Business | Articoli

Assegni al nucleo familiare: come richiedere gli arretrati

15 giugno 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 15 giugno 2018



Vediamo cosa sono, come funzionano e chi può richiedere gli assegni al nucleo familiare (Anf); cosa accade se non viene presentata la richiesta entro il 30 giugno e come poter richiedere gli arretrati non percepiti, a chi inoltrare la richiesta ed il termine ultimo per farlo

Gli assegni al nucleo familiare (Anf) rappresentano un sostegno economico corrisposto dall’Inps in favore delle famiglie dei lavoratori dipendenti e dei pensionati da lavoro dipendente, i cui nuclei familiari siano composti da più persone e che abbiano redditi inferiori a quelli determinati ogni anno dalla legge. L’importo erogato è variabile, in quanto è stabilito dall’Inps in virtù del numero dei familiari conviventi a carico del lavoratore. L’assegno al nucleo familiare viene erogato su domanda del lavoratore o del pensionato. L’assegno al nucleo familiare, dunque, non è riconosciuto automaticamente e la relativa domanda deve essere presentata inderogabilmente entro il 30 giugno di ogni anno. Nel caso in cui la domanda non viene presentata entro il predetto termine, il pagamento dell’Anf viene sospeso. Viene perciò da chiedersi, se la mancata richiesta dell’assegno al nucleo familiare nel termine previsto dalle legge faccia decadere dal diritto di percepirlo o se, diversamente, sia possibile fare richiesta degli arretrati. Se anche tu ti stai ponendo questa domanda e ti stai chiedendo, dunque, come chiedere gli assegni al nucleo familiare arretrati, sappi che qui troverai tutte le risposte che cerchi.  In questo articolo, infatti, una volta chiarito cos’è l’assegno al nucleo familiare, come funziona, come calcolare l’assegno al nucleo familiare e quali sono le condizioni richieste per l’erogazione, scopriremo cosa accade se non viene presentata in tempo la domanda di corresponsione dell’assegno al nucleo familiare, come fare richiesta degli arretrati, a chi presentare la richiesta ed il termine ultimo per proporla. Tutto ciò al fine di non perdere, una volta per tutte, il diritto a questo contributo molto importante.

Cos’è l’assegno al nucleo familiare?

Quando si parla di assegni al nucleo familiare, meglio noti con l’acronimo di Anf, ci si riferisce ad un importante sostegno economico erogato dall’Inps nei confronti delle famiglie dei lavoratori dipendenti, dei titolari delle pensioni e delle prestazioni economiche previdenziali da lavoro dipendente e dei lavoratori assistiti dall’assicurazione contro la tubercolosi.

I nuclei familiari debbono essere formati da più persone ed il reddito complessivo deve essere inferiore a quello che viene ogni anno determinato dalla legge.

Seppur comunemente chiamati assegni familiari, gli assegni al nucleo familiare (Anf) non vanno confusi con i primi. Cerchiamo allora di fare chiarezza.

Ebbene, gli “assegni familiari” sono erogati direttamente dall’istituto previdenziale (Inps) ad alcune categorie di lavoratori, quali ad esempio i coltivatori diretti. Diversamente, gli “assegni al nucleo familiare” (Anf) seppur chiamati assegni familiari, non rispecchiano le caratteristiche degli stessi, in quanto – anche se erogati dall’Inps – vengono anticipati dal datore di lavoro in busta paga.

Proprio per tale ragione, la domanda per ricevere il pagamento degli assegni al nucleo familiare deve essere presentata entro il 30 giugno di ogni anno al proprio datore di lavoro.

Chi può richiedere gli assegni al nucleo familiare?

Assegni al nucleo familiare (Anf): a chi spettano. La domanda per l’ottenimento di tale contributo economico può essere inoltrata da parte dei:

  • lavoratori dipendenti;
  • lavoratori dipendenti agricoli;
  • lavoratori domestici;
  • lavoratori iscritti alla Gestione Separata;
  • titolari di pensione a carico del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, dei Fondi speciali ed ex Enpals;
  • titolari di prestazioni previdenziali;
  • lavoratori in altre situazioni di pagamento diretto.

