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Volo perso per troppo traffico: che fare?

1 ottobre 2017


Volo perso per troppo traffico: che fare?

> Business Pubblicato il 1 ottobre 2017



È possibile ottenere il rimborso del biglietto aereo se si perde il volo a causa del traffico incontrato per raggiungere l’aeroporto

Quando si deve prendere un volo è sempre meglio arrivare 3 ore prima che 3 minuti dopo. Ma cosa succede se si rimane imbottigliati nel traffico? È vero, il traffico ed altri “incidenti di percorso” devono sempre essere messi in conto. Ma cosa fare se nonostante  tutte le accortezze adoperate per arrivare in largo anticipo, a causa del traffico, si perde comunque l’aereo? È possibile chiedere il rimborso del biglietto aereo se si è perso il volo a causa del traffico? Scopriamolo insieme.

Cominciamo innanzitutto con il dire che in questi casi è chiaro che non vi sia alcuna responsabilità addebitabile alla compagnia aerea. Il traffico, in quanto esterno all’aeroporto, non è controllabile dalla compagnia aerea, né è onere della stessa monitorarlo o fornire eventuali avvisi al riguardo. Piuttosto dovrebbe essere cura del passeggero muoversi con largo anticipo.

Ciò detto, è pur vero che anche quelle che potrebbero sembrare le “partenze più intelligenti” talvolta si rivelano un vero e proprio fallimento. A chi non è mai capitato di restare imbottigliati ore e ore per strada a causa di un incidente? E se a causa del traffico si perde l’aereo? In questi casi, c’è poco da fare: il viaggio è bello che andato. Ma si può chiedere il rimborso del biglietto aereo?

L’interrogativo è tornato “alla ribalta” perché è in corso una class action promossa da un alcuni passeggeri rimasti imbottigliati nel traffico a causa di un incidente sul Grande Raccordo Anulare di Roma. I passeggeri, nonostante tutte le accortezze adoperate per arrivare in tempo, hanno comunque perso il volo. Come anticipato, in questi casi, sicuramente “non è colpa” della compagnia aerea. A ben vedere, però, potrebbe affermarsi che non è nemmeno colpa dei passeggeri.

Ebbene, la legge [1] sul punto prevede espressamente che se la partenza del passeggero è impedita per causa a lui non imputabile, il contratto e’ risolto e il vettore restituisce il prezzo del biglietto pagato. Si può quindi affermare che ci siano i margini per il rimborso del biglietto aereo se non si fa in tempo ad imbarcarsi perché imbottigliati nel traffico qualora questo sia causato da eventi che il passeggero non poteva prevedere.

A livello giurisprudenziale nel nostro Paese non mancano precedenti in cui i giudici hanno dato ragione ai passeggeri che, a causa di file allucinanti o ingorghi imprevedibili  in autostrada, hanno perso il volo.  Pioniera al riguardo è stata una sentenza del giudice di Pace di Parma del 2014 con cui è stato riconosciuto il diritto al rimborso ad un 74enne che aveva perso il volo per il Brasile proprio a causa di ingorghi in autostrada in direzione aeroporto.

In quest’ottica, peraltro, i giudici hanno riconosciuto il diritto al rimborso di tutti i passeggeri tenuti a partire insieme anche se il traffico è stato da impedimento ad uno solo di essi. Pensiamo, ad esempio, a marito e moglie che devono prendere l’aereo insieme, ma hanno necessità di raggiungere l’aeroporto da due punti diversi della città. In questo caso se uno dei due resta bloccato e, a causa del traffico, perde l’aereo, anche l’altro avrà diritto al rimborso se ha rinunciato a partire.

Resta fermo l’obbligo per il passeggero di dare tempestiva notizia dell’impedimento alla compagnia aerea, a pena di responsabilità per il danno che la stessa provi di aver sopportato a causa del ritardo nella notizia, entro il limite massimo dell’ammontare del prezzo del biglietto.

note

 [1] Art. 495 Cod. della Navigazione.

Autore immagine: Pixabay.com


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