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Tasse non pagate all’estero: cosa succede?

27 Settembre 2017 | Autore:
Tasse non pagate all’estero: cosa succede?

In caso di tasse non pagate all’estero, lo Stato creditore può presentare agli uffici italiani una domanda contenente la richiesta di riscossione

È difficile sfuggire al fisco, anche nel caso in cui il mancato pagamento delle tasse sia intervenuto all’estero. Ed infatti, se uno Stato membro dell’Unione Europea deve recuperare un credito nei confronti di un soggetto che risiede in Italia, detto Stato potrà presentare al fisco italiano una apposita domanda contenente la richiesta di riscossione. Vediamo, dunque, cosa succede in caso di tasse non pagate all’estero e come avviene, in questi casi,  la riscossione.

Tasse non pagate all’estero: la domanda di riscossione

Se un italiano non paga le tasse all’estero [1], automaticamente lo Stato straniero diventerà suo creditore. Lo Stato creditore per soddisfare il suo credito si rivolgerà agli uffici italiani, che provvederanno, in concreto, alla riscossione.

La domanda dello Stato creditore può avere ad oggetto solo crediti di importo complessivo superiore a 1.500 euro e relativi a:

  • tributi e dazi di qualsiasi tipo;
  • restituzioni, interventi e altre misure che fanno parte del sistema di finanziamento integrale o parziale del Fondo europeo agricolo di garanzia (Feaga) e del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr), compresi gli importi da riscuotere nel quadro di queste azioni;
  • contributi e altri dazi previsti nell’ambito dell’organizzazione comune dei mercati nel settore dello zucchero;
  • penalisanzionitasse e soprattasse di natura amministrativa relative ai crediti di cui ai punti precedenti;
  • corrispettivi per il rilascio di certificati o documenti analoghi, in relazione a procedure amministrative riguardanti dazi o tributi;
  • interessi e spese relativi ai crediti di cui ai punti precedenti.

Di regola, ogni domanda ha ad oggetto un solo credito, ma può averne più di uno se riguardano tutti lo stesso soggetto. La domanda è inviata telematicamente o per posta, utilizzando dei moduli standard. La domanda è inviata in italiano, se è inviata in tutto o in parte in una lingua diversa, lo Stato creditore deve allegare la relativa traduzione. La domanda, oltre alla richiesta di riscossione, contiene anche il titolo uniforme (cosiddetto Uipe), vale a dire l’atto che legittima gli uffici italiani a riscuotere il credito e ad adottare, se del caso, le misure cautelari.

Tasse non pagate all’estero: gli uffici competenti in Italia

Lo Stato creditore invia la domanda a uno dei seguenti uffici italiani. Questi uffici, per la funzione svolta, vengono definiti uffici di collegamento e sono, a seconda del credito da recuperare:

  • l’Ufficio cooperazione operativa del Settore internazionale della Direzione centrale accertamento dell’Agenzia delle Entrate;
  • il Servizio autonomo interventi settore agricolo (Saisa);
  • l’Ufficio VII della Direzione relazioni internazionali del Dipartimento Finanza e del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che si avvale del personale della Guardia di Finanza.

Tasse non pagate all’estero: quali termini?

La domanda di riscossione deve essere presentata entro cinque anni decorrenti dalla data in cui il credito è divenuto esigibile nello Stato creditore.

Tasse non pagate all’estero: come vengono riscosse

Una volta pervenuta la domanda di riscossione da parte di uno Stato straniero, in concreto i pagamenti saranno richiesti dagli uffici italiani.

La domanda di riscossione sarà, dunque, esaminata dagli uffici italiani ed in concreto eseguita dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Quest’ultima, quindi, dovrà  informare il debitore di aver preso in carico le somme per la riscossione, spedendogli una raccomandata. Attenzione: generalmente, è previsto che il debitore debba rimborsare l’Agenzia delle Entrate dei costi fissi sostenuti e delle spese relative alle procedure esecutive adottate.

Il debitore, una volta informato, avrà tre possibilità:

  • pagare le somme dovute in un’unica soluzione o a rate;
  • non pagare, rischiando l’espropriazione forzata dei beni;
  • contestare il credito (ad esempio, perché prescritto) il titolo uniforme o gli atti della procedura esecutiva adottata dagli uffici di collegamento. 

Tasse non pagate all’estero: quando si prescrivono

Le tasse non pagate all’estero si prescrivono secondo le norme dello Stato creditore. È comunque previsto che lo Stato creditore e gli uffici di collegamento presenti in Italia si informino a vicenda di qualsiasi provvedimento che interrompa o sospenda i termini di prescrizione.


note

[1] N.b.: ci si riferisce – per quanto concerne la trattazione del presente articolo – solo alle procedure di riscossione interne all’ambito Europeo.


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