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Lavoro: contributi dimezzati per i giovani

23 Agosto 2017


Lavoro: contributi dimezzati per i giovani

> Business Pubblicato il 23 Agosto 2017



Il governo punta a 300mila assunzioni incentivando i nuovi contratti a tempo indeterminato degli under 29 con un nuovo bonus assunzione disoccupati. I dettagli.

Marco Leonardi, consigliere economico di Palazzo Chigi ha spiegato che il governo punta l’obiettivo delle 300mila assunzioni nel 2018 grazie ai futuri sgravi contributivi. All’inizio di settembre entrerà nel vivo il confronto tra gli esperti di palazzo Chigi e dei ministeri dell’Economia e del Lavoro per definire il taglio del cuneo per le assunzioni stabili dei giovani da inserire nella prossima legge di bilancio. Al vaglio l’ipotesi di incentivare i nuovi contratti a tempo indeterminato degli under 29 con un dimezzamento dei contributi per i primi 2 o 3 anni con un tetto di 3.250 euro.

Come funzionerà lo sgravio contributivo per i giovani disoccupati?

Lo sgravio contributivo, spesso passato alle cronache come bonus assunzione disoccupati è un agevolazione per chi assume lavoratori a tempo indeterminato, che consente di non versare i contributi Inps in misura piena.

Nelle intenzioni del governo lo sgravio sarà pari al 50% dei contributi dovuti dal datore di lavoro, avrà una durata massima di 3 anni e potrà essere fruito per le nuove assunzioni di giovani.

 

Quali saranno i lavoratori interessati?

Lo sgravio dovrebbe riguardare tutte le assunzioni a tempo indeterminato di giovani non aventi un impiego stabile: dovrebbero essere i giovani sino a 29 anni di età, ma si vorrebbe alzare questo limite sino ai 35 anni. Anche perché la Ue guarda con molta attenzione al limite di età che sarà scelto dal Governo per far scattare il bonus. Nella maggioranza resta forte il pressing per salire il più in alto possibile superando abbondantemente quota 30 anni.

A quali aziende sarà rivolto?

Rispetto alle precedenti agevolazioni assunzionali il Governo starebbe pensando anche di introdurre un paletto normativo preciso per far scattare il bonus:

  • le imprese potranno usufruire del dimezzamento dei contributi soltanto se non avranno licenziato nei 6 mesi precedenti l’assunzione incentivata del giovane. Questi inoltre non potrà essere licenziato nei 6 mesi successivi;
  • il datore di lavoro dovrà rispettare le condizioni già previste per i precedenti incentivi all’assunzione, ossia essere in possesso del Durc (Documento di regolarità contributiva), rispettare le leggi in materia di lavoro ed i contratti collettivi.

L’obiettivo è evitare possibili effetti sostitutivi di personale privilegiando forza lavoro più giovane.

Quanto costa allo Stato lo sgravio contributivo per tre anni?

Il dimezzamento dei contributi per 3 anni costerebbe nella prima fase circa un miliardo di euro per poi attestarsi tra i 2-2,5 miliardi a regime.

Secondo le prime stime di palazzo Chigi il bonus potrebbe interessare nel 2018 come accennato circa 300mila giovani. Naturalmente resta il via libera ufficiale della Ue all’utilizzo dei nuovo margini di flessibilità chiesti nelle scorse settimane dal ministro Pier Carlo Padoan su cui Bruxelles, tuttavia, ha già sostanzialmente preannunciato un ok di massima. Vi terremo aggiornati.

note

Autore immagine: Pixabay.com


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1 Commento

  1. Il tetto dei 3.250 euro sembra essere piuttosto riduttivo tenendo conto che alcuni sgravi contributivi attualmente vigenti superano anche gli 8.000 euro annui per ciascuna assunzione.

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