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Lavoro: voucher sostituiti dal libretto familiare

11 maggio 2017


Lavoro: voucher sostituiti dal libretto familiare

> Business Pubblicato il 11 maggio 2017



Importanti novità riguardano la legislazione sul lavoro: allo studio una nuova carta prepagata in sostituzione dei voucher.

Novità importanti arrivano in merito all’abolizione dei voucher, che ha creato non poche polemiche, e alla nascita di nuove opzioni sostitutive.

Per ovviare al vuoto normativo il Governo avrebbe allo studio uno strumento chiamato «libretto familiare», che andrà a prendere il posto dei precedenti buoni lavoro attraverso una carta ricaricabile. Una sorta di carta prepagata per assicurarsi le prestazioni, rigorosamente saltuarie, quindi senza carattere di continuità, di colf, badanti e baby sitter.

Il nuovo strumento dovrebbe arrivare con la cosiddetta “manovrina di primavera” e prevede che le famiglie possano regolare tali situazioni attraverso un’apposita area riservata online, gestita direttamente dall’Inps. I voucher venivano acquistati prima di decidere come usarli, ossia chi pagare, mentre il nuovo meccanismo dovrebbe prevedere l’intestazione al lavoratore e l’importo da versare. In questo modo, anche se in forma semplificata, il rapporto di lavoro assomiglierà a un contratto vero e proprio. Il sistema è stato studiato anche per una trasparenza, contro l’evasione, e consentirebbe al datore di lavoro, cioè alle famiglie, di scaricare dalle tasse un parte della spesa. E questo, però, anche il punto più critico: servono le coperture e bisognerà capire come il governo troverà i fondi.

Il lavoro a chiamata per le imprese

Sempre tramite il medesimo emendamento, dovrebbe arrivare una soluzione anche per le imprese. La previsione è quella che per le aziende si possa ricorrere a un contratto definito «leggero», una sorta di «lavoro a chiamata soft» che potrà essere perfezionato online sempre tramite il sito gestito dall’Inps.

Anticipato inoltre un tetto massimo di utilizzo, cioè non oltre 400 giorni in tre anni, a pena di assunzione vera e propria del lavoratore. Infine, modifiche arriveranno anche sul fronte del lavoro a chiamata vero e proprio che potrà essere utilizzabile per tutti i lavoratori, a seguito della cancellazione degli attuali limiti di età (meno di 24 anni e più di 55).

Differenza tra voucher e lavoro a chiamata

Il lavoro a chiamata, sia nella versione classica sia in quella leggera, ha un costo che va dai 20 ai 25 euro l’ora contro i 10 dei vecchi voucher. In pratica, quasi il doppio. Sempre a differenza dei vecchi buoni, prevede contributi previdenziali più alti e quindi più vantaggioso in ottica pensionistica.

note

Autore immagine: Google Immagini


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