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Bonus mamma domani: ancora rinvii, ma si fa chiarezza

22 marzo 2017


Bonus mamma domani: ancora rinvii, ma si fa chiarezza

> Business Pubblicato il 22 marzo 2017



Le domande potranno essere inoltrate non prima di maggio 2017. L’Inps pubblica una circolare e fa chiarezza, ma la misura è ancora in ritardo sui tempi.

Ancora ritardi e rinvii per ilBonus mamma domani 2017“, il bonus a sostegno della natalità che è stato inserito nella legge di bilancio 2017. Tuttavia l’Inps con la recente circolare ha fatto chiarezza su alcuni punti. Ecco i dettagli.

Che cos’è il “Bonus Mamma domani”?

Il premio mamma domani consiste in un bonus per un importo di 800 euro che dovrebbe essere dato una tantum (cioè in una sola soluzione e per una sola volta per figlio) alle donne al settimo mese di gravidanza.

Il premio non concorre alla formazione del reddito complessivo.

Quali gli obiettivi della misura?

La misura nasce come sostegno del reddito delle donne in gravidanza e come contributo statale alle visite mediche necessarie durante l’attesa: farmaci, ecografie, visite specialistiche e tutti i controlli per veder nascere in tutta tranquillità il bebè possono avere un costo esoso. A ciò si aggiungano i prodotti per la prima infanzia. Non a caso il bonus spetta a chi è al settimo mese, periodo in cui le spese sono statisticamente più alte, e, d’altra parte, sono inferiori le interruzioni di gravidanza.

La misura si affianca alle altre a sostegno della famiglia di cui vi abbiamo parlato negli scorsi articoli, tra cui il bonus nido. Vi rimandiamo al nostro articolo in materia, per i dettagli.

Ci sono limiti legati al reddito per il bonus mamma?

Tra le modifiche applicate dalla Camera alla misura c’è l’abolizione dell’emendamento che proponeva una soglia ISEE di 25mila euro per la fruizione del bonus. Pertanto non sono previsti limiti reddituali, ma sarà destinato a tutte le neomamme richiedenti.

Requisiti per la fruizione del bonus mamma

Le neomamme per richiedere il bonus dovranno certificare di:

  • esser residenti in Italia
  • avere cittadinanza italiana o comunitaria. Se non comunitaria dovranno essere in possesso di regolare permesso di soggiorno Ue.
  • Aver portato a termine entro il 1°gennaio uno di questi eventi:
    • il settimo mese di gravidanza entro e non oltre il 1°gennaio 2017;
    • il parto, anche se antecedente all’inizio dell’ottavo mese
    • l’adozione del minore nazionale o internazionale, disposta con sentenza divenuta definitiva [1];
    • affidamento preadottivo nazionale o internazionale [2].

Si specifica che in caso di parto gemellare il contributo sarà sempre di 800 euro, in quanto la misura non è legata al numero di figli nati.

Dove inoltrare la domanda?

Ecco la nota dolente e ciò su cui l’Inps non ha ancora fatto chiarezza.  Soprattutto ad oggi non è ancora disponibile un modulo per fare domanda.

I ritardi suscitano polemica. Quando perverrà il bonus?

Il ritardo ha naturalmente suscitato molte polemiche, pervenute naturalmente all’Inps, che da una parte ha passato la palla al Governo, attribuendo i ritardi alle numerose imprecisioni del testo, dall’altro ha rassicurato sulla retroattività della misura. Pertanto anche se le domande perverranno con ritardo la validità del bonus sarà a decorrere dallo scorso primo gennaio, il che vuol dire, in sostanza, che figurerà più come un rimborso che come un incentivo all’acquisto.

In ogni caso il bonus, stando a quanto emerge dalle comunicazioni dell’Inps e dalle tempistiche annunciate, non sembra poter pervenire prima di maggio-giugno, dal momento che dall’invio delle domande alla loro approvazione si attesta un’attesa di 60 giorni circa.

note

[1] Ai sensi della legge n. 184/1983;

[2]  Disposti con ordinanza ai sensi dell’art. 22, comma 6, della legge 184 del 1983

 

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