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Elemosina: vietato ingannare i preti

24 Gennaio 2013
Elemosina: vietato ingannare i preti

Truffa e furto pluriaggravati per il mendicante che, ingannando il sacerdote, è riuscito ad ottenere elemosina non dovuta.

Secondo la Cassazione [1] chi simuli uno stato di bisogno, pur non versando in situazioni di disagio economico, rischia il carcere, anche se ha ricevuto pochi euro.

Il reato contestato è quello di furto e truffa con l’aggravante di aver commesso il fatto contro un ministro del culto cattolico o di altro culto ammesso nello Stato [2]. E ciò vale anche se il prete non è nell’esercizio delle proprie funzioni.

Per chi infatti svolge, nell’ambito del proprio mestiere, opere di carità, è giustificata una tutela più forte. Precisa la Suprema Corte che le “opere di carità” rappresentano un servizio tipico del ministero cattolico: modeste elargizioni a persone indigenti sono una costante dell’attività dei parroci. L’aver abusato di tale dedizione al prossimo è considerata, dal nostro ordinamento, una giusta aggravante.



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