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Assicurazione: quando si può scaricare dalle tasse?

22 Luglio 2018
Assicurazione: quando si può scaricare dalle tasse?

Polizze vita, rischio infortuni e invalidità permanente, rc professionale, auto, furto, incendio: quali premi assicurativi si possono detrarre dalle imposte?

Rc auto, furto e incendio, rischi professionali, assicurazioni sulla vita e contro invalidità ed infortuni: è difficile trovare chi non abbia un contratto di assicurazione attualmente in corso. La crescita delle polizze assicurative non è dovuta soltanto alla necessità di tutelarsi contro i crescenti rischi professionali e personali, un’esigenza sempre più sentita, ma è dovuta soprattutto alle normative più recenti, che impongono di assicurarsi in determinati ambiti: i professionisti, ad esempio, sono tenuti ad assicurarsi contro i rischi derivanti dall’esercizio della propria attività di lavoro autonomo (alcuni errori possono comportare delle richieste di risarcimento danni, da parte dei clienti, tutt’altro che indifferenti); chi circola con un veicolo è obbligato all’assicurazione rc auto; ci sono poi le polizze vita e contro gli infortuni ed il rischio d’invalidità permanente, stipulate per mettere sé stessi, e anche i propri familiari, al riparo da eventi imprevisti. Ma quali assicurazioni possono dar luogo ad agevolazioni fiscali, come la detrazione dalle imposte o la deduzione dal reddito? In parole semplici, bisogna chiarire, in merito all’assicurazione: quando si può scaricare dalle tasse? Non esiste una risposta unica a questa domanda, in quanto solo alcuni tipi di polizze godono degli incentivi fiscali. Facciamo allora il punto della situazione sull’assicurazione e sulla possibilità di scaricare i costi pagati per i premi dalle tasse.

Si può scaricare dalle tasse l’assicurazione sulla vita e contro gli infortuni?

I premi pagati per l’assicurazione sulla vita e contro gli infortuni, normalmente, possono essere detratti dalle tasse, nella misura del 19% di quanto pagato nell’anno: gli importi pagati devono essere indicati nel quadro oneri e spese (quadro E del modello 730, quadro RP del modello redditi), con il codice 36. Ci sono però delle particolarità a seconda della tipologia di assicurazione stipulata.

Come si detraggono i premi per l’assicurazione sulla vita e contro gli infortuni stipulati prima del 2001?

I contratti di assicurazione sulla vita e contro gli infortuni, stipulati o rinnovati in anni precedenti al 2001 e tuttora in corso, danno luogo alla detraibilità dalle imposte dei premi corrisposti, sino massimo di 530 euro annui, a condizione che la durata minima del contratto sia pari a cinque anni.

Qualora l’assicurazione sia riscattata nel periodo di durata minima, l’ammontare dei premi per i quali si è fruito della detrazione diventa un reddito da assoggettare a tassazione separata.

Come si detraggono i premi per l’assicurazione sulla vita e contro gli infortuni stipulati dal 2001?

I premi versati per contratti di assicurazione sulla vita, stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2001 in poi, aventi ad oggetto il rischio di morte ed invalidità permanente, possono essere detratti dalle imposte.

Se l’assicurazione prevede la copertura di più rischi che hanno un regime fiscale differenziato, nella polizza va evidenziato l’importo del premio afferente a ciascun rischio.

La detrazione compete su un importo massimo di 530 euro annui, comprensivo di tutti i premi versati per le diverse tipologie di contratti di assicurazione sulla vita.

Non è, invece, riconosciuto alcun beneficio fiscale relativamente ai premi versati per i contratti che hanno un contenuto prevalentemente finanziario.

Per quanto riguarda le somme da detrarre, si applica il criterio di cassa, quindi rileva la data in cui è effettuato il pagamento, non il periodo a cui il premio pagato si riferisce.

Per chi percepisce redditi di lavoro dipendente e assimilati, possono essere considerati anche i premi di assicurazione in relazione a cui il datore di lavoro ha effettuato la detrazione in sede di ritenuta.

Si possono detrarre più contratti di assicurazione sulla vita e contro gli infortuni?

Se il contribuente ha stipulato contratti assicurativi contro il rischio morte ed infortuni sia precedenti che successivi al 2001, possono essere detratti entrambi, ma si deve applicare il limite di 530 euro, che si intende come importo complessivo su cui calcolare la detrazione per ciascun periodo d’imposta.

Si possono detrarre le polizze vita collettive?

In base alle indicazioni dell’Agenzia delle entrate, è possibile la detrazione dei premi pagati per le polizze vita collettive: si tratta di polizze generalmente stipulate da società o da organizzazioni sindacali di imprenditori o lavoratori dipendenti. In queste polizze, il contraente è una persona giuridica, che stipula il contratto di assicurazione e ne assume diritti e obblighi: si tratta però di una stipula in nome e per conto, tanto che nel certificato di assicurazione, che viene rilasciato al singolo assicurato, è quest’ultimo definito come sottoscrittore. Inoltre, nel certificato di assicurazione si evince nel dettaglio, per ciascun assicurato, l’ammontare del maturato individuale accantonato e rivalutato, distinto per ciascun versamento effettuato. Naturalmente, in relazione al singolo contribuente è detraibile la quota di premio della polizza collettiva riferita alla specifica posizione individuale.

Si possono detrarre i premi di assicurazione versati in un’unica soluzione?

È possibile detrarre i premi di assicurazione sulla vita pagati in un’unica soluzione e riguardanti tutta la durata del contratto, ossia i contratti di assicurazione cosiddetti a premio unico. Resta fermo, però, l’obbligo di rispettare il tetto massimo annuo su cui applicare la detrazione.

Si possono detrarre i premi di assicurazione vita e infortuni versati all’estero?

I premi per i contratti di assicurazione sulla vita e contro gli infortuni versati all’estero, a compagnie di assicurazione estere, sono detraibili in misura identica ai premi versati in Italia, a compagnie assicurative italiane.

Si può detrarre l’assicurazione auto?

L’assicurazione dell’auto si può detrarre solo se, compresa nella polizza rc auto, è presente un’assicurazione contro il rischio d’infortunio. In questo caso, la detrazione compete sull’importo massimo già esposto di 530 euro annui, che è sempre comprensivo di tutti premi versati per le diverse tipologie di contratti di assicurazione sulla vita e contro gli infortuni.

Si può detrarre l’assicurazione professionale?

I premi assicurativi per i rischi professionali non possono essere detratti, in quanto sono estranei al rischio vita e infortuni. Possono però essere dedotti dal reddito per chi svolge un’attività di lavoro autonomo o di impresa, in quanto spese inerenti l’esercizio dell’attività.

Si può detrarre l’assicurazione furto e incendio?

Non è possibile detrarre i premi pagati per l’assicurazione contro i rischi di furto e incendio, salvo il caso in cui la polizza risulti inerente all’esercizio dell’attività di lavoro autonomo o d’impresa (nel qual caso, alla pari dell’assicurazione rc professionale, i costi possono essere dedotti dai compensi o ricavi).

Si può detrarre l’assicurazione per un familiare a carico?

È possibile detrarre il premio pagato per un familiare fiscalmente a carico, anche quando il contratto assicurativo è stato stipulato direttamente dal familiare che risulta a carico fiscale. Deve però trattarsi di un’assicurazione sulla vita e contro gli infortuni.

A chi spetta la detrazione?

La detrazione dei premi per l’assicurazione sulla vita e contro gli infortuni spetta al contribuente se:

  • risulta il contraente e l’assicurato;
  • risulta il contraente ma un suo familiare a carico è il soggetto assicurato;
  • un suo familiare a carico è sia contraente che soggetto assicurato;
  • risulta egli stesso l’assicurato ed un suo familiare a carico il contraente;
  • il contraente è un familiare a carico, ed il soggetto assicurato è un altro familiare a carico.

Come si detrae l’assicurazione per il rischio di invalidità permanente non derivante da infortunio?

La detrazione fiscale è consentita anche quando i premi assicurativi sono corrisposti per i contratti che hanno ad oggetto il rischio di invalidità permanente derivante da qualsiasi causa, infortunio o malattia, purché l’invalidità non sia inferiore al 5%. Sono detraibili le somme versate per garantire la copertura del rischio di invalidità temporanea, anche se è totale. Se la polizza malattia e infortuni è finalizzata a garantire un risarcimento anche in caso di invalidità inferiore al 5%, viene riconosciuta la detrazione con riferimento alla sola quota parte del premio corrisposto, limitatamente alla copertura del rischio d’invalidità non inferiore al 5%.

Si può detrarre l’assicurazione che ha per oggetto il rischio di non autosufficienza?

Se la polizza assicurativa ha ad oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, è riconosciuta la detrazione, con riferimento al relativo premio, se l’assicurazione rispetta le condizioni previste dal decreto ministeriale in materia [1].

Nel dettaglio, la detrazione compete per i premi relativi ai contratti che assicurano il rischio di non autosufficienza nel compimento in modo autonomo degli atti della vita quotidiana: questi atti sono quelli concernenti l’assunzione degli alimenti, l’espletamento delle funzioni fisiologiche e dell’igiene personale, la deambulazione, l’indossare indumenti. Viene considerata non autosufficiente anche la persona che non necessita di sorveglianza continuativa, e quella incapace di svolgere, in tutto o in parte, una delle attività appena elencate.

I contratti possono essere stipulati nell’ambito dell’assicurazione contro il rischio di malattia o dell’assicurazione sulla vita, e devono prevedere la copertura del rischio per l’intera vita dell’assicurato.

Se i contratti vengono stipulati nell’ambito delle assicurazioni sulla malattia, i premi sono detraibili se prevedono una durata minima di 10 anni, con rinnovo obbligatorio da parte dell’assicurazione ad ogni scadenza, senza facoltà di recesso. Se si tratta di una polizza collettiva, deve coprire almeno la durata del rapporto di lavoro.

I contratti possono anche prevedere la possibilità di variare, a intervalli non inferiori a 5 anni, l’importo dei premi in base all’evoluzione dell’esperienza statistica riferita alla collettività. Se l’assicurazione non prevede il riscatto, nella polizza va evidenziata la parte di premio che si riferisce alla prestazione per il rischio di non autosufficienza, per la quale spetta, pertanto, la detrazione d’imposta.

Le prestazioni derivanti da questi contratti non sono tassate, perché hanno carattere risarcitorio derivante dall’invalidità permanente del contribuente.

Come si detrae l’assicurazione contro il rischio di non autosufficienza?

Il limite di spesa, sul quale si può applicare la detrazione per i premi pagati per l’assicurazione contro il rischio di non autosufficienza, è pari a 1291,14 euro annui: il codice da utilizzare, nel quadro E del modello 730 o nel quadro RP del modello Redditi, è il codice 39. La detrazione ammonta al 19% del premio, o al 19% di 1.291,14 euro, se il premio pagato è più elevato.

Si può detrarre l’assicurazione finalizzata alla tutela dei disabili gravi?

È possibile detrarre anche l’assicurazione per la tutela delle persone con disabilita grave, ai sensi della Legge 104: l’importo del premio non deve complessivamente superare 750 euro annui, al netto dei premi per le assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte o di invalidità permanente. Anche in questo caso, la detrazione è pari al 19% del costo o del tetto massimo di spesa, se il costo è superiore.

[1] D. M. 22/12/2000.



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