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Detrazione per figli a carico: come funziona

27 giugno 2018


Detrazione per figli a carico: come funziona

> Business Pubblicato il 27 giugno 2018



Figli a carico: chi sono; come funziona la detrazione per figli a carico; quali sono i limiti di reddito; a chi spetta la detrazione; come si calcola; quando e come si può chiedere  

La detrazione per figli  carico è un diritto spettante sulle spese sostenute per ogni figlio considerato fiscalmente a carico dei genitori. Più nel dettaglio, la detrazione per i figli a carico consiste in un importo che si può sottrarre dalle tasse e che, dunque, diminuisce l’Irpef dovuta: l’importo varia a seconda del numero dei figli a carico, della loro età, della presenza di figli disabili e del reddito complessivo del genitore.

Come anticipato, la detrazione spetta per ogni figlio a carico. Per essere considerati figli fiscalmente a carico bisogna rispettare un certo limite di reddito. Nel senso che, se il figlio lavora e guadagna più di una certa cifra ad una determinata età, il genitore non può usufruire delle relative agevolazioni. Ma qual è questo limite di reddito? Ebbene, fino al 31 dicembre 2018, il limite di reddito è fissato in 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili. Dal 1° gennaio 2019, invece, il limite di reddito sarà pari ad  euro 4 mila per i figli fino ai 24 anni in virtù della Legge di Bilancio 2018 [1], mentre per i figli con 25 o più anni resterà invariata la soglia precedente.

Ciò posto, cerchiamo di scendere nei dettagli e di capire meglio come funziona la detrazione per figli a carico, a chi spetta, come si calcola, quando e come si può chiedere 

Figli a carico: chi sono

Vengono considerati figli a carico da un punto di vista fiscale quelli naturali (compresi i bambini riconosciuti fuori dal matrimonio), quelli adottivi, affidati o affiliati, purché rispettino un limite di reddito. Vediamo allora qual è questo limite reddituale.

Detrazione figli a carico: la nuova soglia di reddito

Come anticipato, dal 2019 la detrazione fiscale per figli a carico sarà più consistente. Ed infatti, con la legge di bilancio 2018, affinché il figlio possa essere considerato fiscalmente a carico, la soglia di reddito è salita da 2.840,51 euro a 4mila euro. L’innalzamento della soglia trova applicazione esclusivamente per i figli di età non superiore a 24 anni. Al contrario, per il figlio con età superiore ai 24 anni, la soglia resta invece pari a 2.840,51 euro.

Ma spieghiamoci meglio. Ebbene, con la nuova legge di bilancio 2018 un figlio si intende fiscalmente a carico fin quando il suo reddito annuo non supera i 2.840,51 euro. Dal 2019 l’importo del reddito annuo aumenterà a 4mila euro per i figli con età non superiore a 24 anni.

Figli a carico: a chi spetta la detrazione?

Di norma, la detrazione per figli a carico spetta ad entrambi i genitori nella misura del 50% ciascuno, salvo un eventuale accordo che preveda la detrazione al 100% in favore del genitore col maggior reddito. Se invece un genitore è a carico dell’altro, la detrazione  spetta nella misura del 100% a quest’ultimo.

Figli a carico: la detrazione in caso di genitori separati

Per i genitori separati, la detrazione varia a seconda delle modalità dell’affidamento dei figli:

  • affidamento ad uno solo dei genitori: spetta al 100% al genitore affidatario, salvo diverso accordo che ripartisca la detrazione al 50% o la attribuisca interamente al genitore col reddito più elevato;
  • affidamento congiunto o condiviso, figli maggiorenni (non affidabili): spetta al 100% al genitore affidatario, salvo diverso accordo che ripartisca la detrazione al 50% o la attribuisca interamente al genitore col reddito più elevato;
  • imposta incapiente del genitore avente diritto alla detrazione: il genitore incapiente può devolvere all’altro la detrazione non fruita, e questi è tenuto a riversare l’intera detrazione, o il 50%, in caso di affidamento congiunto.
  • Per i genitori non coniugati, se ci sono provvedimenti di affido, vale la disciplina applicabile ai genitori separati o divorziati; se non ci sono provvedimenti di affido, vale la disciplina applicabile ai genitori coniugati.

