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Condizionatore rumoroso: cosa fare e come difendersi

10 giugno 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 10 giugno 2018



Installazione e uso del condizionatore: vediamo quali sono le tutele da rispettare e cosa fare per non violare le regole all’interno di un condominio. Vediamo inoltre come comportarsi nel caso di rumore molesto o di alterazione del decoro architettonico del palazzo a causa dell’installazione di un condizionatore

L’estate ormai è alle porte ed il caldo accompagna le nostre giornate, rendendo più faticoso compiere qualsiasi tipo di attività.  A complicare il tutto è l’umidità – la nostra più grande nemica – che soprattutto in città rende faticoso anche respirare. Un rimedio per alleviare il caldo rovente c’è e si chiama condizionatore.

Sul punto, abbiamo già parlato dei bonus e delle agevolazioni fiscali previste per l’istallazione di un condizionatore in casa. Leggi in proposito: Bonus condizionatori 2018: cos’è e come funziona.

L’installazione e l’utilizzo del condizionatore, tuttavia, implica delle cautele da tenere bene a mente, soprattutto quando ciò avviene all’interno di un condominio, dove i rumori causati dall’apparecchio potrebbero arrecare disturbo alla quiete o, ancora, ledere la facciata e l’armonia architettonica del palazzo. Per questi motivi, è molto importante sapere a cosa fare attenzione quando si vuole installare un condizionatore, cosa fare nel caso in cui il condizionatore generi un rumore fastidioso durante il suo funzionamento ed, inoltre, come comportarsi e come difendersi nel caso in cui tutto ciò sia addebitabile al comportamento superficiale di un inquilino.

Vediamo allora cosa fare e come difendersi in caso di condizionatore rumoroso; scopriamo insieme cosa prevede la legge sia con riferimento all’installazione e all’uso di un condizionatore, che al fine di prevenire liti condominiali o difendersi nell’ambito delle stesse. Vediamo, inoltre, quando il rumore prodotto dall’apparecchio risulta molesto e cosa fare per evitarlo. Non per altro: il condizionatore è nato per alleviarci dalle temperature bollenti e per consentirci di dormire più serenamente, non per costringerci all’uso di tappi per le orecchie!

Installazione condizionatore: quali cautele

Per installare il condizionatore ci si deve avvalere – a meno che non si abbiano proprie competenze e capacità specifiche – dell’aiuto di un professionista che, proprio grazie al lavoro svolto, conosce già (o almeno dovrebbe) le regole da osservare e rispettare nella fase di montaggio del condizionatore. Ciò, in particolar modo, quando l’installazione avviene in un condominio.

In un contesto condominiale, infatti, le premure devono aumentare, poiché entrano in gioco fattori legati:

  • al decoro della facciata dell’immobile;
  • alla vicinanza con altri appartamenti;
  • al rischio di rumori del condizionatore che potrebbero arrecare fastidi non trascurabili.

Di tutto ciò, è vero, dovrebbe occuparsi l’idraulico, il muratore, l’elettricista o chicchesia incaricato di installare il condizionatore ma, seppur ci si fidi ciecamente, e senza voler scoraggiare i lettori sulla buona riuscita della installazione, è bene che si presti ugualmente la giusta attenzione, al fine di salvaguardare ulteriormente se stessi, la propria famiglia e i condomini presenti nello stabile. Se non altro per evitare anche beghe successive che potrebbero creare un malcontento generale, nonché soldi se si finisce in causa.

Condizionatore: quali tutele in fase di montaggio

Chi si appresta a far eseguire il montaggio del condizionatore, deve prestare attenzione a:

  • che gli operatori dispongano di dispositivi di protezione individuale, essenziali soprattutto negli interventi da eseguirsi in modo sicuro sulla facciata, ad esempio quando il motore deve essere installato all’esterno dell’appartamento;
  • che l’impianto sia a norma, al fine di garantire una sicurezza a livello elettrico;
  • che il tubo di scarico non venga inserito nel pluviale condominiale. In merito, giova ricordare che il fine ultimo della tubatura è quello di consentire lo smaltimento dell’acqua piovana. Pertanto, l’inserimento del tubo di scarico nel pluviale condominiale ne rappresenterebbe un’alterazione illegittima;
  • che l’assemblea condominiale sia stata avvisata mediante l’amministratore, anche se non sono necessarie autorizzazioni di alcun genere;
  • che il rumore prodotto durante lo svolgimento dei lavori non superi quello consentito della normale tollerabilità e che sia circoscritto agli orari previsti per legge, ovvero dalle 7.00 alle 14.00 e dalle 16,00 alle ore 22,00.

E’ importante osservare che sussistano tali condizioni poichè, in caso di inosservanza, sarà chiamato a risponderne direttamente il proprietario dell’appartamento.

Condizionatore: quando il rumore è molesto?

Le immissioni di rumore che la legge vieta nel nostro ordinamento sono quelle che superano la “normale tollerabilità”.  La tutela contro tali rumori è rinvenibile sia in sede civile [1], sia in sede penale [2] che  in ambito amministrativo.

Ciò, tuttavia, non vuol dire che non si possa ingenerare alcun tipo di rumore; l’importante è che vengano rispettati dei limiti. Ed infatti, secondo la legge [3], il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo, calore, scuotimento o rumore provenienti dal fondo del vicino, tranne nel caso in cui le stesse superino il limite della normale tollerabilità.

