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Postepay: addebito non autorizzato, come procedere?

16 Agosto 2017


Postepay: addebito non autorizzato, come procedere?

> Business Pubblicato il 16 Agosto 2017



Cosa fare se sulla carta Postepay c’è un’uscita di cui non conosciamo la provenienza? Ecco la guida.

Un addebito che non riconosciamo sulla carta Postepay può essere accidentale oppure fatto a scopo furtivo nei nostri confronti. In quest’ultimo caso si tratta a tutti gli effetti di un caso di appropriazione indebita e chi lo ha commesso dovrà rispondere del reato commesso.

Ecco come tutelarci nel caso in cui dovessimo imbatterci in una situazione del genere.

Addebito non riconosciuto sulla carta PostePay: cosa fare

Ecco alcuni passaggi per tutelarsi in caso di addebito non riconosciuto sulla carta PostePay:

  • prima di tutto bisogna esporre una denuncia alle Autorità, ai carabinieri o alla Polizia Postale. Nel caso in cui non fossimo in possesso del nominativo del colpevole verrà aperto un fascicolo contro ignoti;
  • le autorità procederanno dunque alle indagini. La colpevolezza verrà attribuita al beneficiario della somma di denaro, nel caso in cui sia dimostrabile che la somma sia transitata sul conto del soggetto senza alcuna spiegazione;
  • la terza ed ultima fase comporta una procedura di cash back, ovvero una richiesta di restituzione della somma di denaro all’intermediario finanziario, ovvero a Poste Italiane, che è tenuta alla restituzione del denaro stesso. Per ottenere il rimborso sarà necessario presentare alle Poste la copia dell’atto di querela, chiedendo, con una diffida allegata all’estratto conto, la restituzione del denaro. Poste Italiane ha infatti il dovere di custodire con sicurezza i risparmi dei clienti.

L’unico caso in cui Poste Italiane si potrebbe considerare non responsabile è quello in cui l’ente riesca a dimostrare che il titolare del conto non ha tenuto la documentazione di riferimento in maniera sicura.

Per avere maggiori dettagli vi consigliamo di dare uno sguardo al nostro approfondimento Carte di credito clonate: rimborso obbligatorio.


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2 Commenti

  1. in realtà qualche anno addietro sono stato vittima con la poste pay di una truffa di circa 1.200€. mi sono accorto per caso collegandomi per vedere il saldo, insomma come è solito fare ogni tanto. Con rabbia e stupore trovo che mi avevano prosciugato la carta per pagamenti all’estero bollette luce ed altro con uan lingua spagnola, ma si trattava di stati tipo Colombia e giù di li. Ho scritto una lettera a poste italiane e fatta la denuncia alla polizia postale oltre ad aver prima richiesto allo sportello l’estratto conto. Le poste rispondono che essendo l’unico detentore delle credenziali sono responsabile del furto (in realtà on-line mi spiegava la polizia postale si sovrappone alle volte un doppio portale che copia le credenziali da me inserite), comunque non se ne parlava di rimborso. Vado da un avvocato che dopo qualche tempo mi diceva che il magistrato che aveva aperto il fascicolo in seguito alla denuncia non era facilmente reperibile e che comunque mi sarebbe arrivata qualche comunicazione (cosa che non è mai avvenuta ad oggi e ne son passati di anni). Dopo di che ho cercato in rete e come si dice in gergo navigando sono arrivato alla possibilità di ricorrere all’ABF, questo è possibile entro un anno da eventuale risposta negativa di poste o altro istituto finanziario. Ebbene mi hanno rimborsato perfino i 20€. che avevo anticipato per le spese legali, chiedendo scusa, e che avevano rivisto (certo dopo il ricorso) la mia posizione. Questo è quanto.

  2. in realtà qualche anno addietro sono stato vittima con la postepay di una truffa di circa 1.200€. mi sono accorto per caso collegandomi per vedere il saldo, insomma come è solito fare ogni tanto. Con rabbia e stupore trovo che mi avevano prosciugato la carta per pagamenti all’estero bollette luce ed altro con lingua spagnola, ma si trattava di stati tipo Colombia o giù di li. Ho scritto a poste italiane avendo fatto la denuncia alla polizia postale e richiesto allo sportello l’estratto conto. Le poste rispondono che essendo l’unico detentore delle credenziali sono responsabile del furto (in realtà on-line mi spiegava la polizia postale si sovrappone alle volte un doppio portale che copia le credenziali da me inserite), comunque di rimborso non se ne parlava. Mi reco da un avvocato il quale diceva che il magistrato che aveva aperto il fascicolo non era facilmente reperibile e che comunque mi sarebbe arrivata qualche comunicazione (cosa che non è mai avvenuta ad oggi e ne son passati di anni). Dopo ciò ho provato a cercare in rete e come si dice in gergo navigando sono arrivato alla possibilità di ricorrere all’ABF, questo è possibile entro un anno da eventuale risposta negativa di poste o altro istituto finanziario. Ebbene mi hanno rimborsato persino i 20€. che avevo anticipato per le spese legali, chiedendo scusa, e che avevano rivisto (certo dopo il ricorso) la mia posizione e quindi il rmborso in questo caso. Questo è quanto.

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