Detrazione figli a carico: quali importi

La legge di bilancio 2018 ha lasciato invariati sia l’importo sia le modalità di calcolo della detrazione. La misura della detrazione però non è fissa, ma varia in base ai seguenti fattori:

  • ammontare del reddito del genitore;
  • età del figlio (inferiore o meno di 3 anni);
  • figli con handicap;
  • numero dei figli (superiore o meno a 3).

Più nel dettaglio, i genitori che beneficiano della detrazione per figli a carico hanno diritto ai seguenti importi:

  • da 800 a 950 euro, per ogni figlio dai tre anni in su;
  • da 900 a 1.220 euro, per ogni figlio sotto i tre anni;
  • da 220 a 400 euro, l’importo aggiuntivo per ogni figlio portatore di handicap.

Dal 4° figlio in su, le detrazioni teoriche di 1.220 e 950 euro sono aumentate, rispettivamente, a 1.420 euro, per i figli minori di 3 anni e 1.250 euro per quelli da 3 anni in su, cioè sono aumentate di 200 euro.

Se un figlio è portatore di handicap, la detrazione teorica è aumentata di 400 euro. 

Detrazione figli a carico: come si calcola?

Come detto, le detrazioni figli a carico, consentono a chi presenta la dichiarazione dei redditi, di poter detrarre le spese che il contribuente ha sostenuto nel corso dell’anno precedente per i figli maggiorenni e minorenni e per i figli portatori di handicap. Per il calcolo della soglia massima di reddito per i familiari a carico vanno considerati solo i redditi che concorrono alla formazione del reddito complessivo Irpef, compresi i redditi dei fabbricati. In concreto, per calcolare l’ammontare della detrazione bisogna effettuare il seguente calcolo:

  • calcolare la differenza tra 95mila e il proprio reddito complessivo (al netto della deduzione per l’abitazione principale e relative pertinenze, ed aumentato dei redditi dei fabbricati assoggettati alla cedolare secca);
  • dividere 95mila per il risultato ottenuto;
  • moltiplicare la detrazione per il coefficiente ottenuto da tale divisione.

In caso di più figli all’importo di 95mila euro vanno aggiunti 15mila euro per ciascun figlio successivo al primo.

Come si chiede la detrazione per figli a carico

La detrazione per figli a carico viene automaticamente calcolata in sede di dichiarazione dei redditi; il contribuente, perché la detrazione possa essere calcolata, deve inserire i codici fiscali dei figli a carico, specificando:

  • per quanti mesi risultano a carico (la ripartizione è su base mensile se il figlio è nato in corso d’anno, se nel corso dell’anno compie 3 anni, in quanto la detrazione spettante è diversa, o se nell’anno si sposa e risulta a carico del coniuge);
  • se sono minori di 3 anni o portatori di handicap;
  • qual è la percentuale di carico (deve essere uguale per tutti i figli).

Se il lavoratore vuole fruire della detrazione per figli a carico in busta paga, deve compilare un’apposita domanda al datore di lavoro, dichiarando il numero di figli a carico, la percentuale di carico e la presenza di figli minori di 3 anni o portatori di handicap.

Se si vuole fruire della detrazione nel cedolino di pensione, o nel cedolino relativo alla particolare prestazione erogata dall’Inps (ad esempio la disoccupazione), bisogna inoltrare un’apposita domanda all’istituto:

  • attraverso il servizio online “Detrazioni fiscali – domanda e gestione”, accessibile se l’interessato è in possesso di pin dispositivo;
  • attraverso il Contact center Inps;
  • attraverso i servizi di un patronato.

note

 [1] Legge n. 205/2017.

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