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Bonus bebè: ecco le nuove regole

26 giugno 2018


Bonus bebè: ecco le nuove regole

> Business Pubblicato il 26 giugno 2018



Ecco tutte le nuove regole in tema di bonus bebè, durata, requisiti e modalità per ottenerlo

Come abbiamo avuto modo di vedere nell’articolo Bonus bebè: prorogato anche per il 2018,  le voci relative al mancato rinnovo del bonus bebè nuovi nati e adottati si sono rilevate infondate. Infatti, il sussidio economico è stato confermato per tutto il 2018, anche se la legge di bilancio ne ha rimodulato i contenuti. Vediamo, dunque, quali sono i cambiamenti apportati all’erogazione del bonus bebè.

Bonus bebè: cos’è?

Il cosiddetto “bonus bebè” (chiamato anche assegno di natalità) è un assegno mensile destinato, allo stato attuale, alle famiglie con un figlio nato, adottato o in affido preadottivo tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017 [1]. La legge di Bilancio 2018 ha previsto una proroga del bonus in questione, con la conseguenza che del beneficio possono godere anche le famiglie con basso reddito con un figlio nato, adottato o dato in affido preadottivo dopo il 1° gennaio 2018. La somma viene attualmente corrisposta fino al terzo anno di vita del bambino o al terzo anno dall’ingresso in famiglia del figlio adottato o dato in affido preadottivo.

La legge di bilancio 2018 – che ha previsto la proroga del sussidio – ha rimodulato la durata del bonus bebè 2018 che spetta per ogni nato o adottato tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre 2018, e sarà erogato solo per il primo anno di vita e non avrà più durata di tre anni.

Bonus bebè: a chi spetta?

Nessuna modifica riguardo ai requisiti Isee. Potranno, pertanto, beneficiare del bonus tutte le famiglie con un figlio la cui età non sia superiore a un anno, il cui reddito Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) in corso di validità non sia superiore a 25mila euro.

I richiedenti, inoltre, devono essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • cittadinanza italiana, oppure di uno Stato dell’Unione Europea oppure, in caso di cittadino di Stato extracomunitario, permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • residenza in Italia;
  • convivenza con il figlio: il figlio ed il genitore richiedente, devono essere coabitanti ed avere dimora abituale nello stesso comune;

Tutti i requisiti elencati devono essere posseduti al momento di presentazione della domanda. Se il genitore avente diritto è minorenne o incapace di agire per altri motivi, la domanda pu

Bonus bebè: a quanto ammonta?

La misura dell’assegno dipende dall’Isee del nucleo familiare. In particolare spetteranno:

  • 920 euro l’anno con Isee non superiore a 7.000 euro annui. L’assegno viene corrisposto nella misura di 160 euro al mese per 12 mesi.
  • 960 euro l’anno con Isee superiore a 7.000 euro annui e non superiore a 25mila euro annui. L’assegno viene corrisposto nella misura di 80 euro al mese per 12 mesi.

Si stima una platea di 280mila nuovi beneficiari.

Bonus bebè: come viene effettuato il pagamento?

Come precisato nel portale dell’Inps, il pagamento mensile dell’assegno è effettuato dall’Istituto direttamente al richiedente tramite bonifico domiciliato, che viene accreditato su conto corrente bancario o postale, libretto postale carta prepagata. L’Iban deve essere intestato al richiedente.

In sede di invio della domanda occorre allegare il modello SR/163; in mancanza la domanda rimane sospesa. Viene, inoltre, precisato che nell’eventualità in cui la domanda sia stata presentata dal legale rappresentante in nome e per conto del genitore minorenne o incapace di agire, il mezzo di pagamento prescelto deve essere intestato al genitore. Qualora, invece, il figlio nato o adottato sia temporaneamente collocato presso un’altra famiglia [3], l’assegno viene corrisposto all’affidatario che ne fa richiesta esclusivamente per la durata dell’affidamento.

Bonus bebè: cosa avviene in caso di morte del genitore richiedente?

Qualora il genitore richiedente morisse, l’erogazione dell’assegno prosegue a favore dell’altro genitore che convive con il bambino. Quest’ultimo deve premurarsi di indicare all’Inps gli elementi informativi necessari per la prosecuzione dell’assegno entro 90 giorni dalla data del decesso.

