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Restano le monete da 1 e due centesimi: ecco perchè

2 Settembre 2017 | Autore:


> Business Pubblicato il 2 Settembre 2017



Non si potranno abolire le monete da 1 e due centesimi di euro: ecco perchè l’Unione dice no all’Italia.

Abbiamo parlato qualche tempo fa dell’intenzione del Governo di ritirare dalla circolazione le monete da 1 e 2 centesimi di euro (leggi Addio alle monete da 1 e 2 centesimi). L’addio era previsto per il primo gennaio prossimo, ma con tutta probabilità si tornerà indietro con la prossima Legge di Bilancio.

L’Ue dice no all’abolizione degli eurocent

La ragione per la quale l’Ue dice di no all’abolizione delle monete da 1 e 2 centesimi è semplice: non compete al Parlamento italiano decidere come limitare l’uso delle monete all’interno di uno dei territori dell’Unione. Se gli eurocent fossero aboliti in Italia, insomma, questo non permetterebbe comunque ai commercianti di rifiutare il pagamento in monete da 1 centesimo provenienti da altri stati dell’Unione monetaria.

Chi decide sulla circolazione della moneta unica?

Il Consiglio europeo è l’unico ad avere la facoltà decisionale sulla circolazione della moneta unica, non i Parlamenti nazionali. Peraltro il tentativo di abolizione era stato già effettuato da Finlandia e Belgio e in nessun caso questo aveva trovato un riscontro positivo da parte delle autorità europee. Si potrebbe dunque dire che «c’era da aspettarsi» una tale risposta da parte dell’Unione. Viene da chiedersi, naturalmente, perchè questo non sia stato tenuto in conto durante il lungo periodo di gestazione dell’emendamento.

Quanto sarebbe costata all’Italia l’abolizione delle monete da 1 e 2 centesimi?

C’è da scommettere che l’abolizione degli eurocent non sarebbe stata un bene per i consumatori. I prezzi inevitabilmente sarebbero aumentati a seguito degli arrotondamenti, ad esempio. Ma non sarebbe stata una buona notizia neanche per i commercianti, che non potendo di fatto rifiutarsi di avere pagamenti in moneta circolante dell’Unione avrebbero dovuto periodicamente cambiare i pezzi da 1 e 2 centesimi con tagli maggiori.

Infine nessun risparmio di fatto ci sarebbe stato neanche per la Zecca di Stato. L’assenza di quelle monetine avrebbe determinato la necessità di emettere un maggior numero di monete da 5 centesimi, per compensare la mancanza di denaro circolante. In definitiva si sarebbe trattato con tutta probabilità di un’operazione più costosa del previsto sotto ogni punto di vista. Chissà che il gran rifiuto non sia solo un bene per il nostro Paese.


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1 Commento

  1. Qualcuno vuol fare un scommessa? Tutti i prezzi, perlomeno in Italia, avranno come finale 3 o 4 cent. Solo i titolari di redditi fissi avranno 1 o 2 e l’autorità garante del controllo non scoverà nemmeno uno.(ricordarsi della storia dell’inizio del 2002).

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