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Come posso uscire da una società?

2 Settembre 2017 | Autore:
Come posso uscire da una società?

Che preavviso è necessario dare per uscire da una società? Come procedere? La comunicazione vale anche se non è stata recapitata? I dettagli. 

Quando la società viene costituita, spesso la data di chiusura viene indicata in un secolo, o comunque in un periodo tanto lungo da rendere pressoché impossibile per ciascuno fuoriuscire dal sodalizio per «scadenza naturale» del patto.

Ma dalla società si può uscire. Ecco che preavviso è necessario dare e quando la comunicazione si intende perfezionata.

Uscire da una società: si può fare in qualsiasi momento

La legge prevede che si possa uscire in qualsiasi momento quando la società non ha data di scadenza [1]. Secondo quanto stabilito dal Tribunale di Torino anche quando la durata della società è particolarmente lunga, come accade nel caso in cui ad esempio essa superi la normale vita umana, è applicabile la previsione del codice civile che garantisce al socio di recedere quando vuole, previa naturalmente congruo preavviso.

Vediamo il caso di specie.

Recedere dalla società: 180 giorni anche se non viene ricevuta la comunicazione

Quando si effettua l’atto di recesso dalla società è necessario che il socio dimissionario presenti una comunicazione scritta e la recapiti alla sede legale della società stessa. È inoltre necessario che il recesso venga motivato. In mancanza di previsioni differenti dello statuto, il recesso si perfeziona dopo 180 giorni.

Nel caso di specie – giudicato dal tribunale di Torino [2]  la comunicazione di recesso era stata effettuata dal socio regolarmente e le motivazioni che adducevano al recesso erano di duplice natura: in via principale il socio si richiamava ad una «giusta causa» (che qui non analizziamo perchè non interessante ai nostri fini) e in via subordinata al fatto che ai sensi del codice civile il fatto che la società terminasse dopo 102 anni dalla sua costituzione, non avrebbe permesso al socio stesso di arrivare alla normale conclusione del sodalizio societario.

Il socio nell’effettuare la richiesta non aveva avanzato infine alcuna richiesta di liquidazione a fronte della propria quota sociale.

Il Tribunale di Torino ha accettato il ricorso, che era stato effettuato dal socio dimissionario quando questi si è reso conto che l’amministratore unico non aveva formalizzato il recesso presso il Registro delle Imprese.

Anche se la raccomandata non viene ricevuta la comunicazione di recesso è valida

Nel caso di specie il Tribunale ha stabilito che a nulla valeva il fatto che la comunicazione di recesso non fosse stata recapitata alla società, ma fosse stata restituita al mittente per compiuta giacenza. La Corte ha ritenuto che il recesso del socio fosse stato correttamente esercitato in quanto, trattandosi di un «atto unilaterale recettizio», la comunicazione doveva intendersi ricevuta al momento della ricezione dell’avviso di giacenza del plico da parte del destinatario [3].

Mentre le motivazioni di giusta causa non hanno convinto i giudici di Torino, il richiamo all’articolo del codice civile che permette al socio di recedere dai sodalizi la cui durata sia a tempo indeterminato, è stato considerato valido.

Non essendovi nello statuto societario una diversa previsione, l’atto del socio aveva prodotto i suoi effetti dopo 180 giorni da quello nel quale era stato rilasciato l’avviso di giacenza della raccomandata.


note

[1] Art. 2473 c.2 cod.civ.

[2] Trib. Torino, sent. n. 2363/2017  del 05/05/2017.

[3] Art. 1335 del Codice civile e Cass. sent. n. 3707/1999.


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