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Vantaggi fiscali dei piani di risparmio

25 Settembre 2017


Vantaggi fiscali dei piani di risparmio

> Business Pubblicato il 25 Settembre 2017



I piani di risparmio sono pensati per finanziare le piccole e medie imprese attraverso vantaggi fiscali per risparmiatori

I piani individuali di risparmio (detti Pir), introdotti dall’ultima legge di bilancio, sono una forma di investimento a medio termine, capace di veicolare i risparmi verso le piccole e medie imprese italiane. I piani individuali di risparmio, già presenti con successo all’estero da anni (ad esempio in Gran Bretagna, Francia, Usa e Giappone), sono uno strumento dedicato in particolare ai piccoli investitori, attratti soprattutto dai vantaggi fiscali.

Infatti, a differenza degli altri prodotti finanziari in circolazione, i piani individuali di risparmio hanno come maggior vantaggio l’esenzione dall’imposta sui redditi da capitale. Inoltre promettono rendimenti consistenti. Questi prodotti, al momento, sono distribuiti da banche e assicurazioni, ma ben presto saranno gestiti anche dagli uffici postali.

Piani di risparmio: come funzionano?

Per consentire i vantaggi fiscali anzidetti, ogni singolo Pir deve essere mantenuto almeno 5 anni e non può superare i 30mila euro di investimento. Il singolo investitore, inoltre, non può superare i 150mila euro di investimento in piani individuali di risparmio. Ciò vuol dire che per l’operatività del regime di esenzione operano due limiti:

  • l’investimento massimo non può superare i 30mila euro per ciascun anno solare
  • ciascun investitore non può investire più di 150mila euro in piani di risparmio.

Il vantaggio per l’investitore è l’abbattimento di tutto il carico fiscale: in altri termini non pagherà tasse sui rendimenti, sulla successione e sulle donazioni. Le risorse raccolte in un piano individuale di risparmio, potranno essere investite in diversi strumenti finanziari, come azioni, obbligazioni, quote di fondi di investimento e anche conti correnti bancari. Dunque, per quanto attiene al profilo di rischio, il Pir non è sicuro al 100%: molto dipende dagli investimenti che andrà ad effettuare in concreto il gestore. Ovviamente se il gestore sbaglia investimenti, rendimento e capitale saranno a rischio.

Agli operatori che gestiscono il capitale è imposto il cosiddetto vincolo di diversificazione nella selezione degli strumenti su cui investire. In ogni caso la redditività del Pir dipenderà dal successo delle aziende selezionate dal gestore, che peraltro non sono molte. Infatti il gestore ha a disposizione un numero limitato di opportunità di investimento fra le piccole e medie imprese italiane quotate in Borsa (circa 124 società in totale). Resta poi il fatto che per il risparmiatore investire in un Pir è un’operazione di fiducia nella banca e in particolare nel gestore, atteso che il cliente non può sapere in anticipo su quali imprese investirà, né quali saranno i parametri di selezione che qualificheranno un’azienda come solida.

Piani di risparmio: i requisiti per le agevolazioni

Affinché l’investimento in un Pir consenta di fruire delle esenzioni sui redditi sopra dette è necessario il ricorrere di alcuni requisiti:

  • che almeno il 70% del valore del Pir sia investito in azioni o quote di società non immobiliari, anche non quotate, che siano fiscalmente residenti in Italia oppure in altri Paesi Ue o dello Spazio economico europeo, e che abbiano una stabile organizzazione in Italia;
  • che almeno il 30% della quota del 70% (pari al 21% dell’investimento complessivo) debba essere investita in azioni o quote di società diverse da quelle che compongono l’indice Ftse Mib di Borsa italiana oppure indici equivalenti di altri mercati regolamentati;
  • inoltre gli strumenti finanziari inseriti nel Pir devono essere detenuti per almeno cinque anni;
  • è fatto, infine, divieto di inserire nel Pir una quota superiore al 10 per cento in depositi e conti correnti oppure in strumenti finanziari di uno stesso emittente o stipulati con la stessa controparte o con società appartenenti al medesimo gruppo dell’emittente o della controparte;
  • infine, perché possa usufruire delle agevolazioni, ciascun contribuente deve avere un solo Pir.

È bene precisare, però, che il beneficio è valido solo se gli strumenti non vengono ceduti. Gli strumenti ceduti entro i 5 anni sono sottoposti al pagamento da parte del risparmiatore delle imposte non versate in forza dell’agevolazione, insieme agli interessi, senza l’applicazione di sanzioni.


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