Ne consegue che, fino a determinate soglie considerate tollerabili, le immissioni, e nel caso specifico, i rumori si debbono sopportare. Qualora, invece, i rumori dovessero superare la normale tollerabilità è possibile ottenere sia la cessazione dell’attività rumorosa che il risarcimento dei danni, anche sotto il profilo del danno alla salute.

Rumori: cosa si intende per “normale tollerabilità”?

Il nostro legislatore non ha ben chiarito e definito cosa si deve intendere con tale concetto: tuttavia, ha indicato i parametri da prendere in considerazione per valutare quando il rumore sia da considerare intollerabile, vale a dire:

  • la condizione dei luoghi;
  • l’esigenza di contemperare il bisogno della produzione con le ragioni della proprietà.

Nello specifico, i rumori non devono superare la soglia di 3 decibel rispetto al rumore di fondo, nel caso di rumori che si producono nelle ore notturne e di 5 decibel quando il rumore è nelle ore diurne.

Per meglio comprendere quali sono i decibel dei rumori di fondo, si consideri che un fruscio di foglie o un silenzio notturno corrispondono a 20-35 Decibel. Un ambiente domestico di giorno si attesta solitamente sui 40 – 50 Decibel. Dai 60 Decibel in più il rumore all’interno dell’abitazione è fastidioso, corrispondendo a quello di una strada trafficata, al chiacchericcio di un ristorante affollato, ad una radio ad alto volume. Di notte pertanto riesce difficile dormire con un rumore superiore ai 50 decibel, mentre la casa diventa invivibile con rumori superiori ai 70 – 80 Decibel. La soglia del dolore inizia a circa 130 dB.

In ogni caso, la valutazione del superamento della normale tollerabilità è data dalla valutazione del caso concreto, si devono cioè contemperare le esigenze della produzione con le ragioni della proprietà, nonché la priorità dell’uso.

Tali osservazioni sono fatte proprie anche dai giudici, quando si trovano a definire una controversia avente ad oggetto l’accertamento delle immissioni sonore oltre alla normale tollerabilità.

Condizionatori: attenzione ai rumori molesti

In commercio ci sono molte tipologie di condizionatori, a prezzi che alle volte si presentano anche molto allettanti. Badate bene però: un condizionatore a prezzo economico non sempre è conveniente, in quanto potrebbe comportarvi problemi di altro genere, che potrebbero costarvi anche di più.

Per tali ragioni è molto importante investire bene e scegliere un condizionatore che soddisfi sia le vostre esigenze economiche, che quelle inerenti la qualità dello stesso.

Dunque, al momento dell’acquisto, è consigliabile accertarsi che il condizionatore produca immissioni che vadano al di sotto dei 30 decibel. I condizionatori in commercio oggi tendono a generare immissioni che non superano i 19 db.

Sarà maggiore la spesa ma, almeno, non vi renderete fonte di disturbo per gli altri condomini, sviando così liti e discussioni, guadagnandoci in salute, tempo e denaro.

Condizionatore e rumore molesto:  che fare?

Il motore, così come le vibrazioni prodotte dall’apparecchio, potrebbero generare rumori alquanto fastidiosi. Per questo è bene accertarsi che il proprio condizionatore non produca rumori molesti.

Se, invece, il rumore dovesse provenire dall’apparecchio dell’inquilino vicino è bene sapere che si può ricorrere alle vie legali, incardinando una causa dinanzi al giudice competente che, al fine di valutare e stimare l’intensità sonora, nominerà un perito e, accertato l’inquinamento sonoro, disporrà la cessazione del disturbo. In tali casi la legge riconosce anche il diritto al risarcimento dei danni cagionati alla salute dal rumore prodotto oltre la normale tollerabilità.

Condizionatore molesto: quando non fare causa

Prima di incardinare una causa, tuttavia, è opportuno accertarsi, in tutta obiettività, che il rumore sia realmente molesto. In altre parole, l’apparecchio deve produrre un rumore veramente insopportabile, atto a disturbare il sonno o meglio la quieta giornaliera.

La legge, infatti, prevede che il rumore non deve essere usato come pretesto per affrontare questioni che in realtà sono personali, dunque deve realmente sussistere il fatto e non essere privo di fondamento. Non a caso si potrebbe rischiare di essere condannati e per lite temeraria [4].

Condizionatori e decoro architettonico

Altro aspetto di fondamentale importanza, quando si parla di installazione di un condizionatore in un condominio, è quello di preservare in ogni modo possibile il decoro del fabbricato.

Per decoro si intende l’estetica del palazzo, indipendentemente dal fatto che abbia o meno pregio artistico. La facciata di un palazzo, infatti, è qualificata giuridicamente un bene comune che implica molte attenzioni nell’installazione di un impianto.

Per questo si consiglia sempre di installare una qualsivoglia unità esterna su di un balcone o su un muro che affacci sulla chiostrina interna del palazzo. Si rileva che, in caso contrario, a rispondere di eventuali alterazioni e/o danni cagionati al fabbricato ed al decoro sarà proprio il proprietario dell’appartamento, che sarà tenuto non solo a rimuovere l’impianto, ma anche a ripristinare lo stato dello stabile a proprie spese.

note

[1] Artt. 844 e 2013 Cod. Civ.

[2] Art. 659 Cod. Pen.

[3] Art. 844 Cod. Civ.

[4] Art. 96 Cod. Proc. Civ.

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