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Corruzione tra privati: verranno puniti anche i manager

15 Marzo 2017 | Autore:
Corruzione tra privati: verranno puniti anche i manager

Il Consiglio dei Ministri vara la nuova misura contro la corruzione nel settore privato.

Venerdì scorso il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo che attua la decisione quadro [1] sulla lotta alla corruzione nel settore privato. Prevista la responsabilità penale anche per il manager. Vediamo i dettagli

Cosa prevede la Decisione quadro

Il Consiglio dell’Unione Europea il 22 luglio del 2003, ormai ben 14 anni fa, emanava la Decisione quadro “Relativa alla lotta contro la corruzione nel settore privato”. Nelle considerazioni preliminari della decisione il Consiglio evidenziava come con la globalizzazione si fosse assistito al forte aumento degli scambi transfrontalieri di merci e servizi. Tale fenomeno ha fatto si che i casi di corruzione nel settore privato all’interno di uno Stato membro non potessero più esser considerato solo e soltanto un problema nazionale, ma anche un problema transnazionale da affrontare in maniera più efficace, mediante un’azione comune a livello dell’Unione europea.

La lotta alla corruzione sia pubblica che privata con tale decisione è diventata quindi uno degli obiettivi chiave degli Stati membri, posta la minaccia allo stato di diritto che deriva da tale reati.

«L’obiettivo della presente decisione quadro è in particolare di garantire che sia la corruzione attiva sia quella passiva nel settore privato siano considerate illeciti penali in tutti gli Stati membri, che anche le persone giuridiche possano essere considerate colpevoli di tali reati e che le sanzioni siano effettive, proporzionate e dissuasive», si afferma nel preambolo dell’atto.

Corruzione tra privati anche per i manager

Lo scorso venerdì anche l’Italia ha finalmente messo in linea la propria legislazione con quanto stabilito dall’Ue. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera definitivo al decreto legislativo che attua la decisione quadro.

Il provvedimento è composto da sette articoli ed allarga la platea dei soggetti ritenuti responsabili, includendo tra gli autori di reato oltre a chi riveste posizioni apicali, anche chi svolge attività di manager, quindi coloro i quali svolgono attività di funzione direttiva.

Le modifiche al Codice civile

La normativa introdotta interviene sul codice civile, introducendo la fattispecie dell’istigazione alla corruzione tra privati, fino ad oggi non punita [2].

Come si configura la corruzione tra privati?

Ci si muove su un doppio binario, sanzionando da una parte chi offre o promette denaro a un soggetto interno, dall’altra chi, dal lato passivo, solleciti una promessa o una dazione di denaro per fare od omettere un atto violando i suoi obblighi.
Il reato si configurerà a seguito della querela della persona offesa e la condanna comporta in ogni caso l’interdizione temporanea dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese.

Sanzioni pecuniarie più salate

Inasprite anche le sanzioni previste nel terzo comma dell’art. 2635 del Codice civile [3].


note

[1] Decisione quadro 2003/568/Gai

[2] Si introdurrà l’Articolo 2635-bis cod.civ.

[3] Art. 2635 cod.civ.- Corruzione tra privati


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