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Carburante: addio ai pagamenti in contanti dal benzinaio

25 giugno 2018


Carburante: addio ai pagamenti in contanti dal benzinaio

> Business Pubblicato il 25 giugno 2018



E-fattura carburante: sarà vietato pagare in contanti dal benzinaio. Vediamo come cambia l’acquisto del carburante

D’ora in poi per scaricare i costi del carburante dalle tasse, gli interessati dovranno effettuare i pagamenti di benzina e lubrificanti secondo particolari modalità qualificate, vale a dire con strumenti diversi dal contante affinché possa essere emessa una fattura elettronica e cioè quella che è stata ribattezzata da molti come la E-fattura carburante. La novità è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2018 [1] ed una Circolare dell’Agenzia delle Entrate [2] ne ha precisato il funzionamento al fine di chiarire i dubbi sollevati da numerose associazioni di categoria. Ed infatti, si tratta di novità che potrebbero creare non poche criticità ai benzinai, che dovranno emettere fatturazioni elettroniche ai soggetti titolari di partita Iva ogni volta che viene eseguito un rifornimento. La disposizione si applicherà alle autovetture a uso aziendale, che ai fini delle imposte dirette recuperano il 20% del costo sostenuto per il carburante. Una decisione, quella del governo, che ha generato molte critiche da parte delle associazioni di categoria anche perché – si pensa –  non semplificherà la gestione contabile e fiscale, né sembrerebbe volta a contenere i costi gestionali delle imprese. Proprio per questi motivi, sono allo studio del Ministero dell’economia due ipotesi di slittamento del termine (previsto per il 1° luglio) per l’applicazione delle novità sulle modalità di acquisto del carburante. Ed infatti, per dare tempo ai benzinai di adeguarsi e mettersi in regola con la fatturazione elettronica, le novità potrebbero scattare a partire dal 1 gennaio 2019.

Più nel dettaglio, la prima delle ipotesi suddette prevede uno stop alle sanzioni che sarebbero irrogate in caso di non emissione della fattura in formato elettronico da parte del distributore del carburante a condizione che dal 1° luglio il pagamento alla pompa di benzina per i titolari di partita Iva avvenga solo con strumenti tracciabili: saranno, dunque, vietati i contanti. In questo senso dunque si avrebbe un avvio soft per le imprese di carburanti che fino al 31 dicembre potrebbero continuare il processo di adeguamento tecnologico al nuovo adempimento conservando però traccia di ogni pagamento effettuato con pos o assegni.

La seconda ipotesi invece è una proroga netta dell’entrata in vigore della disposizione che obbliga all’emissione della fattura elettronica anche nei confronti dei consumatori al 31 dicembre 2018.

Le risposte, comunque, arriveranno con un provvedimento d’urgenza: un decreto legge che il Consiglio dei Ministri adotterà la prossima settimana e comunque, prima del 30 giugno.

Ciò posto, vediamo cosa cambierà con riferimento all’acquisto del carburante.

Benzina: scatta l’obbligo di fattura elettronica

Molto presto sarà obbligatoria la fattura elettronica per i rifornimenti di benzina in favore di chi ha la partita Iva, imprese e professionisti. La legge di Bilancio 2018 oltre ad abrogare di fatto la scheda carburante, ha previsto l’obbligo di emissione della fattura elettronica per le cessioni di benzina o di gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori. Gli acquisti di carburante effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione da parte di soggetti Iva, dunque, dovranno necessariamente essere documentati con fattura elettronica. Sono esclusi  dall’obbligo di certificazione solamente gli acquisti effettuati al di fuori dell’esercizio di impresa, arte e professione. In pratica, quindi, l’obbligo di emissione della fattura elettronica non opererà solo con riferimento ai rifornimenti effettuati in favore di privati consumatori.

Benzina: obbligo di chiedere la fattura elettronica

Da quanto precede, ne consegue che i professionisti, gli imprenditori e – più in generale – i titolari di partita Iva, nel momento in cui fanno benzina, saranno obbligati a chiedere l’emissione di una fattura elettronica. La legge sul punto parla chiaro: «gli acquisti di carburante per autotrazione effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione da parte di soggetti passivi dell’imposta sul valore aggiunto devono essere documentati con la fattura elettronica» [3].

Pagamento carburante: per chi vale l’obbligo di fattura elettronica?

Come anticipato, la fattura elettronica sarà obbligatoria solo a fronte degli acquisti di benzina posti in essere dai soggetti Iva. L’esonero dalla certificazione dei corrispettivi resta in vigore solo per i rapporti con i privati consumatori. Le nuove disposizioni, infatti, sul punto chiariscono che  per gli esercenti attività di distribuzione, l’esonero dall’obbligo di certificare i corrispettivi per le forniture di carburante si applica solo per i rifornimenti effettuati a privati consumatori.

