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Limite drastico ai voucher in arrivo 

5 Marzo 2017


Limite drastico ai voucher in arrivo 

> Business Pubblicato il 5 Marzo 2017



Il ministro Poletti torna sulla questione Voucher e ammette la necessità di limitarne l’uso drasticamente. 

Argomento scottante, quello dei voucher, sulla cresta dell’onda da tanti mesi e con tante critiche. Si ritiene infatti sia uno strumento che incentiva il lavoro nero, per le motivazioni di cui vi abbiamo parlato nei nostri articoli precedenti, e che, d’altra parte, si rivelano spesso un modo per non assumere, mantenendo i lavoratori nella precarietà.

Delle critiche tiene conto anche il ministro Poletti, che comincia a mostrare delle aperture circa le modifiche in materia.

Vediamo insieme, però, cosa sono i voucher e per quale motivo sono così criticati.

Che cosa sono i voucher?

I voucher, o meglio i voucher per le prestazioni a carattere occasionale, sono dei buoni lavoro, strumenti flessibili, che permettono al datore di lavoro di incrementare temporaneamente la propria forza lavoro per risolvere problemi di tipo stagionale. Consentono, ad esempio, di assumere personale in periodi festivi (nel caso di un esercizio commerciale) e ai lavoratori di ottenere il pagamento di una prestazione anche minima, nel rispetto della normativa e soprattutto tutelati dai sistemi assicurativi. Non necessariamente dunque costituiscono un problema.

Ma negli ultimi mesi è stato forte l’allarmismo sul tema. Partiamo quindi da una definizione.

Cosa si intende per prestazioni accessorie?

Il lavoro che prevede prestazioni “accessorie” dunque, per meglio dire il “lavoro accessorio” è una tipologia di lavoro che non è possibile ricondurre ad alcun contratto lavorativo, in quanto svolto in maniera saltuaria. La presenza della tipologia di lavoro “accessorio”, serve a tutelare proprio queste situazioni non regolamentate.
Il pagamento del lavoro accessorio avviene attraverso voucher, i cosiddetti “buoni lavoro”.

Il voucher ha il valore di 10 euro e comprende al proprio interno anche la componente contributiva, dunque il netto del voucher, è di 7,50 euro, valore corrispondente al compenso minimo previsto per un’ora di prestazione.

Il voucher prevede naturalmente anche la garanzia per la copertura previdenziale INPS e quella assicurativa INAIL, tuttavia esso non dà diritto alla disoccupazione o alla malattia, agli assegni familiari, in breve è riconosciuto ai fini del diritto alla pensione, ma non comprende le prestazioni di sostegno al reddito.

Chi può ricevere il buono lavoro per prestazioni accessorie?

Possono ricevere un buono lavoro a corrispettivo di una prestazione accessoria:

  • studenti universitari in qualsiasi periodo dell’anno;
  • pensionati;
  • percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito;
  • lavoratori part-time (ma non presso il datore di lavoro che li ha già contrattualizzati);
  • altre categorie tra le quali rientrano i titolari di Mini-ASpI, disoccupazione speciale in agricoltura, lavoratori autonomi, lavoratori dipendenti pubblici e privati;
  • gli studenti di scuole di ogni ordine e grado in periodi di vacanza (giovani al di sototo dei 25 anni, regolarmente iscritti ad un ciclo di istruzione scolastica, che abbiano compiuto i 16 anni e nel caso di minore età autorizzati da parte del genitore o di chi ne fa le veci). I periodi di vacanza sono stabiliti in date precise (1 dicembre – 10 gennaio; dalla domenica delle Palme al Martedì successivo la Pasquetta, dal 1 giugno al 30 settembre di ogni anno) e sabato e domenica di tutti i periodi dell’anno;
  • prestatori extracomunitari in possesso di permesso di soggiorno che consenta lo svolgimento di attività lavorativa (ivi compreso il permesso per studio) o in possesso di permesso per “attesa occupazione”. In questo caso il compenso del voucher concorre al reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso stesso.

Chi può offrire il buono lavoro?

Il buono lavoro può essere offerto al lavoratore da famiglie, ONLUS e enti no-profit in generale, imprese in generale, committenti pubblici. Non è previsto il pagamento per mezzo di voucher in caso di lavori conto terzi, perché il rapporto committente-lavoratore deve essere diretto (fanno eccezione solo le attività di stewarding in manifestazioni calcistiche).

Comunicazione obbligatoria buoni lavoro: a chi inviarla

La comunicazione obbligatoria da inviare in occasione dell’attivazione di una prestazione lavorativa accessoria, attraverso un buono lavoro, deve essere trasmessa via mail a voucher.provincia@ispettorato.gov.it dove “provincia” viene sostituito dalla provincia relativa, dunque ad esempio per Milano la mail sarà voucher.milano@ispettorato.gov.it.

Per riferimenti completi su come mandare la comunicazione preventiva entro i 60minuti precedenti il momento dell’inizio della prestazione nel nostro articolo: Voucher: ecco a chi mandare la comunicazione obbligatoria.

Poletti: limitare l’uso dei voucher alle famiglie

Quanto affermato da Poletti potrebbe però sconvolgere la situazione. In particolare il Ministro, resosi conto dell’uso non sempre idoneo dei voucher, ha annunciato la necessità di ridurne drasticamente l’uso, così mostrando una certa apertura circa le polemiche innalzate da sindacati e lavoratori: «Penso che la norma sui voucher vada modificata e che ne vada drasticamente limitato l’uso. Penso che vadano usati dalle famiglie per piccoli lavori e non dalle imprese, che hanno i contratti di lavoro». Vedremo se qualcosa si smuoverà in materia. Noi saremo qui ad aggiornarvi.


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