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120 giorni per il risarcimento danni verso la pubblica amministrazione

20 maggio 2017


120 giorni per il risarcimento danni verso la pubblica amministrazione

> Business Pubblicato il 20 maggio 2017



La Corte Costituzionale ha ribadito la legittimità della previsione del termine di decadenza di 120 giorni per ottenere il risarcimento del danno derivante dall’attività della PA.

Il risarcimento danni alla pubblica amministrazione deve essere chiesto in modo veloce, perché il termine a disposizione è di soli 120 giorni. Lo conferma la Corte costituzionale [1] sulla vicenda di un’impresa edile che non era riuscita a costruire un immobile perché il titolo rilasciatogli dal Comune mancava di un’autorizzazione dell’Anas.

Il fatto

Nel caso, una società di costruzioni privata chiedeva, non rispettando il termine decadenziale dei 120 giorni dal compimento del fatto lesivo da parte della Pa, il risarcimento dei danni subiti a causa di un permesso a costruire rilasciato in difetto del necessario nullaosta che di fatto aveva determinato un’impossibilità di procedere alle realizzazioni delle opere (Prescrizione del risarcimento danni contro l’amministrazione).

Il Tar Piemonte, investito della controversia, si trovava impossibilitato ad emettere sentenza di condanna della pubblica amministrazione al risarcimento dei danni subiti dal costruttore perché quest’ultimo aveva agito in giudizio oltre il termine previsto di 120 giorni dal fatto lesivo. E sollevava questione di legittimità costituzionale avverso tale disposizione.

Infatti tra privati, il risarcimento danni può essere chiesto entro cinque anni [2], sicché ai giudici di merito (Tar Piemonte) sembrava sproporzionato il rapporto tra due processi simili nel risultato (il risarcimento) e nel tipo di indagine (elemento soggettivo: colpa; nesso di causalità: collegamento tra comportamento dannoso e danno).

La contrazione da cinque anni a 120 giorni è stata ritenuta ragionevole dei giudici costituzionali: volendo l’interessato potrebbe contestare dinanzi al Tar (entro 60 giorni) il provvedimento che lo danneggia, chiedendo i danni anche a distanza di anni, dopo la lite amministrativa [3].

120 giorni per azionare la tutela risarcitoria

La Corte Costituzionale, tuttavia, con la pronuncia n. 94 del 4 maggio 2017, ha ritenuto non incostituzionale la norma del c.p.a. e la previsione del termine di 120 giorni per azionare la tutela risarcitoria nei confronti della pubblica amministrazione e ha dunque respinto la censura: «la previsione del termine di decadenza per l’esercizio dell’azione risarcitoria non può ritenersi il frutto di una scelta viziata da manifesta irragionevolezza, ma costituisce l’espressione di un coerente bilanciamento dell’interesse del danneggiato di vedersi riconosciuta la possibilità di agire anche a prescindere dalla domanda di annullamento (con eliminazione della regola della pregiudizialità), con l’obiettivo, di rilevante interesse pubblico, di pervenire in tempi brevi alla certezza del rapporto giuridico amministrativo, anche nella sua declinazione risarcitoria, secondo una logica di stabilità degli effetti giuridici, oltre a rispondere all’esigenza pubblicistica di consolidare i bilanci della Pa non esponendoli a modificazioni a distanze temporali notevoli dall’azione compiuta».

In conclusione, dunque, a seguito della pronuncia della Corte Costituzionale non potrà porsi alcun ulteriore dubbio: se si subisce un danno dall’azione della pubblica amministrazione, si può agire con l’autonoma azione risarcitoria al Tar ma nel necessario rispetto del termine di decadenza ex art. 30 cpa di 120 giorni dal fatto illecito.

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note

Autore immagine: Google Immagini

[1] C. Cost. sent. n. 94/17 del 4.05.2017.

[2] Art. 2947 cod. civ.

[3] Dlgs. 104/2010 art. 30 comma 5.


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