Benzina e fattura elettronica: quali conseguenze?

L’obbligo imposto per legge di dover certificare i corrispettivi derivanti dalla cessione di carburante per autotrazione da parte dei singoli esercenti, potrebbe manderebbe in tilt il sistema. Diventerebbe, infatti, onere del benzinaio tutte le volte che effettua un rifornimento a un soggetto dotato di partita Iva emettere la fattura elettronica e ciò anche per una sola operazione. Si consideri, inoltre, che la disposizione si applicherebbe nella maggioranza dei casi ad autovetture aziendali, che viaggiano quindi esclusivamente per motivi di lavoro. L’obbligo di fattura elettronica a fronte di ogni singola operazione di rifornimento appare, dunque, sproporzionato, soprattutto se raffrontato alla ratio della norma, di seguito esplicata.

Carburanti: perché la fattura elettronica è obbligatoria?

L’intento del governo è quello di porre un freno agli abusi nell’autocertificazione dei costi per il carburante. L’obiettivo delle nuove disposizioni, infatti, è quello di garantire la tracciabilità dei pagamenti. Ed infatti, le spese per il carburante saranno deducibili nella misura di cui effettuate esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate. Ed infatti, abrogata la disciplina della scheda carburante, la deduzione del costo e la detrazione ai fini Iva delle spese relative ai rifornimenti sono legittimate solo in presenza di pagamenti tracciabili.

Pagamento carburante: quali spese di possono scaricare dalle tasse

Non tutte le spese per l’acquisto di carburante possono essere scaricate dalle tasse. Ed infatti, possono essere dedotte dal reddito del professionista solo le spese per il rifornimento del veicolo utilizzato nell’esercizio della professione (anche se non è necessario che il veicolo risulti intestato al professionista, ad esempio nelle ipotesi di noleggio o leasing).

A questo proposito, bisogna ricordare che le spese relative all’auto o al diverso veicolo del professionista non sono deducibili dal reddito al 100%, ma nella misura del 20%, mentre l’Iva può essere detratta nella misura del 40%. Questi limiti di deducibilità e detraibilità non valgono soltanto per l’acquisto del mezzo di trasporto, ma anche per le spese di manutenzione e di rifornimento.

In pratica, i costi della benzina o del gasolio non possono essere interamente sottratti dal reddito, ma può essere dedotto solo il 20%, mentre l’Iva può essere detratta nella misura del 40%.

Scheda carburante: cos’è e come funziona

La scheda carburante, chiamata anche carta carburanti, è il documento che attesta l’acquisto del carburante presso i distributori stradali, al fine di consentire la detrazione Iva e la deduzione fiscale del costo dal reddito di imprese e professionisti.

Affinché il costo del carburante possa essere dedotto bisogna indicare nella scheda:

  • i dati anagrafici e il numero di partita Iva di chi acquista il carburante;
  • la data dell’acquisto del carburante;
  • la marca ed il modello del mezzo, nonché il numero di targa;
  • i dati anagrafici del venditore comprensivi di partita Iva;
  • la quantità di carburante acquistato con il relativo prezzo;
  • la firma ed il timbro aziendale del venditore;
  • il numero dei Km percorsi dal mezzo.

Se la scheda carburante non è compilata correttamente e in tutti i suoi elementi, il costo della benzina non può essere scaricato dalle tasse.

Con le ultime novità introdotte dal decreto semplificazioni, la scheda carburante non è più obbligatoria se il pagamento viene documentato mediante moneta elettronica, ovvero, carta di credito, di debito o prepagata.

Acquisto del carburante con le carte di credito

Come appena detto, la scheda carburante non è necessaria se l’acquisto è effettuato esclusivamente con carte di credito, carte di debito o carte prepagate, se emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione. Ciò in quanto, dal 1° luglio 2018, l’acquisto con questi strumenti sarà l’unico che darà diritto a dedurre le spese di rifornimento.

Per quanto riguarda le modalità di utilizzo delle carte per l’acquisto di carburante, affinché sia garantita la detrazione dell’Iva e la deducibilità dei costi, il mezzo elettronico di pagamento deve:

  • essere rilasciato da un operatore finanziario soggetto all’obbligo di comunicazione all’anagrafe tributaria;
  • essere intestato al soggetto che esercita l’attività economica.

È possibile utilizzare la carta elettronica per effettuare anche altre spese, purché il pagamento del rifornimento avvenga con una transazione distinta. Non possono essere considerate moneta elettronica le carte fedeltà, anche se utilizzate per il pagamento.

note

[1]  L.n. 205 del 27.12.2017, art. 1, commi 919-927.

[2] Circolare n. 8/E del 30.04.2018.

[3]  Cfr. Legge di bilancio 2018 (cit.).


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