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Lista dei debitori Monte Paschi Siena

12 Gennaio 2017 | Autore:


> Business Pubblicato il 12 Gennaio 2017



I nomi di chi avrebbe messo in ginocchio la banca sottoposta oggi al processo di nazionalizzazione: ecco a causa di chi il salvataggio costa 200 euro a testa.

Siete curiosi di sapere a causa di quali investitori e di quali aziende la banca Monte dei Paschi di Siena sia finita sul lastrico e necessiti oggi di una profonda ristrutturazione? Forse possiamo iniziare a darvi una lista sufficientemente approfondita da soddisfare questa vostro «capriccio» (che evidentemente capriccio non è, considerato che a pagare il risanamento siamo tutti noi cittadini attraverso i soldi pubblici).

Sui nomi e le categorie di finanziati abbiamo l’imbarazzo della scelta: si va dalle grandi imprese alle società calcistiche, dagli armatori agli speculatori. E non tutti i nomi sono così conosciuti al grande pubblico, a testimonianza del fatto che non sempre le cronache – anche in tempo di Web 2.0 – riescono a restituire il vero andamento del Paese e la distribuzione della ricchezza reale sul nostro territorio.

La lista dei debitori di Monte dei Paschi

Ecco allora le prime, ma ormai certe, indiscrezioni sui nomi contenuti nella fatidica lista di debitori:

  • Sorgenia, il colosso dell’energia della Cir di De Benedetti condotta poi al disastro;
  • gruppo Marcegaglia (e MPS a onor del vero non era sola, ma guidava una cordata di finanziatori della quale fa parte anche Unicredit ad esempio);
  • Deiulemar, compagnia di navigazione di Torre del Greco (in provincia di Napoli) il cui crack ha coinvolto circa 13mila risparmiatori;
  • AC Siena Calcio (ovviamente);
  • Gruppo Mezzaroma, colosso delle costruzioni romane e non con la Impreme (il cui AD è stato anche nel tempo presidente di Siena Calcio);
  • Gianni Punzo azionista di peso di Ntv e patron e ideatore dell’interporto di Nola, con la Cisfi, della quale oggi Mps è di fatto maggiore azionista (a seguito della conversione dei debiti in azioni);
  • BTp, il general contractor della ditta Bartolomei-Fusi e la Fenice Holding che dalle cui ceneri la BTp è nata (e della quale anche in questo caso Mps è grande azionista);
  • Ligresti, con il progetto immobiliare abortito di Casalboccone a Roma (che appunto del gruppo ligresti era eredità diretta e che oggi vede Mps azionista al 22%);
  • Unieco, della quale il Monte ha finanziato il risanamento (in maniera infruttuosa, evidentemente);
  • e infine un bel numero di partecipate pubbliche:
    • Scarlino Energia,
    • Fidi Toscana,
    • Bonifiche di Arezzo,
    • Aeroporto di Siena,
    • Terme di Chianciano.

Ancora, evidentemente, nomi e società dovranno saltare fuori e ci si aspetta di avere sorprese di un certo rilievo. Come è intuibile si tratta di un processo inarrestabile, sul quale tuttavia ci sembra corretto tenervi aggiornati.


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