Inoltre, hanno diritto all’Anf anche i nuclei familiari composti da coppie formate da persone dello stesso sesso unite civilmente; questo a seguito della riforma del 2016 [1].

Assegni al nucleo familiare: quando è necessaria l’autorizzazione dell’Inps

In alcuni casi, per la concessione degli assegni al nucleo familiare risulta necessaria l’autorizzazione da parte dell’Inps. Ciò accade quando si ha interesse a far riconoscere come appartenenti al proprio nucleo familiare determinati soggetti, quali:

  • figli ed equiparati di coniugi legalmente separati o divorziati, o in stato di abbandono;
  • figli nati fuori dal matrimonio e riconosciuti da entrambi i genitori;
  • figli del coniuge nati da precedente matrimonio;
  • fratelli, sorelle e nipoti orfani di entrambi i genitori e non aventi diritto alla pensione dei superstiti;
  • familiari minorenni incapaci di compiere gli atti propri della loro età;
  • familiari maggiorenni inabili;
  • minori in accasamento eterofamiliare;
  • familiari di cittadino italiano, comunitario, straniero di stato convenzionato che siano residenti all’estero;
  • figli ed equiparati, studenti o apprendisti, di età superiore ai 18 anni compiuti ed inferiore ai 21 anni compiuti, purché parte di nuclei numerosi composti da almeno 4 figli di età inferiore a 26 anni.

Posto che l’ottenimento dell’autorizzazione da parte dell’Inps a far rientrare i soggetti predetti nel nucleo familiare richiede tempo, una volta ottenuta l’autorizzazione si potranno richiedere gli arretrati.

Assegni al nucleo familiare (Anf): quale durata

Il diritto agli Anf inizia a decorrere dal primo giorno del periodo di paga o di pagamento della prestazione previdenziale, nel corso del quale si verificano le condizioni richieste per il riconoscimento, come ad esempio la nascita di un figlio, il matrimonio e via discorrendo.

Il venir meno del diritto invece coincide con la fine del periodo suddetto o alla data in cui le condizioni prescritte vengono a mancare (come ad esempio, in caso di separazione legale del coniuge o del conseguimento della maggiore età da parte del figlio).

Nel caso in cui trattasi di assegni giornalieri (per un massimo di 6 assegni giornalieri, ovvero 26 per ogni mese), il diritto inizia a decorrere e termina dal giorno in cui si verificano o vengono a mancare le condizioni richieste.

Assegni al nucleo familiare (Anf): requisiti richiesti

I requisiti che vengono richiesti al fine dell’erogazione di tale contributo, da parte dell’Istituto previdenziale, sono i seguenti:

  • il richiedente deve essere un lavoratore dipendente o titolare di pensione da lavoro dipendente;

Ne hanno diritto:

  • il coniuge/parte di unione civile, purché non risultino essere legalmente separati o sciolti dall’unione civile, anche se non conviventi, a condizione però che non abbiano abbandonato la famiglia;
  • i figli ed equiparati che hanno un’età inferiore a 18 anni, conviventi o meno;
  • i figli ed equiparati inabili, purché non coniugati, previa autorizzazione dell’Inps;
  • figli ed equiparati, studenti o apprendisti, di età superiore a 18 anni e inferiore a 21 anni, previa autorizzazione, a condizione che facciano parte di un nucleo composto da almeno 4 figli di età inferiore a 26 anni;
  • i fratelli, le sorelle ed i nipoti, minori o maggiorenni inabili, solo se orfani di entrambi i genitori e non abbiano maturato il diritto alla pensione ai superstiti, sempre previa autorizzazione Inps,
  • i nipoti in linea retta di età inferiore a 18 anni e viventi a carico dell’ascendente, previa autorizzazione.

