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Vendita con riserva di gradimento e vendita a prova

29 Settembre 2017


Vendita con riserva di gradimento e vendita a prova

> Business Pubblicato il 29 Settembre 2017



Vendita con riserva di gradimento e vendita a prova: due rimedi preventivi rispetto al diritto di ripensamento

Sarà capitato a tutti noi di comprare qualcosa e di pentirci subito dopo. Le ragioni del “pentimento” possono essere le più varie. Ad esempio, ci si può accorgere che lo stesso prodotto in un altro punto vendita costava meno e che, dunque, in fin dei conti non si è trattato di “un buon affare”. Può capitare, inoltre, che solo dopo l’acquisto ci si accorga che, in realtà, il prodotto sia difettoso. Ciò capita spesso soprattutto in caso di shopping on line. Sul punto si è parlato molto a lungo del cosiddetto diritto di ripensamento dell’acquirente. Se, però, non si vogliono correre rischi l’alternativa è quella di “pensarci prima”. Al riguardo, è bene sapere che la legge disciplina due tipi particolari di vendita: la vendita con riserva di gradimento e la vendita a prova. Vediamo di cosa si tratta, prima però analizziamo in cosa consiste il diritto di ripensamento.

Il diritto di ripensamento

Il diritto di ripensamento, disciplinato dal Codice del Consumo [1], si sostanzia in una sorta di recesso esercitabile dall’acquirente mediante una semplice dichiarazione unilaterale da rendere entro alcuni giorni (generalmente 14) dall’acquisto. Il “ripensamento” non comporta alcuna penalità per l’acquirente, il quale non è tenuto nemmeno a specificarne il motivo. Il  venditore, invece, dovrà necessariamente restituire l’intera somma dell’acquisto.

Il recesso, però, segue sempre la conclusione di un contratto, tant’è che si tratta di un “rimedio” negoziale. Tuttavia, atteso che è sempre meglio “prevenire che curare”, potrebbe essere utile sapere che, in questi casi, la legge prevede anche dei rimedi preventivi. Il Codice Civile, come anticipato, disciplina due particolari tipi di vendita: la vendita con riserva di gradimento [2] e la vendita a prova [3]. Vediamo, dunque, di cosa si tratta e come funzionano.

La vendita con riserva di gradimento

La vendita con riserva di gradimento è un tipo di vendita volto ad agevolare il compratore che, prima di concludere il contratto, ha la possibilità di verificare se gradisce o meno il bene. La vendita con riserva di gradimento, infatti, si perfeziona solo quando il compratore comunica il proprio gradimento al venditore nel termine di decadenza stabilito dalle parti o dall’uso. Nell’inerzia del compratore alla scadenza del termine, se la cosa si trova in possesso del compratore, il gradimento si presume. Se, invece, la cosa deve essere esaminata presso il venditore, questi è liberato dalla proposta di vendita.
Attenzione: il gradimento non comporta rinuncia ad agire con le azioni per vizi o per mancanza di qualità della cosa venduta. Ciò significa che anche se il compratore ha manifestato oggi il suo gradimento, domani potrà comunque agire in giudizio per contestare i vizi della cosa.

La vendita a prova

Nella vendita a prova al compratore è assegnato un termine per valutare se la cosa acquistata ha le qualità stabilite nel contratto o è idonea all’uso cui è destinata.
La prova, in termini giuridici, si sostanzia in una condizione sospensiva. Ciò significa che, a differenza di quanto accade nella vendita con riserva di gradimento, il contratto è già perfetto al momento della conclusione. Tuttavia, la sua efficacia è subordinata all’esito positivo della prova, con effetto che retroagisce al momento della stipula. La prova deve essere eseguita nei termini e secondo le modalità stabilite dal contratto. Se la prova ha esito negativo, il contratto si risolve e il compratore può esigere la restituzione delle somme eventualmente già pagate, con esclusione di qualsiasi conservazione del contratto o riduzione del prezzo.

note

[1] D.lgs. n. 206 del 06.09.2005.

[2] Art. 1520 Cod. Civ.

[3] Art. 1521 Cod. Civ.

 


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