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Gita scolastica: quando è responsabile il docente?

22 Febbraio 2017
Gita scolastica: quando è responsabile il docente?

La Corte di Cassazione interviene in tema di responsabilità dei docenti. Vediamo cosa ha stabilito la Corte

Accompagnare i ragazzi in gita è una delle esperienze più temute da gran parte dei docenti e la ragione sta proprio nella responsabilità che il docente sente gravare su sé stesso: tenere a bada e sotto controllo 25 adolescenti non sarebbe cosa facile per nessuno, tanto meno se questi sono in gita e presi da totale euforia, quando non anche dalla necessità di eludere i controlli di ogni sorta.

Vediamo allora se le perplessità dei docenti sono giustificate e cosa in materia ha stabilito la Cassazione [1].

L’iscrizione alla scuola instaura un vincolo negoziale

Secondo quanto stabilito dalla Corte l’iscrizione ad una scuola e la stessa ammissione ad una gita scolastica comportano l’instaurarsi di un vincolo di natura negoziale, tale per cui a carico dell’istituto nasce un obbligo di vigilanza sulla sicurezza e sull’incolumità degli allievi.

Tale obbligo perdura per tutto il tempo in cui il soggetto fruisca della prestazione scolastica ed in ogni sua prestazione.

Onere della prova: chi deve dimostrare il danno?

Sarà l’allievo dovrà dimostrare di aver subito un evento lesivo durante l’attività scolastica; d’altra parte l’istituto dovrà dare prova liberatoria, vale a dire dovrà dimostrare che l’evento lesivo è riconducibile ad una sequenza causale di per sé non evitabile o comunque imprevedibile pur usando tutte le misure idonee, in relazione a quelle circostanze, ad evitare e scongiurare il pericolo di lesioni.

La volontà da parte dello studente non basta a scagionare il docente

Non basta dimostrare che ci sia stata una volontà da parte dello studente che ha subito l’evento lesivo: seppur la condotta verrà comunque valutata nel complesso, ciò non basta a far venire meno la responsabilità del docente. Allo stesso modo si terrà conto dell’eventuale condotta negligente o imprudente dello studente-vittima.


note

[1] Cass. sez. III, sent. 1769/2012


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