Assegni al nucleo familiare: requisiti per i lavoratori extracomunitari

Per quanto riguarda i lavoratori extracomunitari, esclusi coloro che hanno un contratto stagionale, i requisiti richiesti per l’erogazione sono legati alla composizione del nucleo familiare. Nel dettaglio, l’assegno al nucleo familiare:

  • spetta solo per i familiari residenti in Italia, se il Paese di provenienza del lavoratore non ha stipulato con l’Italia una convenzione in materia di trattamenti di famiglia;
  • spetta anche per i familiari residenti all’estero, nel caso in cui il Paese di provenienza del lavoratore straniero abbia stipulato la convenzione predetta;
  • spetta anche per i familiari residenti all’estero, se il lavoratore ha residenza legale in Italia ed è assicurato nei regimi previdenziali da almeno 2 Stati membri, indipendentemente dal fatto che il proprio Paese abbia stipulato una convenzione.

Per maggiori dettagli, si consiglia di consultare il sito dell’Inps che illustra specificatamente i presupposti prescritti dalla legge al fine di richiedere ed ottenere tale contributo da parte dei lavoratori extracomunitari.

Assegni al nucleo familiare: come vengono calcolati

I parametri presi in considerazione per determinare l’importo dell’assegno al nucleo familiare erogabile sono:

  • la tipologia del nucleo familiare;
  • il numero dei componenti della famiglia anagrafica;
  • il reddito annuo complessivo di tutti i membri della famiglia, secondo le tabelle aggiornate annualmente dall’Inps.

Assegni al nucleo familiare: come fare domanda

La richiesta per gli assegni al nucleo familiare va presentata, in presenza delle condizioni suddette, al datore di lavoro.

La stessa ha valenza annuale, pertanto dovrà essere rinnovata, ogni anno, entro il 30 di giugno.

Nel caso in cui tale termine non fosse osservato, il richiedente potrà procedere con la richiesta degli arretrati, purché ciò non avvenga oltre i 5 anni dalla loro maturazione.

Assegni al nucleo familiare: come richiedere gli arretrati 

Come poc’anzi accennato, se il soggetto interessato non provvede ad inoltrare la richiesta degli assegni al nucleo familiare in tempo, ovvero entro il 30 giugno di ogni anno, potrà ricorrere alla richiesta degli arretrati, senza perdere dunque il proprio diritto a percepirli.

La domanda degli arretrati deve essere presentata al datore di lavoro per il quale lavorava al momento della maturazione degli stessi. In altri termini, gli arretrati non possono essere richiesti all’attuale datore per esperienze lavorative passate.

Anf: quando chiedere gli arretrati all’Inps

Esistono due casi in cui il dipendente può rivolgersi direttamente all’Inps per il pagamento degli arretrati , vale a dire quando:

  • nonostante la richiesta presentata al datore di lavoro, quest’ultimo non possa erogare gli assegni per motivata impossibilità;
  • il lavoratore richieda gli arretrati maturati sulla disoccupazione, pensione o sulle integrazioni salariali.

Nei casi predetti, la domanda va esperita tramite i canali telematici dell’Inps, anche rivolgendosi ai patronati per un ausilio, oppure chiamando il numero 803164.

E’ bene rammentare che, indipendentemente dalle modalità di inoltro, è necessario avvalersi del Pin Inps dispositivo.

Arretrati assegni familiari: quando si prescrivono

Se è vero che nel caso di mancato inoltro della domanda degli assegni familiari entro il 30 giugno non si perde il diritto ad ottenerli, in quanto è prevista la possibilità di fare richiesta degli arretrati; è altrettanto vero che la mancata richiesta di questi ultimi, entro i 5 anni dalla loro maturazione, fa decadere definitivamente dal diritto al contributo.

Invero, gli arretrati sono soggetti al termine prescrizionale di 5 anni, che inizia a decorrere dalla loro maturazione. La prescrizione si interrompe quando il dipendente faccia richiesta al datore di lavoro o all’Inps degli arretrati, purché, è bene sottolineare, detta richiesta venga presentata in forma scritta.

note

[1] Legge n. 76/2016 (Legge Cirinnà).


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI