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WhatsApp: files condivisi, a rischio i dati bancari

4 gennaio 2017


WhatsApp: files condivisi, a rischio i dati bancari

> Business Pubblicato il 4 gennaio 2017



Gli hacker usano il sistema di messaggistica istantanea per carpire informazioni sensibili: occhio ai files condivisi attraverso WhatsApp, ecco di cosa si tratta.

WhatsApp utilizzato per carpire dati personali e bancari.

La notizia è stata diffusa da IBTimes in un report di recente diffusione. Un gruppo di hacker avrebbe iniziato ad utilizzare in maniera sistematica WhatsApp, l’app di messaggistica gratuita più diffusa al mondo con oltre un miliardo di utenti, per diffondere dei virus in grado di sottrarre agli utenti informazioni personali e dati sensibili, ivi compresi i dati bancari, attraverso l’individuazione delle credenziali di accesso e dei codici Pin.

Fin qui poche novità, direte voi, non è la prima volta che si assiste al tentativo di phishing attraverso le App di messaggistica.

Vero, ma quello che cambia, in questo genere di truffa, rispetto alla solita catena di messaggi passati da un utente all’altro e potenzialmente innocui è la modalità operativa di installazione del virus.

Come si presentano i nuovi virus WhatsApp

Pare che i virus si siano iniziati a diffondere a partire dall’India mascherandosi come documenti pubblici, generalmente in formato Office, dunque .doc, .docx, .xls, .xlsx o anche in formato Adobe Reader, dunque .pdf. I documenti sarebbero stati spacciati per comunicazioni provenienti da due organizzazioni governative indiane: la National defence accademy e la National investigation agency.
Non è escluso che l’evoluzione del virus porti a sviluppi anche nei paesi europei.

Come funziona il virus WhatsApp-documenti

Una volta che si accede al file che si riceve attraverso il servizio di messaggistica, il software viene lanciato nel sistema ed è in grado di trasmettere i dati sensibili, senza che l’utente trasmetta i propri dati personali volontariamente – come generalmente accade nei tentativi di phishing.
Le autorità indiane stanno operando per stoppare la diffusione del virus, ma come sempre accade la velocità del Web rischia di essere inarrestabile. Attenzione dunque a non accettare files di testo, di calcolo, o pdf se non provenienti da fonti sicure e contatti diretti.

Se siete in dubbio meglio denunciare il fenomeno alla polizia postale: la pagina una vita da social è sempre all’avanguardia sulle nuove truffe online e nel fare il vostro interesse aiuterete anche gli altri utenti.


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