Bonus bebè: parto gemellare ed adozioni plurime

In caso di parto gemellare e/o adozione plurima (ossia avvenuta contestualmente), occorre presentare un’autonoma domanda per ogni figlio nato o adottato. Pertanto, nell’ipotesi di nascita o adozione di due o più gemelli, occorre presentare una apposita domanda per ciascuno di essi (quindi due o più domande a seconda dei nati o adottati). A tal fine, al termine della compilazione e dopo l’invio della prima domanda, l’utente può procedere all’inserimento delle successive mediante il pulsante “nuova domanda”; in tal modo, il sistema predisporrà una successiva domanda precaricando alcune delle informazioni richieste. Le medesime accortezze devono essere utilizzate in caso di affidamenti plurimi.

Bonus bebè: quando va presentata la domanda?

Come anticipato, la domanda va presentata entro 90 giorni dalla nascita o dalla data di ingresso in famiglia del bambino affidato o adottato. In caso di affido temporaneo, occorre guardare la data dell’emanazione del provvedimento del giudice o del provvedimento dei servizi sociali reso esecutivo dal giudice tutelare: i 90 giorni decorrono a partire da tale data. In ogni caso, se la domanda è presentata oltre i termini di legge, l’assegno decorre dal mese di presentazione della domanda.

Bonus bebè: come fare la domanda?

La domanda relativa al bonus bebè può essere presentata seguendo una delle seguenti vie:

  • Apposita procedura telematica predisposta dall’Inps. Si precisa che, per accedere ai vari servizi online, è necessario preliminarmente fare apposita richiesta all’Inps, la quale rilascerà un codice Pin (leggi, in proposito: Come ottenere Pin dell’Inps?). È possibile accedere anche grazie al possesso di una identità Spid (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o di una Cns (Carta Nazionale dei Servizi). Le credenziali di accesso sono strettamente personali e il loro utilizzo non è delegabile. Al termine dell’istruttoria, il richiedente riceve un sms che lo informa a proposito della definizione della domanda. Da quel momento può visualizzare l’esito della domanda e sapere, pertanto, se è stata accolta o respinta, accedendo al servizio e selezionando nel menu interno la voce “Consultazione domande”. Qualora il richiedente, nella procedura di compilazione della domanda online, abbia inserito anche il suo indirizzo Pec (Posta Elettronica Certificata), può ricevere in tale casella di posta il provvedimento di accoglimento o rigetto della domanda.
  • Contact centeral: numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile.
  • Enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

Bonus bebè e controlli Inps

Il rispetto dei requisiti per il godimento del bonus bebè è fondamentale atteso che l’Inps effettua i controlli per verificarne la sussistenza. Infatti, l’Inps controlla in maniera approfondita la dichiarazione unica da cui l’Isee deriva, per verificare eventuali omissioni o difformità nel patrimonio immobiliare. Inoltre al fine di verificare che i contributi del bonus bebè siano effettivamente erogati alle famiglie bisognose, l’Inps ha istituito un altro processo di controllo, attraverso la richiesta di presentazione del modello SR163. Tale modulo è necessario per verificare l’effettiva corrispondenza tra l’Iban indicato nella domanda di assegno e la titolarità del conto a cui l’Iban stesso si riferisce.

Se l’Inps rileva una difformità nella dichiarazione e di conseguenza nell’Isee, procede a sospendere l’istruttoria per la richiesta del sussidio o, nel caso in cui il bonus sia già stato erogato, a stopparne l’erogazione, dandone comunicazione al beneficiario.

Dall’avviso il beneficiario avrà un termine di 30 giorni per presentare un’altra dichiarazione sostitutiva finalizzata ad ottenere un nuovo Isee in ragione del quale l’Inps, controllatane la correttezza, potrebbe erogare nuovamente il bonus.

note

[1] Il bonus bebè è stato istituito dall’art. 1, commi 125-129, legge 23 dicembre 2014, n. 190, “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” (legge di stabilità per l’anno 2015), mentre con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 febbraio 2015 sono state adottate le relative disposizioni attuative.


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