Business | Articoli

Bonus stufe 2018: cos’è e come funziona

27 giugno 2018


Bonus stufe 2018: cos’è e come funziona

> Business Pubblicato il 27 giugno 2018



Acquisto stufe: vediamo quali sono le detrazioni fiscali, i requisiti di spesa e cosa sapere per usufruire delle agevolazione per l’acquisto di una stufa

Buone notizie per chi ha paura di soffrire il caldo o il freddo in casa. Ed infatti, chi teme di soffrire il caldo, potrà usufruire per il 2018 del bonus condizionatori. In realtà, come noto, il condizionatore è molto utile sia d’inverno che d’estate, periodo in cui diventa molto spesso indispensabile. Ora, a prescindere dal periodo, la domanda è sempre la seguente: come risparmiare sul condizionatore? Per scoprirlo ti consigliamo di leggere l’articolo: Bonus condizionatori 2018: cos’è e come funziona. Sul punto, ti ricordiamo inoltre che il cosiddetto bonus condizionatori vale anche per i condizionatori portatili, vale a dire quelli che non necessitano di istallazione, ma che all’occorrenza possono essere comodamente spostati da una stanza all’altra della propria abitazione; per saperne di più leggi: Condizionatori portatili: bonus e agevolazioni.

In questo articolo, invece, ci occuperemo di chi teme più il freddo che il caldo. Per i “freddolosi” infatti, è molto importante sapere che la legge di bilancio 2018 ha prestato molta attenzione al tema casa, confermando una serie di previsioni in termini di bonus e detrazioni. Tra queste molta importanza assume il cosiddetto bonus stufe. Vediamo allora quali sono i bonus, le agevolazioni e le detrazioni fiscali per l’acquisto di una stufa; come cambiano dette agevolazioni a seconda del modello di stufa (a pellet, elettrica a legna o a gas), quali i requisiti di spesa e cosa sapere per usufruire delle agevolazioni per l’acquisto di un stufa.

Bonus stufe a pellet: come funziona

Chi acquista una stufa a pellet potrà godere di un’agevolazione consistente nella possibilità di detrarre dall’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) parte dei  costi sostenuti per l’acquisto della stufa. L’acquisto, può avvenire sia a seguito di lavori di ristrutturazione che a seguito di lavori per l’efficienza energetica del proprio appartamento. Per richiedere il bonus 2018 spettante per l’acquisto di una stufa a pellet, infatti, è necessario distinguere il tipo di spesa eseguita a partire dalla data del 1° gennaio 2018 ed entro la data del 31 dicembre 2018. A seconda della tipologia di spesa effettuata e di stufa acquistata, infatti, cambierà la detrazione fiscale applicabile, che potrà essere pari anche al 50% o al 65%. Ma procediamo con ordine.

Bonus stufe a pellet: quali detrazioni

Acquistare una stufa a pellet nel 2018 può rivelarsi molto conveniente. Ed infatti, chi acquista una stufa a pellet potrà godere di un’agevolazione consistente nella possibilità di detrarre dall’Irpef il 50 o il 65% dei  costi sostenuti.

La detrazione Irpef di cui si può usufruire per l’acquisto di una stufa a pellet, infatti, muta a seconda della tipologia di spesa posta in essere. Più nel dettaglio, la spesa sostenuta per l’acquisto di una nuova stufa a pellet potrà essere posta in essere nell’ambito di:

  • lavori di ristrutturazione;
  • acquisto mobili ed elettrodomestici;
  • lavori per efficienza energetica.

Bonus stufe a pellet e lavori di ristrutturazione

Le prime due ipotesi sopra elencate presuppongono la sussistenza di lavori di ristrutturazione in casa. Se l’acquisto di una stufa a pellet avviene a seguito di lavori di ristrutturazioni in casa è possibile richiedere un bonus del 50%. La detrazione Irpef, dunque, in questo caso sarà pari al 50%.

Bonus stufe elettriche e acquisto di elettrodomestici

Quanto detto sopra deriva dal fatto che l’acquisto di una stufa elettrica o a pellet rientra nell’ambito del bonus mobili e grandi elettrodomestici 2018. Il bonus mobili è un’agevolazione consistente nella possibilità di detrarre dall’Irpef  i costi sostenuti per l’acquisto di arredi grandi elettrodomestici, destinati ad allestire un’abitazione oggetto di ristrutturazione. Tra gli elettrodomestici che si possono acquistare usufruendo del bonus mobili rientrano anche i condizionatori e le stufe elettrice, purché la classe energetica di tali elettrodomestici non sia inferiore alla A+.

