrà definire misure finalizzate a incentivare l’autolettura, senza oneri a carico dell’utente. Entro il 1° gennaio 2019 si dovrà, quindi, procedere ad un’evoluzione anche dal punto di vista del rapporto tra i cittadini e il sistema informativo integrato gestito dall’acquirente.

note

 [1] Arera, delibera 97/2018/R/Com del 23.02.2018.

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