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Cos’è il principio nominalistico?

14 ottobre 2017


Cos’è il principio nominalistico?

> Business Pubblicato il 14 ottobre 2017



Il principio nominalistico è quel principio che attribuisce rilevanza giuridica al valore nominale del bene

Il principio nominalistico è un principio cardine delle obbligazioni pecuniarie, cioè delle obbligazioni che hanno ad oggetto una somma di denaro. Secondo la legge [1], i debiti pecuniari si estinguono con moneta avente corso legale nello Stato al tempo del pagamento e per il suo valore nominale. Ma facciamo un pò di chiarezza e vediamo come funziona il principio in esame.

La moneta avente corso legale

In Italia la moneta che ha corso legale è l’Euro, introdotta il 1° gennaio 1999 ed entrata in circolazione il 1° gennaio 2002. Si tratta della valuta ufficiale dell’Unione Europea e, allo stato attuale, è adottata da 19 dei 28 Stati membri dell’Unione aderenti all’Unione economica e monetaria dell’Unione europea (Uem): Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Spagna. Il complesso di questi Paesi prende il nome di Eurozona. A seguito di accordi internazionali, l’Euro viene utilizzato anche presso i due Stati autonomi che sono collocati all’interno del territorio italiano, la Città del Vaticano e San Marino.

Cos’è il valore nominale del denaro?

Il valore nominale, che si trova alla base del principio nominalistico, consiste nel valore numerico del denaro che è segnato sulla moneta o sulla banconota. La moneta è suddivisa in 100 centesimi e il valore nominale è, pertanto, rappresentato dai suoi multipli e sottomultipli. Si tratta di un valore che resta invariato, non essendo influenzato dai flussi del mercato. Il valore nominale si distingue dal valore reale della moneta, che rappresenta il suo valore d’acquisto, determinato dal variare della domanda e dell’offerta. Si tratta, evidentemente, di un valore soggetto ai mutamenti che le varie crisi monetarie e l’inflazione producono sui crediti pecuniari.

Il principio nominalistico

Il principio nominalistico è quel principio che attribuisce rilevanza giuridica al valore nominale del bene. In altre parole, il debitore, al momento della scadenza (quando, cioè, diviene attuale l’obbligo del pagamento), si libera dal debito elargendo la somma corrispondente alla medesima quantità di pezzi monetari fissata sin dal principio. Ciò a prescindere dal tempo trascorso dall’inizio del rapporto obbligatorio e nonostante, nel frattempo, si sia verificato un cambiamento del potere d’acquisto del denaro. Si pensi a colui che all’inizio dell’anno assume l’obbligo di versare una somma di mille euro entro dicembre; anche qualora si dovesse verificare un fenomeno inflattivo con una conseguente diminuzione del potere di acquisto del denaro, egli dovrà sempre corrispondere mille euro al suo creditore. Risulta palese come dal principio nominalistico derivi il fatto che il rischio del deprezzamento della valuta gravi sul creditore.

Le obbligazioni di valuta e di valore

Le obbligazioni di valuta sono assoggettate al principio nominalistico. Si tratta di quelle obbligazioni che sin dall’inizio hanno ad oggetto il versamento di una somma di denaro, che può essere determinata (si pensi a chi si obbliga a pagare 50 euro) o determinabile (si pensi a colui che si obbliga a elargire una somma corrispondete al 10% del guadagno totale realizzato o che si obbliga a pagare al professionista l’onorario dovuto). Esse si distinguono dalle obbligazioni di valore, le quali, al contrario, si sottraggono all’applicazione del principio nominalistico, avendo ad oggetto l’equivalente del controvalore in denaro di un determinato bene. Tipica obbligazione di valore è quella avente ad oggetto il risarcimento del danno: il suo ammontare equivale all’effettivo valore del danno cagionato che occorre reintegrare. Si pensi al responsabile di un incidente stradale che ha distrutto un’autovettura di proprietà altrui, il quale dovrà pagare una somma di denaro che sia idonea a compensare la diminuzione patrimoniale patita dal danneggiato.

note

[1] Art. 1277 Cod. Civ.

Autore Immagine: Pixabay.com


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