Bonus mobili 2018: vale se ho sostituito la caldaia?

Si, la sostituzione della caldaia rientra tra gli interventi di “manutenzione straordinaria”. È necessario, comunque, che ci sia un risparmio energetico rispetto alla situazione preesistente. Sul punto è bene sapere che, con riferimento alle stufe a gas, la Regione Lazio ha emanato un bando di incentivi per le caldaie 2018 investendo 4,8 milioni di euro. L’agevolazione si rivolge a chi sostituisce la vecchia caldaia o stufa con generatori di calore in grado di produrre basse emissioni oppure con generatori con alimentazione a gas. Scopo del bando è quello di favorire la rottamazione di caldaie, stufe, termocamini alimentati a biomasse legnose con generatori a basse emissioni, in grado di garantire sempre un alto rendimento.

Detrazione stufe a pellet e riqualificazione energetica

Spetterà una detrazione fiscale del 65% nei casi di riqualificazione energetica. Quindi, laddove l’acquisto di una stufa a pellet avvenga a seguito di lavori eseguiti nell’immobile per favorirne una maggiore efficienza energetica e senza spese di ristrutturazione si potrà ottenere un bonus fiscale pari al 65% delle spese sostenute. Ciò in quanto, la legge di bilancio 2018 ha confermato, con qualche correttivo, l’ecobonus. L’Ecobonus è un’agevolazione fiscale consistente nella possibilità di detrarre dall’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) o dall’Ires (Imposta sul reddito delle società) i costi sostenuti dal contribuente per interventi di riqualificazione energetica eseguiti in casa oppure in edifici condominiali, uffici, negozi, capannoni. Lo scopo di tali interventi è quello di aumentare il livello di efficienza energetica degli immobili esistenti. Secondo l’ultima previsione legislativa la detrazione fiscale sarà pari al 65 %. Per tutto l’anno, dunque,  sarà possibile ottenere il bonus del 65% qualora l’acquisto di una stufa a pellet sia qualificabile alla stregua di intervento di efficientamento energetico.

Benefici per la stufa a pellet integrativa della caldaia a metano

La detrazione si applica anche per le spese sostenute per l’installazione di una caldaia a pellet integrativa della caldaia a metano già esistente di un edificio a destinazione residenziale. L’installazione della stufa a pellet, infatti, fruisce della detrazione ogni qualvolta l’intervento sia idoneo a conseguire un risparmio energetico.

Detrazione stufe a legna: il conto termico

Dal 2016 è entrato in vigore il cosiddetto conto termico. Con questo sistema di incentivi lo Stato finanzia fino al 65% della spesa per prodotti a basse emissioni. Il conto termico non è cumulabile con le detrazioni fiscali su stufe a legna o in pellet al 50 o 65% e il contribuente dovrà specificare già al momento del bonifico quale delle due strade intende percorrere.

Detrazione stufe: come va effettuato il pagamento?

Gli acquisti potranno essere eseguiti dal contribuente tra il 1° gennaio 2018 e il 31 dicembre 2018Al fine di ottenere le agevolazioni è necessario aver effettuato o effettuare i pagamenti con bonifico o carta credito o di debito (bancomat). In caso di utilizzo della carta di credito o di debito, la data di pagamento coincide con il giorno di utilizzo della carta da parte del suo titolare, che è indicata nella ricevuta di transazione (non rileva, pertanto, il giorno di addebito sul conto corrente). Non è possibile pagare tramite assegno bancario, contanti o altri mezzi di pagamento. Quanto appena detto vale anche per il pagamento delle spese di trasporto e di montaggio del bene. 

Attenzione: la detrazione spetta solo se l’installazione della stufa a pellet è eseguita da un tecnico qualificato e autorizzato a rilasciare il certificato di conformità sulle capacità termiche del prodotto.

Bonus stufe: quali documenti conservare?

Colui che vuole ottenere la detrazione Irpef prevista dal bonus dovrà premurarsi di conservare i seguenti documenti:

  • ricevuta del bonifico, dal quale emerga la causale del versamento, la data nonché il numero della fattura, i dati del richiedente la detrazione (il quale può anche essere diverso dall’ordinante), il codice fiscale del beneficiario;
  • ricevuta di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito);
  • documentazione di addebito sul conto corrente;
  • fatture di acquisto del bene, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti,
  • dichiarazione di ristrutturazione oppure titolo abilitativo comunale da cui risulti la data di inizio lavori. Qualora l’intervento non ne preveda l’obbligatorietà, è sufficiente una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà.

note

Autore immagine: Pixabay.com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI